Al PAN l’inchiesta che ricostruisce le ramificazioni e i rapporti della ‘ndrangheta in Italia e nel mondo.

Martedì 10 dicembre, alle ore 17:45, sarà presentato “Statale 106: viaggio sulle strade segrete della ‘ndrangheta” di Antonio Talia, edito da minimum fax. L’evento, promosso dall’Associazione Culturale L’Anguilla e dal quotidiano online Mar dei Sargassi, si terrà presso il Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille 60, e vedrà gli interventi del Sindaco Luigi de Magistris, dell’Assessore ai Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente e dello scrittore e sceneggiatore Maurizio Braucci.

Statale 106


“Statale 106” ricostruisce e approfondisce le ramificazioni della ‘ndrangheta e la inquadra come un fenomeno criminale globale. Un viaggio di 104 chilometri su una strada a doppio senso, stretta tra le acque del mar Jonio e le pendici dell’Aspromonte: il percorso da Reggio a Siderno dura solo un’ora e mezza di auto, ma dalla Calabria si ramifica attraverso cinque continenti e oltre quarant’anni di crimini. Dall’omicidio del potentissimo amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lodovico Ligato fino a maxioperazioni di riciclaggio a Hong Kong; dai rapporti privilegiati coi narcos colombiani fino al brutale assassinio del giornalista Ján Kuciak e di Martina Kusnírová, in Slovacchia; dal più grande carico di ecstasy di tutti i tempi nascosto nel porto di Melbourne, fino alle guerre che stanno insanguinando i sobborghi di Montréal e Toronto: guidare sulla Statale 106 significa risalire fino alla sorgente del fenomeno globale ’ndrangheta, un’organizzazione capace di celebrare i riti ancestrali di una Madonna in lacrime mentre mette a segno spericolate operazioni finanziarie internazionali da milioni di euro. Con l’istinto infallibile del giornalista d’inchiesta, la passione del romanziere e l’emozione di chi racconta la propria terra d’origine, Antonio Talia ha costruito un reportage lucido e pieno di rabbia, un’immersione nel male che ha il sapore aspro della verità. Già presentato presso l’Istituto di Cultura italiano di Madrid, a Milano in presenza del Sindaco Beppe Sala e previsto a Venezia, Torino, Palermo e Roma, il volume ha un costo di copertina di 18 euro.

Antonio Talia è nato a Reggio Calabria. Ex corrispondente da Pechino, si è occupato di riciclaggio di denaro tra Italia e Cina, gang di strada in Svezia, jihadismo in Indonesia e operazioni finanziarie illecite a Hong Kong. È coautore di Io sono il cattivo e Nessun luogo è lontano, trasmissioni di affari esteri in onda su Radio24.

Mar dei Sargassi si propone come voce alternativa dell’informazione e della cultura partenopea, promotore di eventi come incontri con autori, concerti e tavole rotonde. Edito dall’Associazione Culturale L’Anguilla, è diretto da Alessandro Campaiola.

Negli ultimi tempi il colosso dello streaming era stato criticato per le sue ultime produzioni, ritenute non proprio eccelse dagli spettatori. Questo, però, prima di Storia di un matrimonio, un film che si può tranquillamente definire un capolavoro.

La pellicola scritta e diretta da Noah Baumbach è disponibile su Netflix dallo scorso 6 dicembre, dopo essere stato presentato in anteprima alla 76a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Al di là del titolo, nei fatti la vicenda ruota intorno al divorzio – ma non c’è divorzio senza matrimonio – di Charlie e Nicole, coppia newyorkese impegnata nel teatro – lui regista, lei attrice – e con un bimbo di otto anni. L’amore è svanito, ma non è questo il problema.

Storia di un matrimonio è una storia di ricerca della propria identità, del proprio posto nel mondo; è uno scavo in sé stessi e nel proprio partner; è un’indagine sulle relazioni, non solo di oggi, ma di sempre; è un’esplosione di sentimenti ed emozioni, di rabbia e amore, di frustrazione e stima; è la storia di due anime connesse ma in crisi; è una storia di dignità, di forza e di fragilità.

