Si è aperta a Napoli, l'11 Giugno, la seconda edizione di Noisy Naples Fest all'Arena Flegrea della Mostra d'Oltremare.

I vari concerti prevedono la presenza di: Enzo Avitabile e James Senese, Kasabian, Bonobo, DJ Paul Kalkbrenner, Noel Gallagher, Coez, Benni e Fede, Kasabian e si concluderanno con la presenza di Sting & Shaggy, già sold out.

 

Noel Gallagher, ex chitarrista degli Oasis, si è esibito con il suo nuovo gruppo i Flying Birds, il 21 Giugno con un concerto che ha appagato le aspettative dei suoi fans.

Sul palco erano in otto, compresi gli ex compagni di scuderia Chris Sharrock e Gem Archer.

 

Una platea caldissima ha fatto sentire il suo boato quando l'artista, dopo una serie di brani, ha salutato Napoli.

 

 

Le canzoni più coinvolgenti, che hanno fatto cantare anche il pubblico, me compreso, sono state quelle che portavano alla mente i ricordi di chi era teenager negli anni 90: Little by little, Wanderwall, Don't look back in anger e la Beatlesiana All you need is love. Tuttavia il suo concerto non ha ricordato solo la gloriosa Band di Manchester, infatti Noel Gallagher con molti brani, che hanno occupato un terzo dello show, tratti dal suo ultimo lavoro discografico: “Who built the moon?”, ha mostrato la sua attuale identità musicale che dà nuova luce al Brit Rock!

 

Il celebre musicista ha concluso il concerto esprimendo gratitudine agli spettatori per la loro calorosa accoglienza e, non venendo meno all'humor inglese, li ha ringraziati per la cessione di Jorginho al Manchester City, né ha dimenticato di augurare buona fortuna al Napoli per la prossima stagione: “Thank you for Jorginho and good luck for the next season”.

 

Scaletta del Concerto:

Fort Knox

Holy Mountain

Keep on Reaching

It’s a Beautiful World

In the Heat of the Moment

Riverman

Ballad of the Mighty I

If I Had a Gun…

Dream On

Little by Little

The Importance of Being Idle

Dead in the Water

Be Careful What You Wish For

She Taught Me How to Fly

Half the World Away

Wonderwall

What a Life!

Bis Finale

The Right Stuff

Go Let It Out

Don’t Look Back in Anger

All You Need Is Love

 

 

foto presa dalla Pagina Ufficiale di Noel Gallagher

 

 

Ieri sera sono andate in onda, su SKY Atlantic (canale 110), i due episodi conclusivi della miniserie da sei puntate Picnic at Hanging Rock, di cui avevamo già parlato qui.

Ebbene, dopo averla vista, che dire?
Avevamo già capito che a farla da padrone in questa serie sarebbe stato il mistero. Così è stato. Il “voglio vedere come va a finire” ha tenuto incollati allo schermo per tre settimane. Un mistero basato su incredibili non-detti, su piccoli dettagli che lasciavano immaginare indicibili segreti sul passato dei personaggi e su una fotografia caratterizzata da un mix di gotico e psichedelico, con studiati contrasti tra colori scuri e colori molto accesi e quasi fosforescenti.
Azzarderei un rimando, per quanto riguarda la fotografia e i colori, a un film altrettanto potente sotto questo aspetto quale Crimson Peak del maestro Guillermo del Toro.

Ma torniamo a noi. La suspense e il mistero, quindi, c’erano e a quantità industriali. E il resto? Ecco, il resto latitava. Escludendo la degna interpretazione di Natalie Dormer (la signora Appleyard, direttrice del collegio), gli altri personaggi non sono che appena abbozzati.

In più, ripensandoci col senno di poi, la trama sembra davvero esigua. C’è un unico grande evento, la scomparsa delle ragazze sulla montagna, e poi niente più. Non è un giallo perché, al contrario di quanto avviene normalmente nei gialli, il caso non viene risolto, ma anzi sembra quasi che si faccia di tutto per evitare che venga risolto, facendo disintegrare la trama in mille digressioni.

Il finale quindi resta apertissimo, facendo venire un po’ di amaro in bocca. Tuttavia, si può pensare che sia in cantiere una seconda stagione. Staremo a vedere!





Link alla foto: https://www.genremag.com/2018/05/genre-tv-grid-week-of-may-20-2018-natalie-dormer-stars-in-remake-of-picnic-at-hanging-rock/https

«Tra poco gioca la Svezia.»


