La quiete prima della tempesta

Domenica, 30 Marzo 2014 21:12
  

"Il mondo – si diceva qualche anno fa – si divide in due categorie: quelli che hanno visto Lost, e quelli che ancora lo devono vedere." Questo perché sono veramente poche le serie TV che hanno saputo catturare l'attenzione del pubblico e mantenerla, sia pur con alti e bassi, per sei stagioni, continuando a generare hype e discussioni virtualmente infinite ben oltre la messa in onda dell'ultimo episodio.

 

Di questi tempi prodotti estremamente validi ce ne sono (eccome!), eppure manca una serie con quel quid in più. Mi spiego: una settimana consta di 10.080 minuti, tolti i 55 dell'episodio in cui il fruitore è incollato allo schermo, esiste uno show che in almeno 5.013 dei restanti 10.025 minuti, lo occupi con elucubrazioni e speculazioni intorno a "cosa accadrà nel prossimo episodio?".

 

Probabilmente no.

 

Ma se c'è una serie che si avvicina più di qualunque altra a un simile risultato, questa è The Walking Dead, la cui quarta stagione si concluderà stasera, sicuramente con un bel cliffhanger di quelli pesanti; la settimana scorsa infatti, un gruppo di superstiti è arrivato al Terminus, mentre i restanti sono ancora sparpagliati. Alcuni stanno per arrivare (Rick, Michonne e Carl, più Tyreese e Carol), altri si sono uniti a individui poco raccomandabili (Daryl) mentre di altri ancora non si sa nulla (Beth).

 

Quello che è certo è che, dopo aver fatto storcere il naso a più di un fan, la svolta, per così dire "intimista" della stagione in corso (nel senso che le dinamiche psicologiche e l'analisi degli stati d'animo dei personaggi e della loro quotidianità hanno preso il sopravvento sulle tematiche più splatter o semplicemente action) sta per finire. Il perché è presto detto: il momento in cui i protagonisti si riuniranno condurrà inevitabilmente a scontri e diverbi che possiamo riassumere in un'unica parola:

 

Carol.

 

Prima di tutto, dovrà confrontarsi con un Rick che diventa sempre meno incline al perdono (cosa ancora più accentuata nel fumetto),

 

Rick

 

e, naturalmente ciò comporterà il faccia a faccia a lungo rimandato tra Daryl e l'ex sceriffo. Senza contare che, se dovesse tornare anche Beth, si formerà uno strano triangolo proprio col redneck e la stessa Carol.

 

Paura che il tutto possa trasformarsi in "L'Amore ai tempi della Pandemia Zombie"? Non ci scommetterei più di tanto, anche perché questo Terminus sembra fin troppo tranquillo, ed è lecito attendersi già stasera un qualcosa (il cliffhanger di prima) che spazzi via questa calma e preluda ad un nuovo arco narrativo ricco di piombo e brandelli di carne putrefatta.

 

In attesa di tempi non migliori, ma più sanguinosi sicuramente sì, la figura di Carol è sicuramente un ottimo punto di (ri)partenza: tra tutti i personaggi è quello che ha subito la metamorfosi più interessante. Ai tempi di Atlanta era insicura e silenziosa, vittima della violenza del marito; in seguito, con la perdita della figlia e le durezze della vita post-apocalittica ha cominciato a far vedere i denti, mostrandosi capace persino di uccidere per il bene della comunità. Davvero cruda la scena in cui uccide Lizzie – che per chi non lo sapesse è poco più che una bambina – dopo che questa si è dimostrata inadatta (!) a vivere in gruppo.

 

Per concludere, un pensiero (neanche troppo) azzardato: e se, nella prossima stagione diventasse lei l'antagonista principale di Rick & Co? In fondo, non c'è cattivo migliore di quello che crede di essere nel giusto e di agire in nome del bene.

 

Non siete convinti? Sette semplici parole per voi:

 

Carol

Vota questo articolo
(4 Voti)
Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.