Un film in cui gli eventi sono pochi e la storia si dipana tramite dei dialoghi travolgenti per la forza delle idee e dei sentimenti che esprimono. È davvero impossibile non immedesimarsi in questa coppia tanto realistica è la vicenda e rivelata nella sua forza emotiva, così come è impossibile parteggiare per l’uno o per l’altro. I due personaggi principali, infatti, condividono la scena in egual misura e sono entrambi caratterizzati alla perfezione, rivelando la propria vera essenza, fatta di pregi e difetti, di errori e di ragioni. Si aggiunga poi che Charlie e Nicole sono interpretati da un Adam Driver e da una Scarlett Johansson al loro massimo splendore e che insieme fanno davvero faville.

Sia chiaro, è una storia dolorosa, dura e difficile da sostenere emotivamente, ma la pellicola è così perfetta che è impossibile distogliere lo sguardo.




Link alla foto: https://www.ciakgeneration.it/storia-di-un-matrimonio-uscita-netflix/

Nel 2017 si spense Roger Ailes, leader nei fatti del partito repubblicano, consulente di molti presidenti americani e fondatore del canale di informazione Fox News. Un uomo di grande carisma e ambizione, dotato di un notevole talento in ambito politico e delle telecomunicazioni, ma anche un personaggio sinistro: ad Ailes, infatti, è riconducibile la nascita del movimento Me Too, oggi molto noto e attivo nella difesa delle donne da molestie sessuali e violenze soprattutto nel mondo del lavoro.

La storia di Ailes è ora raccontata dalla serie The Loudest Voice – ma nel 2020 uscirà nei cinema italiani un film sullo stesso argomento, Bombshell – sette episodi tratti dal libro The Loudest Voice in the Room di Gabriel Sherman e trasmessi da Sky a partire da ieri, 4 dicembre, sul canale Sky Atlantic (canale 110).
La serie racconta dell’ascesa di Ailes, della sua scalata al successo televisivo e del potere acquisito in politica, ma anche – e soprattutto – della sua rovinosa caduta, seguita alle denunce di molestie sessuali da parte di numerose giornaliste e sue ex collaboratrici.
Il tutto con un taglio quasi documentaristico, una fotografia accuratissima e un cast stellare: Ailes è interpretato dal premio Oscar Russell Crowe; il suo vice e responsabile delle pubbliche relazioni, Brian Lewis, è Seth MacFarlane; Sienna Miller è la remissiva moglie di Ailes, Beth; Naomi Watts è Gretchen Carlson, anchorwoman di Fox News e prima accusatrice del suo CEO.

La vicenda è interessantissima e davvero attuale: oltre ad aver indotto la nascita del movimento Me Too, si può affermare che la meschina impronta che l’operato di Ailes ha lasciato sugli Stati Uniti e sulla loro politica ha permesso l’elezione di Trump a presidente.
Tuttavia la serie non convince più di tanto, almeno per quanto riguarda i primi due episodi. La figura dominante, quella di Ailes, ci appare subito ritratta nel peggiore dei modi e ciò genera nello spettatore unicamente una reazione di antipatia – se non disgusto. Manca la controparte positiva, estremamente necessaria nella caratterizzazione di qualsiasi villain, protagonista o meno.
Inoltre gli altri personaggi appaiono solamente come delle comparse, non hanno una sufficiente presenza scenica e risultato totalmente eclissati da Ailes/Crowe.





Link alla foto: https://www.optimagazine.com/2019/11/29/serie-tv-su-sky-a-dicembre-2019-cosa-guardare-da-the-race-a-the-loudest-voice-con-russell-crowe/1646458

 

Sir Paul McCartney ha annunciato, sui suoi canali social, che, il 13 giugno, tornerà finalmente a suonare nella città di Napoli, dopo un’assenza durata quasi 30 anni.

