Cosa c’è di più bello, dopo una giornata di studio/lavoro, palestra/sport e seccature varie, di mettersi il pigiama, stravaccarsi sul letto o sul divano con la grazia di un ippopotamo e guardare un bel film? Forse solo vincere la lotteria.
Tuttavia, se sapessi come si vince la lotteria non sarei qui, ma avrei già acquistato un atollo sperduto, perciò parliamo dei film. Parliamo un po’ di tutti i film americani, in cui se ci avete fatto caso accadono cose un po’ strane, che nella vita vera ci sogneremmo di fare e che, quando le vedo sullo schermo, mi fanno innervosire.

Avete notato che quando due tizi, nei film, devono concludere una telefonata, non si salutano mai? Come fanno a capire entrambi che la conversazione è finita? E se l’altro aveva altre cose da dire? Deve ritelefonare? Strano.

Affine a questa stranezza ce n’è un’altra. Quando due personaggi devono darsi un appuntamento (che sia di lavoro, per amicizia, romantico non importa) non specificano mai l’ora, il luogo, il giorno. Mai! Eppure magicamente sono entrambi lì, lo stesso giorno, alla stessa ora, nello stesso luogo. Senza che uno dei due si sia accampato per giorno ad aspettare l’altro.
“Ok, ci vediamo lì.” DOVE? QUANDO? Perché fate così?

Abbiamo parlato di appuntamenti, perciò passiamo alla sfera romantica. Nei film gli incontri romantici sono sempre dei più fantasiosi, da sogno, ma anche assurdi. Innanzitutto l’amore della propria vita si incontra sempre magicamente andandogli a sbattere contro mentre si gira un angolo. Lì, mentre si raccolgono i documenti d’ufficio di lui e i trucchi e i pasticcini glitterati caduti dalla borsa di lei (mai che uscissero assorbenti, fazzoletti sporchi o simili vergogne), scatta il colpo di fulmine. È quindi ovvio e scontato che i due trascorrano circa 72 ore insieme in una romantica fuga, senza avvisare famiglie, amici e datori di lavoro della propria continuata esistenza e senza perdere il posto. Ovvio.

Appuntamenti, lui e lei. Parliamo di lei. Le donne nei film sono sempre magicamente pronte e bellissime per questi appuntamenti improvvisati e miracolosi. Mai che avessero i peli o il ciclo. Com’è possibile? C’è una qualche droga che dona questi benefici o hanno venduto l’anima al diavolo?

Dopo il matrimonio da sogno tra questi due, nasceranno dei figli. Parliamo ora dei figli e dei ragazzi. Nei film americani gli adolescenti fanno di tutto: risolvono crimini, hanno a loro volta figli, girano per il mondo, svolgono missioni segrete, hanno più di un lavoro e spesso si tratta di cose impegnative (Joey Potter di Dawson’s Creek gestiva ristoranti e bed and breakfasts come se niente fosse) e in più sono sempre pronti per risolvere profondi problemi familiari che Freud levate proprio. Mai che aprissero un libro per studiare. Eppure, per pura stregoneria, alla fine dell’anno, nel giorno della consegna del diploma, sono sempre i migliori dell’istituto, hanno i voti più alti e hanno l’onore di tenere il discorso davanti a tutti gli altri studenti.

Un'altra stranissima abitudine la rivelano quando i ragazzi si riuniscono per la serata film. Ordinano la pizza. Una pizza per dieci persone. La aprono, danno un morso e poi succede sempre qualcosa che non fa finire la cena. Sempre? E la pizza si butta?!? Spreconi!

Sarà quel latte bevuto dalla bottiglia di detersivo che rende così strani questi americani? Chissà.

La storia, come affermava Braudel, non è un semplice racconto di eventi, ma una materia su cui riflettere per capire il presente e il futuro. Non a caso, Orwell nel suo 1984, scrive: “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”. La storia è usata proprio dall'élite dominante per legittimare il proprio operato e per convincerci che qualunque provvedimento preso nel passato o nel presente è scaturito da decisioni necessarie affinché si evitassero mali peggiori.

