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Il logorio del potere

Il logorio del potere (83)

A partire da dopo Tangentopoli, è diventato sempre più difficile districarsi tra le liste di nomi, sigle, partiti e partitini che compongono la schizofrenica scena politica italiana; eppure proprio in questo momento è importantissimo sapere chi sono i personaggi che decidono il destino del nostro Paese ed essere aggiornati sui continui cambiamenti degli scenari politici.

Perché non bisogna mai dimenticare: "il potere logora chi non ce l'ha".

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André Gide… à Naples

Giugno 14
Giovedì 20 giugno 2019 alle ore 18 presso l'Institut Français di Napoli (Palazzo Grenoble, via Crispi, 86) si terrà l'evento André Gide... à Naples. L'incontro sarà incentrato sulla presentazione, in anteprima internazionale, di un originale volume della prof. Carmen Saggiomo, dedicato al celebre autore. Si tratta di un unicum: il…

Piazza Mercato è stata scelta, a buon diritto, come una delle sedi per le manifestazioni del XXV maggio dei monumenti, dedicato quest'anno a Gaetano Filangieri, ispiratore della costituzione americana, e al secolo dei lumi.

 

 

Già con Carlo d’Angiò l’allora Campo del Moricino divenne un grande spazio riservato al commercio e fece da volano allo sviluppo urbanistico della fascia costiera.

Dal 1268 fino al 1800 fu anche lo spazio riservato alle esecuzioni capitali, la prima delle quali fu quella di Corradino di Svevia e l’ultima quella di Luisa Sanfelice.

Ma la piazza è soprattutto legata alla figura di Masaniello che lì iniziò e concluese la sua parabola di rivoltoso, per cui quel luogo mantenne nel corso dei secoli un fascino particolare.

 

Un fascino storico che purtroppo non fermò i bombardamenti alleati della II guerra mondiale che produssero alla piazza gravi danni, a cui poi si cercò di rimediare con la ricostruzione, basata purtroppo più su esigenze speculative che su quelle architettoniche.

Gli ultimi decenni hanno visto la presentazione di molti progetti volti a riqualificare Piazza Mercato, ma non sono mai andati in porto. Finalmente adesso, speriamo non per lungo tempo, si sta provvedendo al rifacimento della pavimentazione, della rete fognaria e dell'illuminazione.

 

E se le istituzioni hanno pensato al panem, ai circenses hanno pensato le associazioni del territorio che il 26 maggio avevano programmato di ridare colore e anima ad uno dei luoghi-simbolo di Napoli. Quel giorno eravamo tutti in piazza, ma la pioggia non ha permesso lo svolgimento dei vari eventi che sono stati rinviati al 9 giugno.

Infatti l'Associazione culturale no profit “Poesie metropolitane” e il Consorzio “Antiche Botteghe Tessili”, Napoli, Sii Turista della tua città, NAcosa (un progetto di arte contemporanea) e ArteRunning presenteranno, con il patrocinio del Comune di Napoli, vari progetti per ridare la magia, attraverso interventi poetici e disegni artistici, interventi musicali, teatrali e tanto altro ancora, ad un luogo pregno di tanta storia.

Sotto una pioggia scrosciante abbiamo rivolto qualche domanda a Rosa Mancini, presidente di Poesie Metroplitane e a Valentina Guerra, cofondatrice del collettivo artistico NaCosa:

 

- L’arte, la poesia e la creatività, interagendo tra loro possono migliorare la società?

Rosa Mancini: Sì. Assolutamente sì. L’arte in generale è un mezzo per migliorare la società, tante volte si urla per cambiare le cose, invece l’arte riesce, in senso positivo, a portare nuova luce e speranza in questo territorio e in questa società così frammentata.

- L’evento odierno, slittato al 9 giugno, è un primo passo verso questa direzione? Vi siete già impegnati per altre manifestazioni del genere?

Rosa Mancini: Il nostro intento è quello di creare un collettivo artistico per riqualificare altre zone di Napoli attraverso la poesia, l’arte, il teatro e la musica.

  • Le istituzioni vi hanno supportato?
  • - Come si possono mantenere i riflettori accesi su Piazza Mercato?

Rosa Mancini: Ci hanno supportato solo moralmente. Questa iniziativa è tutta autofinanziata. Ci muoviamo grazie ad una raccolta fondi con una produzione dal basso. Ci aiuta molto la comunità.

Rosa Mancini: Creando costantemente e ciclicamente degli eventi per riportare la piazza alla bellezza di un tempo. Non bisogna assolutamente fermarsi qui.

 

- Nel corso degli anni quali sono stati i cambiamenti che più hanno inciso sul declino di Piazza Mercato?