Finalmente Napoli, per una sera, non sarà vista come l'ombelico del mondo per il traffico, per la spazzatura e per Gomorra che ha marchiato gli abitanti dell’area Nord, ma per il fatto che uno dei “quattro magnifici quattro” si esibirà a Piazza Plebiscito.

 

La città dovrà dimostrare di essere all’altezza di ospitare questo evento perché Paul McCartney non è un artista qualunque, ma è una leggenda musicale che ha ammaliato intere generazioni, non solo con i Beatles, ma con la sua interminabile carriera solista che continua ancora adesso. Bisogna sottolineare il fatto che il baronetto, per l’età, non è un leggiadro fiore, ma sono sicuro che, nonostante le sue quasi 78 primavere, riuscirà a stupire, ancora una volta il pubblico partenopeo.

 

Naturalmente i più giovani, forse, lo conoscono solo perché nel 2015 ha suonato la chitarra nel video di “Four, Five Seconds”, e proprio in quell’occasione qualche internauta ha detto che quel vecchietto era stato fortunato ad apparire in un video assieme a Rihanna e Kanye West.

Ma bisogna dire ai giovanissimi che quel vecchietto è l’autore della canzone più invidiata di tutti i tempi, “Yesterday”, interpretata scherzosamente anche dal nostro Massimo Troisi nel film “Non ci resta che piangere”. Ma oltre a “Yesterday” c’è di più.

 

Basti ricordare che Macca è citato nel libro “Guinness dei primati” per esser stato autore di ben 32 “numero 1” nella classifica americana, di cui 26 canzone scritte con l’ex partner John Winston Lennon e di 29 Hits entrate in quella britannica, incluso il brano “Mull of Kyntire”, che nel 1977 vendette più di due milioni di copie, superando il vecchio record di una certa “She Loves You”. Solo questo basterebbe a mandare in cortocircuito i detrattori sul Web, ma invece stiamo per rincarare la dose.

 

E se Bob Dylan ha detto, di recente, che l’unico artista di cui ha un timore reverenziale è proprio Paul McCartney, perché è in grado di fare tutto in modo eccellente, di contro, c’è un certo musicologo, di cui non voglio far nome per non fargli pubblicità, che ha scritto che Paul McCartney è stato uno dei peggiori bassisti mai esisti e che il suo stile imitava quello di Brian Wilson. Peccato che il nostro saccente musicologo non sappia che molti album dei Beach Boys, incluso il mitico Pet Sounds, non era Wilson a suonare il basso, ma la turnista Carol Kaye e che inoltre il Macca ha sempre dichiarato di essersi ispirato, per le sue linee melodiche, ai bassisti della Motown, in particolar modo a James Jamerson, da alcuni definito come il Jimi Hendrix delle 4 corde. Inoltre è bene ricordare proprio il giudizio di Lennon, su Paul musicista, quando, poco prima di morire, asserì che McCartney era uno dei migliori bassisti al mondo e che al suo stile si erano ispirati le successive generazioni di bassisti. Un giudizio sincero quello di John poiché non è mai stato tenero nei confronti di Paul, il quale, paradossalmente, fu costretto dai suoi compagni della band, a suonare il basso, strumento che gli altri non volevano imbracciare.  

 

Ma la chitarra, suonata sin da piccolo, è stata sempre nel suo cuore. E pochi sanno che nei momenti cruciali della band di Liverpool è stato lui a prendere in mano la sei corde elettrica per regalarci gli assoli di “Taxman” e di “Good Morning, Good Morning” e il suo tocco ha raggiunto l’apice con  l’esecuzione di “Blackbird”.

 

La sua voce gli ha permesso di cantare di tutto, dalle canzoni sussurrate a quelle urlate, dalle ballate a quelle rockeggianti. Infatti, è uno dei pochi cantanti che riesce a modulare perfettamente la sua voce cimentandosi tra le note basse, come in “The girl is mine” e in quelle alte, come in “Hey Jude”. Insomma come ha detto qualcuno è l’uomo dalle mille voci.