  

Il 6 Agosto del 1945, nella tranquilla Hiroroshima, era una mattina come tante, il sole splendeva e il cielo era terso; gli adulti erano già al lavoro e i bambini si stavano recando a scuola. Tutto procedeva normalmente nonostante il Giappone stesse subendo pesanti bombardamenti a seguito dell'attacco di Pearl Harbor. Nessuno si aspettava la visita di Little Boy, una bomba così devastante che rase al suolo la città provocando più di centomila morti. Quelli che sopravvissero al bombardamento furono soprannominati Hibakusha, persone che oltre al danno subirono anche discriminazioni di ogni genere.

 

E se Little Boy fu lanciata, come affermavano le alte cariche statunitensi, per porre fine alla guerra, crimine ancora più nefando fu quello attuato a Nagasaki, poiché l'isola di Kyūshū fu scelta per sperimentare la bomba al plutonio e per dimostrare alle altre potenze, sopratutto all'Unione Sovietica, la supremazia tecnologico-militare degli USA.

 

Le due bombe furono le ultime della II guerra mondiale, ma possiamo considerarle le prime della guerra fredda, periodo in cui due blocchi continentali controllavano le sorti del mondo utilizzando “lo spauracchio” delle armi atomiche come deterrente, ed anche se è vero che dal '45 non si è più ricorso a bombe atomiche, l'equilibrio del terrore non ha impedito la proliferazione di arsenali atomici sempre più potenti, in varie parti del mondo.

 

Addirittura dopo il disfacimento dell'URSS e sopratutto dopo l'11 Settembre gli arsenali nucleari si sono arricchiti di bombe di nuova generazione, più maneggevoli e più facili da utilizzare. La storia potrebbe insegnare a non ricadere negli stessi errori, a non credere che il fine giustifichi i mezzi, ma purtroppo non è così. L'odierno scenario mondiale è infatti più caotico ed instabile: la minaccia nucleare grava sull'umanità oggi più che mai perché gli interessi economico-politici degli Stati prevalgono sugli interessi dell'umanità.


 

la foto dell'articolo è stata presa da qui

Sting & Shaggy incantano Napoli

Agosto 01

All'ETES-Arena Flegrea si è conclusa la seconda edizione di Noisy Naples Fest con la presenza di uno dei più amati artisti internazionali.  Compositore, autore, attore, filantropo e attivista: Sting.


Nato artisticamente con i Police, band da lui formata insieme a Stewart Copeland e Andy Summers, ha poi continuato la carriera solista vincendo ben 10 Grammy Awards, 2 Brit Awards, 1 Golden Globe, 1 Emmy Awards e 4 nomination agli Oscar.


Ad Aprile, assieme al rapper Shaggy, ha pubblicato 44/876 (i prefissi telefonici delle loro nazioni), un disco "sorprendente" scandito da ritmi giamaicani, che ha accompagnato i due artisti anglofoni nel loro tour europeo.
Si sono esibiti anche nella nostra penisola, da Nord a Sud, toccando prima di Napoli Cagliari, Roma e Verona.


Sting non si esibiva live a Napoli da 12 anni, da quella sera a piazza Pebliscito in cui il pubblico partenopeo lo accolse calorosamente in una piazza gremita, ed anche in questo concerto Sting ha dominato la serata. Gli applausi per lui non finivano mai e le 6000 persone presenti non sono rimasti delusi dalla performance del cantante inglese, anzi, pieni di entusiasmo hanno intonato all'unisono le sue canzoni.

Sting
Sting & Shaggy si sono esibiti sul palco in coppia e singolarmente, proponendo ai fans sia brani del nuovo album sia alcune delle loro popolari Hits come Every Breath You Take, introdotta dal bassista con O'sole mio. Né sono mancati siparietti simpatici in cui Sting si è vestito da imputato e Shaggy da giudice.
Il duo è stato accompagnato dalla band di Sting formata da Dominc Miller e Rufus Miller (chitarre), Josh Freese (batteria), e dai musicisti di Shaggy Monique Musique e Gene Noble (coriste) e Kevon Webster (tastiera).