Supponendo che il sorteggio fosse rimasto invariato, e che se a Stoccolma e Milano fosse finita diversamente, oggi saremmo noi nel gruppo F con Germania, Messico e Corea del Sud, diremmo: «Tra poco gioca l'Italia.»


Saltando ogni considerazione, la domanda alla quale cercheremo di rispondere ora è: «La guardiamo o no?» e lo faremo adducendo 5 ragioni per ogni scelta.


«No, non la guarderemo.»


1. Il primo motivo è che il gufìo (per usare un termine caro a Waylon Smithers) non avrebbe senso: perché mai tifare per quella stessa Corea che nel 1966 e – soprattutto – nel 2002 ci ha buttati fuori?
2. Meglio non soffrire è il secondo. Se la Corea è poca cosa, è meglio non pensare «Persino noi l'avremmo asfaltata e col passo falso della Germania di ieri avremmo potuto raggiungere gli ottavi.»
3. Possiamo andare al mare.
4. L'ignoranza è una benedizione. Chissene di chi vince!
5. Difficilmente sarà una partita indimenticabile, il che ci riporta ai punti 3 e 4.


«Sì, la guarderemo.»


1. Per chi non vive in una città di mare – o ragionevolmente vicina ad esso – il punto 3 dei "no" può essere d'aiuto: verrà trasmessa alle 14, cosa c'è di meglio per conciliare un riposino?
2. È comunque calcio, e considerato che verranno lunghe giornate senza in cui diremo:«Ora mi guarderei anche Isole Fiji-Samoa!» ci può anche stare.
3. Ci saranno le tifose svedesi.

 

Tifose svedesi

 

E anche le coreane.

 

Tifose coreane 2 


4. Può uscire un nome per il Fantacalcio... chi può dire che quel terzinaccio dal nome impronunciabile non venga comprato da una neopromossa? Solo chi ha visto il match lo ricorderà per l'abnegazione e dei discreti cross.
5. Se la vediamo in un bar, magari offre Zlatan. E lui, sicuramente non se la perderà...

 

 

 

 

 

 

 

Link alle immagini originali: https://it.depositphotos.com/10787865/stock-photo-ball-in-hand-and-blue.html

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Era tutto pronto: colori da spalmare sul volto, bandiere tricolore appese alla finestra, fascette azzurre da esibire con orgoglio. Eppure, la delusione: l’Italia esclusa dai mondiali, prima ancora di parteciparvi. In molti si sono chiesti in che modo ovviare ad una tale mancanza. Chiaramente, non è ammissibile superare l’esame di maturità senza un avvincente match, a rendere il tutto pieno di pathos. Niente tifo di gruppo a suon di “popopo” (no, non è quello che state pensando), niente fiato sospeso, niente “abbracciamoci e vogliamoci tanto bene” (cit.) come scusa di abbordaggio.

 

Tuttavia, quando qualcosa non va nella nostra vita c’è sempre un’oasi di gioia e spensieratezza pronta a risollevarci e a colmare i nostri cuori di cocente speranza. E questa oasi si chiama Netflix. No, non sto suggerendo di affogare la disperazione nel binge watching della serie più trend (anche se, in effetti… no, silenzio, dobbiamo laurearci). Sto parlando del fatto che il nostro amato generatore di venerdì sera casalinghi sfornerà sulla piattaforma le partite dell’Italia del 2006, anno in cui gli azzurri portarono a casa il mondiale.

 

foto 1

 

Si è partiti il 15 Giugno con il match Italia-Ghana, ed ecco il calendario delle prossime uscite: 19 giugno, Italia-Usa; 25 giugno, Italia-Repubblica Ceca; 30 giugno, Italia-Australia; 6 luglio, Italia-Ucraina; 10 luglio, Italia-Germania; 15 luglio, Italia-Francia.

 

Niente da aggiungere: abbiamo già pronti pop corn e numero di telefono della cotta della classe.

 

 

foto 2

 

link alle foto: 

 

http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/euro-2016/italia/2016/07/09-13319143/mondiali_2006_materazzi_ecco_cosa_dissi_a_zidane/http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/euro-2016/italia/2016/07/09-13319143/mondiali_2006_materazzi_ecco_cosa_dissi_a_zidane/ 

 

https://www.ilpost.it/2013/07/09/italia-francia-finale-mondiali-2006/medium_110209-134730_ro100706srt_0086/

"Strega Borghese" di Biagio Arixi

Giugno 15

Chi è la bella Carmen?