Valentina Guerra: Sicuramente i lavori interminabili, spesso interrotti per problemi burocratici e che certamente non aiutano i commercianti della zona. 

  • - Il declino commerciale è associato a quello sociale?

Valentina Guerra: Sono parecchio legati, c’è un effetto domino perché se non si aiuta l’uno non si aiuta neanche l’altro. Noi speriamo con questo tentativo di riqualificare la piazza, con la partecipazione di tante associazioni di dare una mano in primis ai commercianti e poi alle persone che abitano questa zona da anni.

  • - Molti sostengono che Palazzo Ottieri sia un pugno in faccia alla storia architettonica della piazza. Andrebbe abbattuto?

Valentina Guerra: Secondo me bisogna innanzitutto preoccuparsi di portare a termine i lavori nella piazza e poi si può pensare a tutto il resto, poiché solo ripartendo da questo punto centrale si può pensare di intervenire su altre cose.

 

 La foto di copertina è stata presa al seguente link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_Mercato_(Napoli)#/media/File:Piazza_mercato.jpg

 

 

Nei giorni scorsi si è tenuta, presso l'I.C. 72° "F. Palasciano" in via Padula di Napoli, la conferenza dal titolo "Giù il velo dai pregiudizi". L'evento, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica dell'Istituto nonché moderatrice della conferenza, Maria Luisa Salvia e dalla docente Piera Gatti, organizzatrice e ideatrice della giornata di…

 

 

 

In questi giorni il “capitano” Salvini ha trovato nuovi nemici da estirpare: i negozi di cannabis light legali.

Probabilmente si muove in questa direzione perché questa piantina è mal vista dalle grandi lobbies da cui il vicepremier non vuole o non può prendere le distanze. Per chi non lo sapesse la canapa è il maiale del regno vegetale: non si butta mai niente.

Da essa si ricavano una miriade di prodotti ad un bassissimo costo economico ed ambientale.

 

L'uso straordinaria di questa pianta era già noto ai Fenici che, dopo averla lavorata, la trasformavano in tessuto utile per le vele delle navi, ma anche nel Medioevo la cellulosa di canapa veniva utilizzata dalle stamperie che la usavano per ricavarne carta per i loro libri.

Beppe Grillo, in uno dei suoi vecchi spettacoli, ricordava che Henry Ford stava per brevettare la Hemp Body Car, realizzata con fibra di canapa e alimentata con etanolo di canapa, ma nelle alte sfere americane, forse per questo motivo, si decise di bandire la pianta con il Marijuana Tax Act e proibirne il commercio e la coltivazione in tutto il territorio degli Stati Uniti. Infatti si paventava un pericolo per il nascente settore petrolchimico e per l'industria pesante che non volevano rivali che ostacolassero le loro produzioni.

Ebbe inizio una campagna mondiale di demonizzazione contro i cannabinoli, visti come il male assoluto e come anticamera di sostanze pericolose: eroina e cocaina.

 

Dal punto di vista farmaceuticoicannabinoli non sono droghe psicotrope, ma farmaci  farmaci  in grado di alleviare numerose patologie, quali ad esempio la spasticità correlata alla sclerosi multipla, il dolore di tipo neuropatico ed emicranico e alcune forme di epilessia farmaco-resistente.

Ricerche scientifiche hanno rilevato che l'uso medico della cannabis può essere usato come stimolante dell’appetito per i malati di HIV e come antidolorifico per i malati terminali. Queste proprietà benefiche della cannabis sono state riscontrate sia nella resina della pianta che nell’olio ricavato dai semi.

In Italia, grazie alla legge 242 del 2016, votata anche con il contributo della Lega, fu stabilito che era possibile coltivare e commercializzare canapa e i suoi derivati a patto che questi contenessero THC inferiore allo 0,6%, quindi un livello bassissimo di principio attivo, con il quale sarebbe risultato impossibile "sballarsi". Adesso il vicepremier ha rinnegato questa legge e, nonostante la Cassazione abbia ribadito la sua validità, ha espresso la volontà che i negozi di cannabis light chiudano. Ci si chiede come sia possibile che in un periodo di forte crisi come quello odierno si pensi di tornare al passato e chiudere un settore che per diecimila persone rappresenta una fonte legale di reddito. In attesa di un dietrofront da parte dei vertici politici ci auguriamo che la vicenda sia al centro di prossimi dibattiti. 

 

 

la foto per l'articolo è stata presa dal seguente link:

https://www.corriere.it/cronache/19_maggio_09/salvini-contro-cannabis-light-ma-si-puo-fare-cosa-dice-legge-cassazione-adf756fe-724d-11e9-861b-d938f88a2d19.shtml?refresh_ce-cp

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