 

La scaletta del tour:

Englishman in New York
44/876
Morning is coming
Every little thing she does is magic
Oh Carolina / We'll be together
If you can't find love
Love is the seventh wave
Message in a bottle
Fields of Gold
Waiting for the break of day
Gotta get back my baby
If you love somebody set them free
Don't make me wait
Angel
Dreaming in the U.S.A.
Crooked tree
Shape of my heart
Walking on the moon
So lonely
Strength of a woman
Hey sexy lady
Roxanne / Boombastic
(bis)
Desert rose
It wasn't me
Every breath you take
Fragile

 

 

foto presa dalla Pagina Ufficiale Facebook di Sting 

e da :

https://it.wikipedia.org/wiki/Sting#/media/File:Sting_ThePolice_2007.jpg

 

Jorit the Facestar

Luglio 30

 

copertina jorit

 

E’ tornato in libertà Jorit Agoch. La facestar olandese-partenopea era stata arrestata  mentre lavorava  insieme ad altri due ragazzi, un italiano Salvatore Tukios e un palestinese al ritratto di  Ahmed Tamimi, l’attivista palestinese di appena 17 anni che 8 mesi fa ha  schiaffeggiato un soldato dell’ FDI (forze di difesa israeliana), per essersi introdotto illecitamente e con la forza in casa sua . Gli street artist si trovavano a Betlemme nella zona della Barriera di difesa quando sono stati tratti in arresto con l’accusa era di aver “danneggiato e imbrattato” la parete, chiamata dai locali “il muro della vergogna”, divide la Cisgiordania dai territori occupati dalle forze israeliane. Sembra strano pensare che sia stata imbrattata  dal momento in cui la parete in questione è ricoperta da murales, lo stesso Banksy due anni fa raffigurò una sua opera e per di più aprì un albergo proprio all’ombra di quella parete, cos’ha lo sguardo di un’adolescente che ha solo difeso la propria casa e la propria famiglia di cosi offensivo o pericoloso? Israele forse un giorno lo spieghera al mondo. Intanto Jorit e gli altri due ragazzi hanno riottenuto la libertà, dopo che l’ambasciata italiana e la Farnesina si sono messi all’opera ma anche il comune di Quarto si è mobilitato con un corteo per richiederne il rilascio e Napoli organizzando un sit-in di solidarietà in piazza municipio, dove ha partecipato anche il papà dell’ artista, che ha dichiarato : “Arrestato come un criminale, aiutatemi a farlo tornare in libertà”.

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La notizia della liberazione è stata diffusa e confermata proprio dalla Farnesina che ha rassicurato anche circa le sorti della ragazza liberata ieri e che ormai è divenuta il simbolo della lotta palestinese. Ahmed reclusa insieme alla madre e alle altre donne che hanno portato avanti le proteste, ha rilasciato una dichiarazione proprio di fronte alla casa di una vittima dell FDI «Le altre prigioniere sono forti, ringrazio chi mi ha sostenuto mentre io stessa ero incarcerata. La resistenza continuerà finché l’occupazione non sarà stata rimossa».

 

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La notizia dell’arresto di Jorit e gli altri due ragazzi era stata diffusa proprio dall’artista che con un appello su facebook ha fatto subito circolare l’informazione, il post che ritrae di spalle un soldato recita : “We are in arrest in betlemme from israeli army Who can help us please do it” ( siamo in arresto a Betlemme da parte delle forze armate israeliane, chi può aiutarci, per favore lo faccia). Sul profilo instagram invece è comparsa un’ immagine ben più rassicurante, uno sfondo nero dove campeggia la scritta “Free thank all of you”. (Liberi, grazie a tutti voi) nella descrizione un ringraziamento speciale al legale che li ha seguiti “Special thank Azmi Masalha advocate!” e un hastag a favore di un popolo oppresso #freepalestine

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La prima dichiarazione dopo la scarcerazione è stata: «Sto bene, un po’ di paura c’è stata ma in fondo non è stata questa esperienza così segnante. Lo rifarei, perché va denunciato quanto accade quotidianamente nei territori occupati da Israele che sta spezzettando la Cisgiordania per impedire la nascita dello Stato di Palestina. Il mio era un modo per far conoscere il più possibile la realtà delle cose. Mentre noi occidentali siamo stati sì arrestati ma poi liberati, ogni giorno in Palestina continuano a morire persone e quanto accade agli arabi di quei posti è qualcosa di indicibile».

«A volte crediamo di sapere cosa ci serve ma non è così. Ascoltami, Nabel: non devi cedere alle lusinghe della tua età e della tua insicurezza. Solo tu puoi farti sentire bella o brutta, insignificante o importante. L’amore non serve a questo, anzi, viene dopo di questo, è tutto ciò che avanza del tuo amore per te.»