 

Nel corso delle 350 pagine di Strega Borghese (Milena Edizioni), Biagio Arixi delinea questa affascinante figura sullo sfondo di una Sardegna tanto bella quanto arcana e misteriosa. D'altronde, chi ha familiarità con lo scrittore cagliaritano sa già cosa aspettarsi: il paranormale si mischia all'ordinario in maniera del tutto naturale, come già accadeva nel bellissimo Strega Plebea del 2012.

 

È una figura ammaliante Carmen, ma anche straordinariamente umana, isolata nel suo castello, vera e propria torre d'avorio, irraggiungibile per i comuni mortali. Sarà lì che, lo "studio" dei suoi poteri e delle sue straordinarie facoltà si accompagnerà ad una indagine sul suo "sé" più nascosto, oscillando tra sogno e realtà, tra i fantasmi del passato e le visioni del futuro.

 

Strega Borghese sarà disponibile a partire da oggi, 15 giugno 2018 in prevendita sul sito della Milena Edizioni (www.milenaedizioni.org).

 

 

 

 

 

Link all'immagine originale: http://www.mondoraro.org/archives/158715http://www.mondoraro.org/archives/158715

Due giorni fa si è svolto un evento che passerà sicuramente alla storia: dopo innumerevoli smentite e riconferme, finalmente c’è stato l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, e il leader nordcoreano Kim Jong-Un.

Cosa sappiamo della Corea del Nord? Non proprio tantissimo. Si tratta, infatti, di un Paese in cui vige una dittatura intenzionata a isolare lo Stato dal resto del mondo tramite relazioni internazionali davvero scarse e una politica economica fortemente protezionista. Fino ad ora, a quanto pare: probabilmente siamo di fronte a un cambiamento di rotta.

Date queste premesse, non ci aspetteremmo mai di trovare, in uno Stato dittatoriale come quello nordcoreano, una soap opera liberamente ispirata all’americanissima e famosissima Friends. Eppure c’è!
Si tratta di 우리의이웃들, ovvero Our Neighbours (I nostri vicini), in cui si vedono proprio sei personaggi (più un bambino), tutti residenti nello stesso condominio, che vengono seguiti nella loro vita quotidiana e affrontano problemi e situazioni simili a quelle che vivono le persone nell’Occidente: il marito che non collabora nelle faccende domestiche, la vita scolastica del bambino, i due amici rimasti single che flirtano.



Tuttavia, come potete notare dall’episodio qui riportato, vi sono anche enormi differenze con la versione americana. Innanzitutto mi ha colpito l’età dei personaggi, i quali sono molto più maturi rispetto ai sei newyorchesi. Bisogna poi dire che questo show, in realtà, prevedibilmente, trasmette innumerevoli messaggi subliminali o comunque di propaganda statale. I sei protagonisti vivono in una zona apparentemente esclusiva di Pyongyang, in un rispettabilissimo condominio, i cui appartamenti erano donati dallo Stato a individui meritevoli per i benefici da loro apportati alla dittatura. Nello show, ciò si rispecchia ad esempio nella professione dei corrispettivi nordcoreani di Ross e Rachel: lui professore di fisica nucleare, lei stilista dell’esercito.
Si tratta quindi del ritratto della vita di una ristretta cerchia della popolazione nordcoreana, che invece spesso vive in condizioni davvero dure e miserabili, soprattutto nelle periferie.

Our Neighbours però non è il solo show che spicca per contenuti propagandistici. È degnamente seguito da Young Researchers (Giovani ricercatori), che parla di studenti che si motivano a vicenda per ottenere i migliori voti e vincere lo science prize. Anche qui si tratta di una situazione prevedibilmente più unica che rara: la supertecnologica scuola in cui è ambientato lo show non credo sia la regola in Nord Corea, ma quello che conta è stimolare i giovani, il cui consenso è importantissimo per Kim Jong-Un, a diventare scienziati e, un giorno, collaborare e migliorare il programma nucleare, altro punto fondamentale della politica del dittatore.

Per fortuna noi abbiamo Alberto Angela!






