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Il seggio vacante - J.K. Rowling

Giovedì, 16 Gennaio 2014 01:05
Il seggio vacante - J.K. Rowling
  

Care lettrici e cari lettori, presentarvi il primo libro per adulti pubblicato dalla regina del mondo magico per ragazzi è per me nient'altro che un puro, delizioso piacere. Zia Rowling, come la chiama affettuosamente il suo appassionato pubblico, è tornata! Ammetto di non essere puntuale nell'annunciare la felice novella, in quanto è passato più di un anno e la maggior parte di voi l'avrà saputo già da un pezzo. E magari avrà anche sentito che la BBC intende farne un adattamento televisivo. Ma quanti di voi hanno effettivamente letto il romanzo in questione?
 
Il seggio vacante non ha proprio nulla a che fare con il suo celeberrimo predecessore: niente scuole-castelli, niente battaglie contro maghi oscuri, niente ippogrifi, niente pozioni... insomma, niente magia. 
I protagonisti sono un mucchio di Babbani come noi, che vivono in una realtà priva di Cioccorane e Quidditch. Che noia!
Ebbene, no: la noia non sfiora neanche lontanamente le pagine di questo romanzo, lasciando invece spazio alla brama di leggere ancora e ancora e ancora. Non è così che funziona un buon libro? Allora la zia Rowling deve saper davvero scrivere, anche senza ricorrere ad alcun incantesimo.
 
Questa piccola e rispettabile cittadina inglese, con le vite piccole e rispettabili dei sui abitanti, ci inghiotte e non ci lascia andar via. Quando si libera un seggio nel consiglio comunale a causa della morte improvvisa di un consigliere, la guerra per accaparrarsi l'agognato posto ha inizio. Ci viene quasi da sorridere all'idea, ma c'è ben poco da sorridere: una faccenda che ai nostri occhi può sembrare di modesta importanza ha in realtà ripercussioni su vari fronti, come una reazione a catena di insospettabile potenza. 
I personaggi che ci ritroviamo a seguire sono tanti, ognuno con le sue vicende personali che si intrecciano con quelle degli altri, in un crescendo che raggiunge il culmine nelle battute finali. Il romanzo è molto ben costruito, non lascia spazio a incomprensioni, ma allo stesso tempo lascia il lettore libero di formarsi le proprie opinioni e di giudicare i personaggi come meglio crede. L'unica cosa certa è che non c'è nessuno senza peccato, c'è solo chi è più abile, o più astuto, o più fortunato degli altri.
 
Appare piuttosto chiaro, quindi, che il modo in cui l'autrice ci presenta la vita non è molto ottimista, anzi, al contrario, evidenzia la sofferenza, la debolezza e la meschinità umane. Non è una novità che questa donna ci faccia soffrire, lo sappiamo bene. Però, mentre nel mondo dei maghi insieme alle lacrime ci ha regalato anche tante risate e tanta speranza, nel mondo reale sembra più riluttante a farci divertire.
 
Senza dubbio, quel che la zia Rowling riesce sempre a fare è ammaliarci e farci restare alzati fino a tarda notte, con la mente che vola, gli occhi che bruciano e la consapevolezza che la sveglia suonerà troppo presto. Io non chiedo altro, e voi?
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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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