 

 

Bracco

 

Per Nabel la scoperta dell’amore per se stessa inizia il giorno in cui conosce Hector, un fratello di cui non era mai stata messa al corrente e con cui condivide un padre distante da entrambi, fisicamente ed emotivamente: il professore Lucrezio Minenti. Luminare della fisica, sempre in giro per il mondo tra convegni e nuove ricerche, Minenti è artefice di una serie di esperimenti tra cui, si sospetta, quelli che riguardano l’invenzione di una prodigiosa Macchina del Tempo.

 

A partire dal loro primo incontro, le vite di Nabel e Hector sono destinate a intrecciarsi: i due fratelli decidono di non perdersi mai di vista e si rincorrono tra l’Italia e l’Inghilterra. Nel primo paese Nabel trascorre la sua vita con mezzo padre, una madre algida e una sorella con le idee più chiare di lei. Ha l’ambizione della scrittura, ma finisce sempre per cancellare tutto. A Londra, invece, Hector espone la sua opera d’arte alla Tate e si prepara a una collaborazione con Tim Burton.

 

Una storia di intrecci spaziali e temporali, attraverso l’Europa e attraverso il tempo, alla ricerca di una verità che la famiglia Minenti tiene ben nascosta sotto il tappeto. Il romanzo di Giulia Bracco, La Madre, il Maestro, Shakespeare e Dio (Caffèorchidea Editore, 2018), entra a pieno titolo nella classifica delle nuove uscite tutte da scoprire.

 

 

 

 

 

 

link immagini: 

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L'aria di primavera porta con se la stagione degli amori è e anche all'F8, la kermesse aziendale di Facebook che si è tenuta a San José i primi due giorni di maggio, se ne sono accorti. In occasione dell'apertura dell'evento dedicato all'innovazione del social network più famoso, Mark Zuckerberg , fra le altre cose, ha presentato Dating. Nello specifico si tratta di una piattaforma che ha la funzione di creare "relazioni durature".

 

Il CEO del colosso californiano ha spiegato che per accedere al servizio bisognerà creare un profilo ad hoc e che i match avverranno fra profili che non sono già amici su Facebook. Le conversazioni avverranno su una chat esclusiva e parallela a quella di Messanger. È in questo modo che Mark Zuckerberg, forte dei suoi 2.2 miliardi di utenti attivi, si propone come primo competitor nel settore di Match Group, l'azienda che detiene Tinder e Ok Cupid.

 

Resta da capire in che misura la piattaforma ideata dai cervelloni di San José possa differenziarsi da quelle preesistenti, o se finisca per rivelarsi perfettamente sovrapponibile ad esse. L'intervento del CEO di Facebook non si è limitato di certo alle storie d'amore. Al centro dell'agenda non poteva non esserci il tema della privacy e dell'uso improprio da parte degli utenti dei dati altrui. In tal senso Zuckerberg aveva già fatto mea culpa in occasione delle audizioni dinnanzi al Congresso, in ordine allo scandalo relativo a Cambridge Analytica, una società di consulenza politica che ha raccolto milioni di dati personali per somministrare messaggi propagandistici mirati ai singoli utenti.

 

La mancanza di controllo relativa al "microtargeting" è stato l'obbiettivo primario che Zuckerberg si è proposto di raggiungere. A tal proposito è stato presentata "Clear history" una funzione in fase di progettazione che permetterà agli utenti di purificare il profilo. Il CEO di Facebook ha presentato questo progetto attraverso un post che spiega come «sarete in grado di vedere le informazioni riguardo alle app e ai siti web con cui avete interagito attraverso il vostro account e di cancellarle. Inoltre, potrete anche scegliere di disabilitare la collezione di questi dati attraverso il vostro profilo. Per essere chiari, la decisione di cancellare i cookie dal browser, può peggiorare parti dell'esperienza che avete online. Lo stesso accadrà in questo caso. Ma avrete la possibilità di scegliere». Si tratterebbe di una innovazione di provvidenziale importanza in un momento in cui l'equilibrio fra condivisione e privacy sembra essere la vera sfida dell' era social. Informare gli utenti in modo adeguato circa i pro e i contro, dando loro la possibilità di scegliere con consapevolezza potrebbe essere la soluzione.