Link alla foto: http://www.sardegnablogger.it/e-la-televisione-bellezza-di-maria-dore/http://www.sardegnablogger.it/e-la-televisione-bellezza-di-maria-dore/

 

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Dopo la Trilogia della pianura, Le nostre anime di notte (NNE 2017) è il quarto romanzo di Kent Haruf ambientato a Holt, la città immaginaria del Colorado. Holt è una cittadina molto simile a quelle realtà periferiche dei racconti di Carver, ma è dipinta da una narrativa ancora più asciutta e minimalista, che ne aumenta la sensazione di estraniamento.

 

Le anime di notte sono quelle di Addie Moore e Louis Waters, vedovi e vicini di casa. Addie è nel soggiorno di Louis quando gli propone senza troppi formalismi di passare la notte insieme. Insieme e basta. Non ci sono dietrologie, non c’è malizia o mistero nella richiesta di Addie: entrambi sono vedovi, entrambi sono soli e le notti sono lunghe in un letto a due piazze vuoto per metà.

 

Da questa proposta inizia una storia – non di amicizia, non di amore, ma – di compagnia. Di notte Addie e Louis condividono uno spazio in cui si raccontano all’altro, si abbandonano a un sonno sereno, si regalano la gioia della condivisione. Ma in una piccola realtà provinciale come Holt, due anziani che si incontrano di notte mettono in giro pettegolezzi meschini e chiamano in gioco pareri esterni e inappropriati.

 

Con questo incredibile romanzo intriso di profonde nostalgie, Kent Haruf costruisce una dimensione domestica in cui il lettore può rifugiarsi di notte per ascoltare storie.

 

 

«Che altro vuoi sapere?
Da dove vieni. Dove sei cresciuta. Com’eri da ragazza. Com’erano i tuoi genitori. Se hai fratelli e sorelle. Come hai conosciuto Carl. Che rapporti hai con tuo figlio. Come mai ti sei trasferita a Holt. Chi sono i tuoi amici. In cosa credi. Che partito voti.
Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? disse lei. Anch’io voglio sapere tutto di te.
Non abbiamo fretta, disse lui.
No, prendiamoci il tempo che ci serve»

 

 

 

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Il film omonimo di Ritesh Batra tratto dal libro è su Netflix.

 

 

 

 

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«Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori»

 

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Considerato uno dei maggiori scrittori viventi, lo spagnolo Javier Marías si è guadagnato il suo successo in Italia con un libro dal titolo enigmatico: Domani nella battaglia pensa a me (Einaudi 1998). La citazione, non così evidente, è shakespeariana: la frase è stata ripescata da Marìas nel Riccardo III (scena III, atto IV). L’afflato shakespeariano sembra un po’ un’abitudine per lo scrittore madrileno, che già nel suo precedente romanzo Corazòn tan blanco aveva preso in prestito una citazione del Macbeth.

 

L’aulico è una scelta consapevole e astuta, che la dice lunga sullo stile di Marías. Quella di Domani nella battaglia pensa a me è una prosa ricca e altamente ricercata, che rifugge dalla fluidità del discorso per intorpidirsi in un periodare complesso, talvolta criptico e pieno di ostacoli, che obbliga a una lettura vigile e lenta.

 

Il protagonista Victor Francés è uno sceneggiatore per cinema e televisione. La sua storia inizia una notte a casa di Marta Téllez. Tra i due è chiaramente in atto un incontro amoroso: sono in camera da letto e Marta è in gonna e reggiseno; in casa c’è un bambino, che la donna ha messo già a dormire; sul tavolo della cucina, i resti di una cena per due e una bottiglia di vino ormai vuota; poco prima, il marito di Marta, in viaggio di lavoro all’estero, ha telefonato per assicurarsi che tutto andasse bene.

 

Sembrerebbe un normalissimo tête à tête proibito, ma accade qualcosa di inatteso: Marta, colta da un malore, muore tra le braccia di Victor. Da quel momento il protagonista si lancia in un’indagine nella vita di questa donna che conosce appena e di cui di volta in volta scopre sorprendenti verità. Come una «lancia rugginosa» la morte Marta peserà sulla coscienza di Victor in una spasmodica ricerca della verità e della discolpa.

 

Una storia dal corso nodoso, abitata da figure misteriose e dotate di una potenza ultraterrena. Un romanzo complesso e intenso, che regala momenti di rara bellezza.