Accogliamo questo questo artista con entusiasmo e facciamogli sentire il nostro cuore napoletano intonando con lui le sue canzoni.

 

Lunedì 25 Novembre, presso la sede di Villa Doria d’Angri dell’Università degli studi di Napoli Parthenope, in via Petrarca n.80 a Napoli si svolgerà il Fishery Hackathon, un evento promosso dal Flag Pesca Flegrea in collaborazione con il Clab UniParthenope, finanziata dal FEAMP - Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e della Pesca 2014 – 2020.

 

L’obiettivo dell’evento è quello di individuare soluzioni innovative nel settore della pesca mediante il format dell’hackathon, ovvero una competizione che, a partire da una tema principale, propone delle sfide ai suoi partecipanti, i quali, organizzati in gruppi eterogenei, hanno il compito di affrontarle, ricercando e progettando nuove soluzioni, modelli, processi o servizi innovativi. I 14 Team di giovani studenti selezionati nella fase inziale in risposta ad un bando pubblico, si sfideranno in una maratona creativa al fine di favorire la contaminazione di idee e il perfezionamento delle proposte progettuali con il supporto di mentor e tutor del Clab UniParthenope che offriranno gli expertises necessari.

 

L’evento si svolgerà in due fasi. Alle 11.00 il Prof. Antonio Garofalo, Prorettore per la Didattica e Affari Istituzionali dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope e CLab Chief aprirà i lavori con i saluti di rito, seguirà l’intervento del Presidente del Flag Pesca Flegrea avv. Paolo Conte che presenterà gli obiettivi realizzati dal Flag Pesca Flegrea. A partire dalle 12.00 i 14 Team selezionati saranno coinvolti nel contamination round e nella preparazione dei pitch che saranno valutati da una Giuria qualificata, tra gli altri, da: Prof.ssa Stefania Campopiano, dott. Salvatore Peluso (Investment Manager Invitalia Ventures), Ing. Vittorio Ciotola (Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali Napoli) e il dott. Bruno Gianpiero (Vulcanicamente – Comune di Napoli).

 

Alle 17.00 è prevista la premiazione delle tre idee progettuali che avranno ottenuto il punteggio maggiore, ai quali saranno assegnati premi per un valore totale di 6.700 euro. Il Fishery Hackathon rappresenta un’interessante esperienza per la promozione e la creazione di Start Up per il pescato e i suoi risultati rappresenteranno un capitale prezioso di idee, proposte e suggestioni per valutare a che punto è la frontiera della innovazione nell’ambito della pesca e provare a selezionare energie capaci per andare oltre questa frontiera.

Sabato 23 Novembre in occasione del IX Festival della Dottrina Sociale “Esserci nel lavoro, quale
polifonia sociale?” che si terrà presso il Cattolica Center di Verona saranno premiati i progetti
vincitori de “La partita del futuro” la sfida tra saperi e nuove idee svoltasi lo scorso 16 Ottobre allo
Stadio di Napoli San Paolo e promossa dal Centro di Cultura e Studi Giuseppe Toniolo.
Tra i tre progetti vincitori per la Regione Campania c’è Shark Patch la business idea realizzata da
un team di studenti dell’Università degli studi di Napoli “Parthenope” (PARISI Ornella,
POZIELLO Vincenzo, POZIELLO Giuseppe) che hanno partecipato alla I Edizione del
Contamination Lab, progetto interdisciplinare di orientamento all’imprenditorialità del
Dipartimento di Studi Economici e Giuridici dell’Università Parthenope di Napoli.
Cinzia Rossi e don Danilo Magni dell’Associazione Toniolo daranno il via alla premiazione
insieme a Giorgio Graziani Segretario aggiunto CISL, Marco Venturelli Segretario generale
Confcooperative, Riccardo Ghidella Presidente nazionale UCID e Isabella Covili Faggioli Presidente
nazionale AIDP.
 