 

 

 

 

Foto presa dal sito www.flickr.com

Nella vita ci sono serate importanti, quelle che ricorderai per sempre per il loro valore, ma ci sono anche serate speciali, quelle che ricorderai perché ti hanno toccato il cuore.

Ieri, venerdì 27 luglio, l'associazione culturale “Sii turista della tua città” ha organizzato un tour di un'ora e mezza in barca attraverso i gioielli del golfo di Napoli, in collaborazione con i famosi barcaioli di Marechiaro, per ammirare l'eclissi lunare più lunga del secolo.

Il costo dell'escursione è stato di 12 euro a persona, aggiungendo 5 euro (facoltativo) per un'impepata di cozze e un bicchiere di vino. Erano previsti 5 turni: 20, 20.30, 21, 21.30, 23.30. L'evento ha riscosso notevole successo, date le 600 prenotazioni e la suggestiva organizzazione. Una volta arrivati all'appuntamento al ristorante “Cicciotto”, dopo aver atteso il nostro turno con pazienza, dato il ritardo, siamo saliti sulla barca e lì è iniziata la magia.

Eclissi lunare

Immersi nel mare, ammirando la luna e le sue sfumature. Immersi nell'anima di questa città, passando per Villa Imperiale, Villa Fattorusso (complesso Rocce Verdi), Villa Rosebery, Villa Volpicelli (sede delle riprese della fiction “Un posto al sole “), per arrivare alla spiaggetta di Villa Lauro.
Una volta arrivati abbiamo potuto ammirare un capolavoro, sconosciuto ai più, tra bellezza e storia. Villa Rocca Matilde, meglio nota come Villa Lauro perché l'ultimo proprietario fu l'armatore Achille Lauro, sorge sui resti del palazzo seicentesco di Orazio D'Acunto. La prima proprietaria fu l'inglese Luisa Dillon che acquisì la proprietà del terreno nel 1842 e diede alla villa il nome della sua prima figlia, Matilde.
Furono eseguiti successivamente dei lavori che hanno dato l'aspetto attuale alla villa, che ospitò nel marzo del 1882 Giuseppe Garibaldi. Dopo il fallimento della gestione Lauro, la villa è stata sede degli studi di Canale 21, delle prime riprese di “Un posto al sole” e per anni location di cerimonie ed eventi fino a restare completamente abbandonata.

Incamminandosi per gli scogli, passando sotto degli archi si arriva dall'altra parte della villa da cui si intravede la terrazza. Il panorama é mozzafiato e la luna sembra sempre più vicina.

Per concludere in bellezza, cozze e vino distribuiti sulla spiaggia. I più coraggiosi hanno fatto il bagno per godersi al massimo l'atmosfera al chiaro di luna.

Un'esperienza unica, grazie all'ingegno e la passione dei ragazzi di “Sii turista della tua città” e grazie alla nostra città che non finisce mai di stupirci e che merita di essere rispettata per lo spettacolo che riesce a regalarci ogni volta. Una serata che tutti porteranno nel cuore e che ci fa dire ancora una volta “ essere napoletano è meraviglioso!”.

 


 

Che cos'è l'Edenlandia? Se lo chiedete a chi è cresciuto fuori dalla Campania vi dirà: "Ne ho sentito parlare". Se lo chiedete a un napoletano vi risponderà: "È profumo di graffa"!

È con quello stesso profumo che il parco attrazioni partenopeo ha riaperto le sue porte nella serata di ieri, 25 luglio. Più di cinquemila napoletani accorsi per ritrovare quel luogo magico dell'infanzia. Una serata carica di emozioni, ricordi e novità.

Una nuova gestione, nuove attrazioni e nuove graffe: stavolta affidate a Casa Infante, un altro marchio di garanzia per i napoletani. Delle ventotto giostre totali, una buona parte sono già utilizzabili, mentre le più vecchie richiederanno tempi più lunghi per la riapertura. Uno staff di eccellenza accompagnerà in questa grande avventura Gianluca Vorzillo, amministratore unico, a cui va riconosciuto il merito di essere riuscito do ve in tanti, da anni, hanno sempre fallito.

Al nuovo Edenlandia si accede con l'acquisto di una tessera, la Edencard, disponibile nelle biglietterie al costo di tre euro (di cui uno è il costo effettivo della tessera e due si ricaricano di volta in volta). Si tratta di una cifra simbolica, di cui il 10% andrà alla Fondazione Santobono-Pausillipon e un altro 5% ad Unicef. Per accedere alle attrazioni occorrerà di volta in volta ricaricare la carta in base al costo della singola giostra (da 2 a 4 €).