 

 

link immagini:

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Australia, 1900. È il giorno di San Valentino. Le ragazze che frequentano l’Appleyard College hanno in programma un picnic vicino Hanging Rock, una zona rocciosa dell’entroterra australiano a circa 50 chilometri da Melbourne. Quello che non sanno è che non tutte torneranno e chi lo farà non sarà più come prima.

Hanging Rock 02

Ha debuttato ieri sera su SKY Atlantic (canale 110) la miniserie Picnic at Hanging Rock, tratta dall’omonimo romanzo di Joan Lindsey del ’67, da cui era già stato tratto un film nel ’75 (il regista era Peter Weir, lo stesso di L’attimo fuggente e The Truman Show). I 6 episodi della serie diretta da Michael Rymer promettono un’altissima dose di mistero: tutta la comunità della piccola Woodend si porrà sulle tracce delle ragazze scomparse, cercando di cavare quante più informazioni possibili alle poche che sono ritornate e che appaiono così sconvolte da far pensare a un evento realmente drammatico. Sarà quindi impossibile non cercare maggiori informazioni sulla misteriosa direttrice del College, la signora Appleyard, e sul suo fumoso passato.

Hanging Rock 03

In un cast di semisconosciuti spiccano per talento Lily Sullivan, che interpreta Miranda Reid, studentessa ribelle cresciuta in campagna con quattro fratelli, e la magnetica e brillante Natalie Dormer (Margaery Tyrell del Trono di Spade), che interpreta l’imperscrutabile e severa direttrice in modo sublime. Ma sono il mistero e la suspense a fare da padroni in questa serie che prende davvero tanto.
Tuttavia, prima di correre in Australia, vediamo di capire cosa è successo.






Link alle foto: https://www.genremag.com/2018/05/genre-tv-grid-week-of-may-20-2018-natalie-dormer-stars-in-remake-of-picnic-at-hanging-rock/https://www.wired.it/play/televisione/2018/05/07/picnic-a-hanging-rock-serie-tv-anteprima-due-puntate/https://www.cinematographe.it/serie-tv/picnic-at-hanging-rock-programmazione/?doing_wp_cron=1528183941.5020999908447265625000

"13 Reasons Why" alla seconda

Maggio 31

La serie tv statunitense 13 Reason Why creata da Brian Yorkey e basata sul romanzo 13 di Jay Asher, è arrivata finalmente alla seconda stagione, ed è stata rilasciata sulla piattaforma streaming on demand di Netflix il 18 maggio scorso.

 

Un'attesa estenuante per i fan, che fin dall'uscita della prima stagione, il 31 Marzo del 2017, non hanno fatto altro che fantasticare su come si potesse snodare la seconda. Il successo è stato clamoroso e totalmente inaspettato. La serie, che tratta argomenti molto attuali come la violenza sessuale, il bullismo, l'omossessualità e il suicidio, è stata comunque terreno di controversie e accese discussioni che hanno portato alla luce il problema dell'estrema esplicitazione di tali temi. La storia difatti parla di una piccola cittadina americana che improvvisamente viene sconvolta dal suicidio di una ragazza, Hannah Baker (Katherine Langford). L'intera narrazione, da quel momento in poi si snoderà attorno ad un ragazzo, Clay Jensen (Dylan Minnette), che cercherà di scoprire grazie a sette nastri registrati da Hannah e lasciati sul suo davanzale di casa, le tredici ragioni che l'hanno spinta al suicidio.

 

13Reasons 01

 

Critiche fondate quelle rivolte alla serie?


È quasi impossibile che tanto clamore non attiri di conseguenza anche tante critiche. Nonostante i numerosi elogi da parte della maggior parte degli utenti, non si è potuto fare a meno di rilevare anche una certa pesantezza dei temi (trattandosi comunque di una serie televisiva per ragazzi).

 

Si deve in ogni modo tener presente che purtroppo questa è la realtà che ci si presenta davanti agli occhi, e censurarla sicuramente non giova affatto. A questo punto bisognerà solo iniziare la "maratona" della seconda stagione e stare a vedere come si evolverà la storia di Hannah Baker. Di una cosa però chi ha già vissuto la prima stagione può essere certo: le cassette registrate e lasciate da Hannah sono state solo l'inizio di un incubo che si rivelerà ben più grande.

 

13 Reasons 02

 

 

 

 

 

 

 

 

Link alle immagini originali: 

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