Consegneranno i premi il Prof. Antonio Garofalo, Prorettore per la Didattica e Affari Istituzionali
dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope e Chief del CLab UniParthenope, Maria Grazia
Penna Segretaria Regionale CISL Scuola Piemonte Rosanna Colonna Segretaria Regionale Cisl
Scuola Campania Domenico Sorasio Direttore Regionale Confcooperative Piemonte e Maria
Rosaria Soldi Direttore Regionale Confcooperative Campania.
 
La vittoria del progetto Shark Patch rappresenta motivo di orgoglio per il Clab UniParthenope ed
uno stimolo per tutti gli studenti universitari e non ad impegnarsi in iniziative interdisciplinari volte
alla generazione idee imprenditoriali attraverso la contaminazione di conoscenze, competenze e
talenti.

Chiara Ferragni - "Unposted"

Novembre 20

Ultima tappa ieri a Roma, nella lussuosa location dell'Auditorium Conciliazione, per la première del docu-film Unposted di Elisa Amoruso sulla vita dell'imprenditrice digitale Chiara Ferragni che, a partire dal 29 Novembre, sarà disponibile in tutto il mondo sulla piattaforma di Amazon Prime Video.


Una première che, oltre ad essere stata presentata in anteprima mondiale quest'anno alla 76° edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, è passata prima per Milano e New York. Il colore rosa predominava sulla scena, tanto che il classico red carpet è stato definito un "pink carpet del glam".

 

Tanti i fan accorsi per fotografare o avere anche solo un autografo della influencer più conosciuta al mondo e Chiara, in questo, non ha assolutamente deluso le aspettative: difatti si è dimostrata molto cordiale accogliendo tutto il loro calore.


Non poteva di certo non essere presente il suo fan numero uno: il marito Fedez, che, come sempre, dimostra alla moglie un amore incondizionato sostenendola e standole accanto in ogni situazione.

 

Unposted 1

 

Unposted 2

 

Chiara arriva sul pink carpet con un meraviglioso abito lungo firmato Giambattista Valli che fa sfilare con grazia e portamento impeccabili.


Ma non vanno solo a lei i complimenti: anche la regista Elisa Amoruso ha fatto di questo documentario, grazie alla sua estrema professionalità, uno sbanco nei botteghini di tutto il mondo. Una Amoruso che il giorno prima della première Romana ha esordito con la prima del suo nuovo film, dal titolo Bellissime a cui ovviamente Chiara non poteva assolutamente mancare.

 

Unposted 3

 

Ad ogni modo un docu-film, quello della Ferragni, che definire capolavoro sembra esagerato, ma che, ad onor del vero, sia di ispirazione per tutti.


Cosa si è capito da tutto questo? Beh, che la condivisione è importante e che i sogni, con molta perseveranza e passione, con il tempo si realizzano!

Il J-pop Manga Show è stato l’evento con cui la casa editrice di Milano ha annunciato le prossime uscite del 2020.

 

principess zaffiro copia

I primi titoli comunicati, che entreranno a far parte della Osamu Collection, sono stati La principessa Zaffiro e ed il sequel La principessa Zaffiro – I cavalieri gemelli, si tratta del primo shojo manga da cui è stato tratto un anime prodotto dalla Mushi Productions, di proprietà dello stesso Tezuka. Sono già state pubblicate diverse edizioni del manga, la prima serializzazione è stata pubblicata tra il 1953 ed il ’56, tra il ’58 ed il ’59 è stato lanciato il sequel, la serie dei fratelli gemelli, mentre l terza è stata stampata tra il ’63 e si tratta di una riscrittura della prima edizione, in cui Mephisto viene sostituito dalla Signora Inferno e compare il pirata Brad, personaggio nuovo di zecca.

Per finire, nella quarta edizione la trama degenera prendendo una piega fantascientifica.