Si potrà usufruire del nuovo parco dalle ore 9 alle 22 dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica resterà aperto fino a mezzanotte.

Dasvidanyia, Mondiali!

Luglio 16

 

E anche questo Mondiale è finito. Sembrava ieri che la Svezia ci ha buttati fuori e invece già siamo al 16 luglio! Come tradizione, cerchiamo di parlarne in maniera sistematica e precisa, cominciando dalla "A" dell'

 

Argentina, non tanto per quanto fatto vedere in campo (?), ma per il bellissimo spot con Ruggeri protagonista. L'avete visto? No? Beh, eccolo qui:

 

 

 

Peccato che forse, il contratto non sia stato onorato in questa occasione e l'albiceleste "ammirata" in Russia sia stata tra le più scarse di sempre. Ma non è stata comunque la cosa peggiore del Mondiale, soprattutto se consideriamo il finto

 

buonismo della FIFA, che ha ordinato di non riprendere le tifose belle in tribuna per la Finale. Sul serio? Ci sarebbe tanto da dire, ma limitiamoci a linkare l'ottimo articolo di "AC" Annachiara Giordano (fate clic qui) e a dire che questa cosa, parafrasando Fantozzi è "una boiata pazzesca"!

GABRI 1

 

Torniamo a parlare ci calcio e più precisamente del

 

catenaccio dell'Iran. Critica? Assolutamente no. Quando sei nel girone con una delle squadre più forti del mondo e con quella di un alieno non hai scelta. Se attacchi ne prendi 5, se ti chiudi – con una difesa organizzatissima, non a cazzo di cane – magari riesci anche a portare a casa il risultato. Fatto sta che i ragazzi iraniani hanno davvero dato il massimo e più o meno tutto il mondo (tranne gli USA, forse) ha sperato che si qualificassero nell'ultima partita. Così come tutti abbiamo sperato che passassero i senegalesi che con le loro

 

danze hanno conquistato sicuramente le simpatie di tutti. Eppure, questo sarà un Mondiale da dimenticare per tutte le nazionali del Continente Nero, nessuna delle quali è riuscita a passare alla fase a eliminazione diretta. Russia 2018 sarà inoltre ricordato per i vari

 

errori imbarazzanti da parte dei portieri, non ultimo quello di Lloris ieri pomeriggio, se non fosse avvenuto sul 4-1 avrebbe potuto cambiare il risultato del match e chissà se la

 

Francia si sarebbe comunque laureata Campione del Mondo di nuovo a distanza di 20 anni? Chissà... Fatto sta che ben pochi ieri avranno fatto il tifo per i Transalpini, e, a proposito di schadenfreude...

 

«Gott in Himmel!» avranno esclamato in Germania dopo l'incredibile eliminazione alla fase a gironi. La maledizione continua: chi vince, poi non arriva agli ottavi. Successe a noi e anche alla Spagna allenato quest'anno da

 

Hierro, trovatosi lì quasi per caso dopo l'esonero di Lopetegui e buttato fuori dalla Russia neanche troppo a sorpresa. Peccato che al buon Fernando non abbiano dato fiducia e abbiano deciso di puntare su Luis Enrique, ma si sa che i flop si pagano cari. E Restando in tema, per fortuna anche l'

 

ISIS che aveva promesso di portare il terrore a un livello successivo, non ha fatto nulla, per merito delle imponenti misure di sicurezza dispiegate da Mosca. Bel lavoro, compagni! Questo complimento non si può proprio fare a

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Jorge Sampaoli, il pittoresco CT dell'Argentina che ricorderemo per il look non propriamente sobrio e per l'aver chiesto a Messi il "permesso" di far entrare Aguero! Anche la "Pulce" però ha poco da stare allegro, avendo chiuso la rassegna con una sola marcatura, a differenza di

 

Kane che, coi suoi 6 gol, si è laureato capocannoniere. Certo, l'Inghilterra ha un po' deluso alla fine, ma le basi sono state gettate per fare bene già ai prossimi Europei, così come per il Belgio che con

 

