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Il vassoio davanti alla porta

Martedì, 03 Settembre 2013 13:17
Il vassoio davanti alla porta
  

Ecco a voi settembre, e con esso il ritorno al lavoro, a scuola, allo stress e alla routine che ci accompagnano con costanza per quasi tutto l'anno. Lasciatemi però restare ancora attaccata all'estate e al suo relax, perché in fondo, almeno sul calendario, la stagione preferita dai bambini e non solo sarà con noi per i prossimi quindici giorni.

Pertanto, il libro della settimana è un lungo racconto, alle soglie del romanzo, di Alberto Moravia, scritto su commissione della regione Trentino Alto Adige per promuovere il turismo alpino. Tratta della solitaria vacanza in montagna del giovane Gian Maria, che cerca in tale sfondo aspramente montuoso la giusta ispirazione per scrivere una tragedia. Ciò che lo turberà sarà, invece, l'amore, o meglio, l'innamoramento: l'inesperto diciottenne soccomberà, al primo sguardo, al fascino ammaliatore della Mrs. Robinson in questione, tale Magda Burla.

Il tema della quarantenne seduttrice di un quasi imberbe non è una novità nel 2013 e non credo lo fosse nel 1989 – Il Laureato era uscito già da più di vent'anni, per esempio – ma resta sempre attuale e, se mi è concessa questa definizione, di moda. Può essere adattato facilmente alla trama in questione, correndo difficilmente il rischio di risultare la brutta copia di qualche lavoro precedente.

Ora, esaminando il nostro racconto, c'è da sottolineare un particolare che lo allontana da altri lavori incentrati sullo stesso tema: la seduzione in sé non viene mai portata a termine. Il protagonista sperimenta un processo, per così dire, di “svezzamento”, senza però essere effettivamente svezzato. Entrare a conoscenza dell'esistenza di certi sentimenti e di certe realtà sembra bastare al nostro Gian Maria per maturare e guardare il mondo con occhi diversi.

Dopo aver concluso l'ultima pagina e chiuso il volume, una domanda è affiorata alla mia mente: cosa manca a questo breve romanzo? Non è all'altezza del Moravia a cui siamo abituati. Certo, lo stile è riconoscibile – raffinato, conciso e semplice come sempre – ma il romanzo nel suo insieme non raggiunge quella pienezza che caratterizza le opere più importanti dello scrittore romano. Forse egli stesso non lo sentiva tanto “suo” quanto poteva sentire, per esempio, Gli Indifferenti o La Romana? Sono solo congetture, ovviamente, e lasciano il tempo che trovano. Ma qualsiasi lettore affezionato coglierà la differenza di livello e considererà Il vassoio davanti alla porta una buona lettura, ma niente di più.

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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