 Altri manga che entreranno a far parte della Osamu Collection sono L’albero del sole, SF Mix e Black Jack.

 

oltre le nuvole

Novità molto attesa è la pubblicazione, nel corso dell’anno, di due graphic novels create dalla mano dell’acclamato maestro, Makoto Shinkai (autore di Your Name e di Weathering With You), Oltre le nuvole e Viaggio verso Agartha.

 

Tra gli altri fumetti annunciati troviamo alcuni del sensei Go Nagai: Gekiman, Il banchetto delle tenebre e Shin Violence Jack.

Gli altri nomi del piano editorile della J-Pop sono:

-          Gon, di Masashi Tanaka;

-          Demon Tune, di Yuuki Kodma;

-          After Hours, di Yuhta Nishio;

-          Re:Cyborg, di Shotaro Ishinomori e Kenji Kamiyama;

-          Lettere a me stessa – la mia prima volta 2, di Kabi Nagata;

-          Sayonara Miniskirt, di Aoi Makino;

-          Metamorphose no Engawa, di Kaori Tsurutani;

-          Kasane, di Darum Matsuura;

-          Love stage!!, di Eiki Eiki e Taishi Zaou;

-          Jackass!, di Scarlet Beriko;

-          Il gioco del gtto e del topo, di Setona Mizushiro;

-          Escape Journey, Ogeretsu Tanaka;

-          Void, di Ranmaru Zariya;

-          Wizdoms no Kemonotachi, di Nagbe;

-          Act-Age, di Tatsuya Matsuki e Shiro Usazaki;

-          Land of the Lustrous, di Haruko Ichikawa;

-          Frankenstein, di Junji Ito;

Per tutti i fans delle sga Tokyo Ghoul arriverà l’artbook Tokyo Ghoul Zakki:Re.

 

Link alle immagini: https://www.meganerd.it/lucca-comics-games-2019-gli-annunci-j-pop-manga/  -  https://www.comixisland.it/2019-11-lucca-comics-annunci-j-pop-edizionibd/  -  https://www.mymovies.it/film/2004/oltrelenuvole/  

Chi salverà la musica?

Novembre 17

C'è ancora spazio per quelle belle canzoni destinate a perdurare nel tempo? Noi di Mygeneration non siamo i primi a porci questa domanda e probabilmente non saremo nemmeno gli ultimi a cercare di dare una risposta.

 

In quest'epoca non è che manchino artisti carismatici in grado di mettere in musica le loro poesie, come Fabrizio Moro, o affrontare tematiche sociali, come i 99Posse, eppure in una società sempre più connessa, grazie o per colpa degli onnipresenti cellulari, il folto pubblico dei ragazzi è inconsapevolmente indirizzato all'ascolto di musica usa e getta.


La situazione si è creata pian pian piano quando l'avvento del digitale cominciò a sostituire l'analogico, e lo streaming il supporto fisico come il CD. Infatti prima l'ascoltatore era pronto a gustare anche intere suite musicali, basti pensare che Echoes dura più di venti minuti, ma adesso le canzoni, per essere perfette, devono durare giusto il tempo di un ancheggiamento e seguire un ritmo caraibico.


Un tempo anche le Ballad pop trovavano il loro spazio in classifica, invece oggi sono quasi sparite dai radar poiché per determinare la posizione delle hits risultano più determinanti i dati derivanti dallo streaming piuttosto che quelli delle vendite.

E cosa ascoltano maggiormente gli attuali adolescenti? Ormai Trap, Rap e Reggaeton la fanno da padrone e il mercato, ovviamente, si adegua. Ma quanti di questi nuovi cantanti saranno ancora celebrati tra 20 o 30 anni? Qualcosa mi dice che il peggio ancora deve arrivare.