Lukaku e gli altri ha centrato uno storico terzo posto e ha fatto intravedere il più bel gioco del torneo. Sono 4 le segnature (più un assist) del venticinquenne attaccante, che magari potrebbe trovarsi coinvolto nel grandissimo giro delle punte al quale assisteremo quest'anno. Già, il

 

mercato: al di là dei propositi di metà giugno di lasciarlo fuori dal presente articolo, come fare quando un certo Cristiano Ronaldo non solo lascia il Real Madrid ma ma, addirittura, viene in Italia? Non solo il suo avvento rende virtualmente inutili le prossime due Serie A, ma crea anche un caos di dimensioni planetarie a livello di punte? Dove va Higuaìn? Al Chelsea? Al Milan? Chi prende il Real Madrid? Icardi? Mbappé? E Griezmann? Cavani torna a Napoli? Una cosa è certa: sarà un mercato appassionante, così come lo sarà la storia del portiere dell'Islanda Halldorsson – di professione regista – che racconterà ai suoi

 

nipoti di quella volta in cui parò un rigore a Leo Messi! Cosa che non potrà fare Buffon che ha però scoperto che (come insegna Lisa Simpson) "crisi" in cinese si scrive con lo stesso carattere di

 

"opportunità": non ti sei qualificato per i Mondiali? Pazienza! Puoi comunque girare una fracca di pubblicità! Dite la verità: in quanti spot lo avete visto? Ma torniamo alla nostra amata Argentina con la

 

pantomima messa in scena da Maradona in tribuna: gestacci, malori e chi più ne ha più ne metta! Ma come si fa ad avercela con Dieguito? Impossibile! Chi invece non risulta per nulla simpatico con le sue sceneggiate è Neymar. Fortissimo, per carità, ma il modo in cui si contorceva come nemmeno Shawn Michaels contro Hulk Hogan a Summerslam 2005 è stato la cosa più irritante del Mondiale. Speriamo che in

 

Qatar tra 4 anni impari ad essere meno melodrammatico. Rimaniamo comunque sul futuro: la rassegna del 2022 sarà l'ultima a 32 squadre e la prima a tenersi a novembre-dicembre. Poi, dal 2026, in Canada, Messico e Stati Uniti, arriveranno le novità. Speriamo che almeno gli shootouts non sostituiscano i

 

rigori che rimangono una dei momenti più emozionanti di sempre, come nel match tra Croazia e Danimarca in cui Schmeichel e Subasic hanno davvero fatto la parte del leone, in un contesto altamente drammatico, come l'immagine del volto rigato di

 

sangue di Mascherano, che ha dato davvero tutto ma non è riuscito ad evitare l'eliminazione della sua squadra. E a proposito di emozioni, come dimenticare le lacrime del panamense

 

Torres durante l'inno nazionale? Da brividi. Ma iniziamo le lettere difficili parlando di

 

Umtiti e del suo gol di testa che ha fatto fuori il Belgio. Magari se non l'avesse presa, ora racconteremmo un'altra storia. E come non parlare del

 

VAR che ha fatto il suo debutto e che ha contribuito a dirimere non poche controversie. Pollice in su quindi! Passiamo ora ad un'altra protagonista assoluta e cioè

 

Wanda, non Nara

 

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ma 万达, ovvero uno dei cartelloni più presenti ai Mondiali.

 

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Si tratta di un colosso cinese con interessi virtualmente ovunque, dal cinema al mercato immobiliare, perciò se volete comprare un terreno per costruirci un multisala, sapete a chi rivolgervi. Parleremo ancora di Cina, ma adesso concentriamoci su

 

Xhaka, il numero 10 della Svizzera che chiude il Mondiale con 360 minuti giocati e un gol. Non c'è molto altro da dire, ma la "X" è difficile, quindi torniamo sulla Cina, anzi sui cinesi con

 

Yonghong Li e le sue storie col Fondo Elliot che hanno attirato l'attenzione (quasi) più di ciò che accadeva in campo. Noi ci scherziamo su, ma chissà davvero quale sarà il futuro del Milan? Che dire? Ci avviciniamo alla fine della nostra cavalcata, ricca di Argentina e finiamo col nostro Walter

 

Zenga il cui record di imbattibilità di 517 minuti ai Mondiali, interrotto da un gol dell'argentino Caniggia, continua a resistere! E speriamo che ciò sia di buon augurio quando, tra 4 anni, ci rivedremo (forse) in Qatar!

