Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei: il primo appuntamento (1° parte)

Venerdì, 01 Novembre 2013 15:33
  

Qui di seguito, una serie di generalizzazioni da “di un’erba un fascio”. Qualsiasi riferimento a persone o cose realmente esistite è voluto. Che il lettore non se la prenda troppo.

Tratto da una storia vera.

 

Pare proprio che, a dispetto della crisi e tutto il resto, essere lettori vada molto di moda, ultimamente. Sono figo e me ne vanto. Ehi, so leggere! Posto anche la foto di un libro su facebook, o, magari, una citazione famosa in bacheca:  «Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere» (Flaubert).

Che meraviglia: una battaglia poetica a colpi di perle di saggezza online. Ma  sì, ammettetelo,lo fanno tutti, l’ho fatto anch’io. È di moda lo pseudo-intellettuale da social, povero e metropolitano.  Non che questo cambi le cose, si badi: statisticamente parlando, l’editoria prosegue la sua inesorabile caduta verso il fallimento, le librerie chiudono e la lettura affronta un triste declino. Che tutti i fighi facciano solo finta di leggere (e di saper leggere)? Meglio non chiederselo.

Tuttavia, il discorso interessante potrebbe essere un altro: abbiamo spesso affrontato, in questa stessa rubrica, profonde e filosofiche disquisizioni da saggio critico, sulle migliori o peggiori opere della letteratura classica e contemporanea. Ma proviamo a calare la letteratura nella vita reale, quotidiana: cosa accadrebbe se decidessimo di utilizzare i libri come mezzo per conoscere gli altri?

Sapete, un po’ come quando si entra per la prima volta a casa di qualcuno e, senza rendersene conto, si finisce coi piedi davanti la sua libreria e lo sguardo a spulciare le sue letture.

Una situazione adatta a questo tipo di esperimento potrebbe essere il primo appuntamento.

 

 

Lei

 

 

Amate i tipi svegli, che non parlino solo di calcio e lavoro. Tra un morso al panino e una patatina, o tra il primo e il secondo tempo al cinema, scoprite che il vostro nuovo interlocutore è un appassionato lettore.

È fatta, state già preparando le partecipazioni e le bomboniere in porcellana di Capodimonte.

Ma aspettate, le possibilità sono infinite:

a)      “Ah, ti piace leggere? Anche io sono un grande lettore. E sì che ho casa sommersa di libri! Il mio scrittore preferito è Fabio Volo, mi immedesimo molto nei suoi personaggi. Hai letto Il giorno in più? Siamo stati buttati fuori da noi stessi e non possiamo prendercela con nessuno, se non con noi stessi”.

Fuggite più in fretta che potete.  Se siete inseguite, usate i pop corn per rallentare la corsa del fabiovolista. Non dimenticate la borsetta.

b)      “Viaggio molto e spesso leggo in treno o in aereo...”

Avete acquisito due dati essenziali: Ken ama la lettura e i viaggi. Ok, Barbie, comincia a pensare al colore del bouquet che si intoni a quello dei fiori in chiesa, ma:

c)       “...trovo che a questo scopo, gli ebook siano molto comodi”.

Bam! Il castello di carte crolla. Ma aspettate a decapitare bambolo. Siete anche voi maniache dell’odore della carta, del fruscio delle pagine e di tutte queste cose fantastiche e sempre molto fighe da scrivere su facebook (per carità, vi capisco), ma non giudicate il vostro Lui dalla copertina. Tra l’aeroporto e la stazione, trascinando trolley, valigetta e impermeabile, potrebbe essere oggettivamente difficile portarsi dietro l’enciclopedia Treccani. Non condivisibile, ma, tutto sommato, comprensibile.

d)      “Mi piace molto Dickens”.

Impossibile, sta mentendo. Probabilmente, il giovanotto tenta di artigliare rimembranze universitarie. Passate oltre.

e)      “Amo i romanzi storici e di guerra”.

Piuttosto tipico, vi dirò, e anche un po’ banale, ma accettabile nella sua normalità. Il vostro Lui deve essere un tipo ancorato alla razionalità, bisognoso degli schemi sicuri dello scorrere del tempo, della storia e del realismo. Forse un po’ nostalgico, quasi certamente ordinato e concreto. Da approfondire.

f)       “Vorrei avere più tempo per leggere...”

se il discorso finisce qui, tornate sopra, all’opzione “fabiovolista”.

g)      “...ma porto sempre un libro con me e a volte leggo di notte. Vorrei essere affascinante come Gatsby e amare la metà di quanto riesce a fare lui...”

Non occorre che seguiate tutto il discorso. Fermatevi pure e cominciate a decidere dove si svolgerà il ricevimento.

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