I nuovi dispositivi elettronici, indubbiamente, hanno semplificato la vita, ma non è tutto oro ciò che luccica poiché fanno credere agli ingenui di poter diventare famosi, in campo musicale, grazie all'aiuto di semplici App. Esistono software per tutti i gusti. Ci sono quelli in grado di trasformare e alterare i suoni in qualsiasi cosa si voglia e quelli in grado di aiutare a comporre e a registrare i propri brani.


Invece quelli della nostra generazione, gli attuali quarantenni, passavano le ore con il loro strumento tra le mani e, immaginando di stare su un palco, sognavano di essere i nuovi Eric Clapton, i nuovi Jeff Beck o i nuovi Steve Vai. Adesso invece bisogna sperare che un colosso come la Gibson non smetta di produrre le amate chitarre, la cui richiesta è diminuita poiché i teenager si accontentano semplicemente di un microfono per sentirsi divi.


Nessuno di loro sarà il nuovo Freddie Mercury o Axl Rose! Un tempo per essere cantanti bisognava avere talento e carisma, invece adesso c'è spazio per tutti, anche per quelli ultra stonati, tanto il santo Autotune li aiuterà anche dal vivo.

Giovedì 21 novembre uscirà nelle sale italiane ASPROMONTE La terra degli ultimi un film di Mimmo Calopresti e noi di My Generation siamo andati a vederlo in anteprima per voi.

 

Il film è una produzione Italian International Film e Rai Cinema, prodotto grazie a Fulvio e Federica Lucisano con l’aiuto della Regione Calabria e della Calabria Film Commission.

Tralasciando la bravura degli attori, tra cui troviamo Valeria Bruni Tedeschi (David di Donatello per La pazza gioia), Marcello Fonte (fortemente acclamato quest’anno per la sua interpretazione in Dogman con cui ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 2018), Francesco Colella (Trust di Danny Boyle e Zero Zero Zero di Sollima), Marco Leonardo ( Maradona- La mano de Dios di Marco Risi, All the money in the world di Ridley Scott) e con Sergio Rubini ed Elisabetta Gregoraci, che fà una buona, anche se brevissima, performance attoriale,  il film di per sé è una bella prova del regista che insiste più sul contesto nella quale i personaggi si trovano ad agire piuttosto che sui personaggi stessi di cui si percepiscono solo piccoli dettagli del proprio carattere e della propria storia, ma nessuno di loro viene indagato a 360°: sono dei tipi che agiscono all’interno di un paese, Africo, oramai abbandonato a se stesso, dove le istituzioni non intervengono; dimenticati in un paese che non è altro che un luogo in cui morire.

   Tratto dal romanzo di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” e adattato per lo schermo da Mimmo Calopresti, Monica Zapelli (I cento passi) e Fulvio Lucisano, il film narra le vicende di questo paese, arroccato nella valle dell’Aspromonte in cui mancano tutti i servizi basilari come la corrente elettrica, l’acqua, ma soprattutto le cure mediche.

Dopo la morte per parto di una giovane donna a causa della difficoltà temporale di raggiungere la Marina per la mancanza di una strada, gli abitanti del paese decidono di costruirne una; da qui si sviluppano una serie di peripezie e scontri che da alcuni punti di vista, come quello della sceneggiatura, risultano essere poco elaborati, ma funzionali allo scopo del film stesso, lasciando intendere allo spettatore il senso di abbandono a rassegnazione verso cui sono spinti i protagonisti (che veri e propri protagonisti non sono) e che li spingerà poi ad abbandonare il paese in seguito all’inondazione del 1951.

Una pellicola che fa mantenere l’attenzione dello spettatore, anche se a tratti risulta banale, ma che non pretende di essere nulla di più di quello che è: un racconto nostalgico nei confronti di una terra e di un paese che trova difficoltà a farsi ascoltare, i cui abitanti cercano di entrare a far parte di un mondo più grande di loro, lasciandosi alle spalle la propria identità e il proprio passato.



Link alla foto: https://www.cinemaaquila.it/film/aspromonte-la-terra-degli-ultimi/

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