 

 

Link alle foto:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/15/finale-mondiali-2018-francia-croazia-4-2-gol-di-pogba-e-mbappe-per-la-seconda-coppa-nella-storia-dei-bleus-foto/4494347/

http://www.tuttosport.com/foto/calcio/mondiali-2018/live/2018/06/14-44153850/mondiali_2018_le_tifose_russe_danno_subito_spettacolo/http://www.tuttosport.com/foto/calcio/mondiali-2018/live/2018/06/14-44153850/mondiali_2018_le_tifose_russe_danno_subito_spettacolo/

http://www.itasportpress.it/calcio/sampaoli-la-spagna-ci-ha-schiaffeggiato/http://www.itasportpress.it/calcio/sampaoli-la-spagna-ci-ha-schiaffeggiato/

http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/10/27/news/vanda_nara_a_processo_facebook_maxi_lopez-179473518/http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/10/27/news/vanda_nara_a_processo_facebook_maxi_lopez-179473518/

https://www.endurancebusiness.com/2018/industry-news/wanda-group-reported-to-be-considering-ipo-of-sports-assets/

Il link al video è stato preso dal sito www.gazzetta.it

Ricky Martin, Luis Fonsi, Alvaro Soler. Le loro canzoni dominano le radio durante l’estate. Le sentiamo e risentiamo al punto che, nonostante il ritmo travolgente, non ne possiamo più.
Tuttavia non bisogna essere così cattivi. Bisogna pur ricordar che questi cantanti, con i loro tormentoni estivi devono guadagnare abbastanza per poter pagare l’ibernazione invernale, così come Michael Bublè si fa congelare d’estate ed esce solo d’inverno.

Però … sappiamo cosa dicono queste inevitabili canzoni estive? Qualcuno di voi ha mai letto il testo di una di queste ballate? Tranquilli, non è un esame. La risposta ve la diamo noi. Un’occhiata ad alcuni di questi testi spagnoleggianti ha fatto notare alla sottoscritta alcuni elementi comuni in tutte le canzoni latino-americane.

Innanzitutto tema dominante è l’amore. C’è sempre una bella ragazza che fa spasimare il cuore del cantante. Ma non è così semplice: il padre di lei non approva questa relazione! C’è sempre un padre ostile al giovane innamorato, chissà come mai. Sarà perché questo cristiano passa le notti sotto la finestra della bella, cantando da solo o con gli amici e non facendo dormire tutto il vicinato. Sarà per i piercing, i tatuaggi, la motocicletta senza casco. Lo scopriremo.

La notte. Altro luogo comune. Tutte queste canzoni e i relativi video sono ambientati dal tramonto all’alba e mai viceversa. La vida loca, evidentemente, porta uno sfasamento temporale, prevede un diverso fuso orario. Oppure sono vampiri. Se siete in paesi latino-americani o progettate di andarci, fate prima un salto da Buffy l’ammazza vampiri e chiedetele se vi presta un paletto, non si sa mai.

L’orario l’abbiamo, ma il luogo? Se non ci troviamo sotto casa della pulzella, siamo al mare o sulla spiaggia. Vamos a la playa! Esistono montagne in questi paesi? Colline? Un entroterra qualsiasi? Solo e unicamente spiagge, mai che si veda una baita, uno chalet. Ovviamente, poi, è sempre estate. Il latino-americano soffre la neve che manco Superman e la kryptonite.

Questi individui, però, hanno anche un’altra caratteristica, che li rende forse un po’ supereroi. Sono sempre, costantemente, pervasi da un fuego incontrollabile! La loro anima brucia, il loro cuore arde, la loro pelle scotta. Qualcuno chiami i pompieri!!

Infine, hanno anche un’altra fissa: la cintura. Il basso ventre, la pancia e i fianchi sono proprio un pensiero fisso per i latino-americani. Zone del corpo tutte comprese nel termine ‘cintura’. La cintura sale, scende, si muove, ondeggia, ha una vita propria.

Una vita propria, quella che manca a noi quando d’estate siamo invasi da queste canzoni. Però che estate sarebbe senza?



Link alla foto: https://www.sorrisi.com/musica/playlist/balli-di-gruppo-canzoni-video-migliori-festa-estate/

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