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Il logorio del potere

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A partire da dopo Tangentopoli, è diventato sempre più difficile districarsi tra le liste di nomi, sigle, partiti e partitini che compongono la schizofrenica scena politica italiana; eppure proprio in questo momento è importantissimo sapere chi sono i personaggi che decidono il destino del nostro Paese ed essere aggiornati sui continui cambiamenti degli scenari politici.

Perché non bisogna mai dimenticare: "il potere logora chi non ce l'ha".

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Le nostre abitudini alimentari si riflettono particolarmente sulle nostre condizioni di salute. Purtroppo si può constatare che l’Italia è al terzo posto in Europa per il tasso più alto di obesità e sovrappeso: infatti, circa il 30% dei bambini ne soffre e tra gli adulti il dato peggiora raggiungendo il 45%. Per questo motivo, nove società scientifiche e oltre trecento medici e nutrizionisti hanno scritto una lettera al Ministro della Salute chiedendo l’introduzione della Sugar Tax.

Nel testo presentato, sono anche altri i cambiamenti proposti e sono soprattutto a sostegno della salute dei bambini. Nei luoghi di ritrovo dei più piccoli si propone: di eliminare alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e sali; di inserire etichette che indichino il rischio di obesità dei prodotti; e di vietare l’utilizzo dei personaggi dei cartoni animati per promuovere cibo poco sano.

 

La Sugar Tax è una tassa applicata alle bevande che contengono un alto contenuto di zuccheri come i soft drink con aggiunta di anidride carbonica e gli energy drink. La Sugar Tax o Soda Tax è già in vigore o è stata adottata in vari paesi e ha il fine di diminuire l’uso e l’acquisto di bevande zuccherine dannose per la salute. La legge, che in Italia non è stata ancora approvata, è già stata proposta più volte dal 2018 e sembra che potrebbe entrare in vigore nel nostro paese dal 1 gennaio 2022. L’importo della tassa applicata dipenderà dalla quantità di zucchero contenuta nella bibita: 10 € per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 € per chilogrammo per i prodotti predisposti per essere usati previa diluizione.

          

Questo genere di tassa produrrebbe benefici per la salute dei consumatori, diminuendo i problemi di sovrappeso e obesità legati a un’inadeguata alimentazione. Sosterrebbe inoltre anche le spese della sanità pubblica che deve affrontare e curare l’obesità, le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete. Aumentare i costi di certe bevande per diminuirne i consumi potrebbe però risultare un provvedimento anche regressivo, di cui ne subirebbero le conseguenze economiche soprattutto le classi sociali già in difficoltà. In Italia questa decisione potrebbe portare il settore al tracollo in poco tempo, creando un calo delle vendite del 16% e una perdita di 5000 posti di lavoro.

 

La tassa, infatti, è già stata abolita in Danimarca, Norvegia e Islanda perché controproducente; ai consumatori bastava recarsi nei paesi limitrofi per comprare ad un prezzo inferiore le bibite gassate. Le compagnie di questi paesi hanno preferito rientrare nei parametri fissati dal ministero della salute e solo così sono riuscite ad abbassare del 27% la presenza di zucchero nel mercato. In realtà, in molti altri paesi come la Francia, l’Ungheria e il Regno Unito, la Sugar Tax è in vigore già da anni. Qui sono stati rilevati esiti particolarmente postivi riguardo questa tassazione, che si è dimostrata una misura efficace per contrastare l’obesità e altre malattie. L’Italia, senza dubbio, necessita di un rapido intervento per migliorare le condizioni di salute generali della popolazione, ma si dovrà constatare se davvero i benefici della Sugar Tax potranno essere superiori alle perdite.

 

 

 

 

 

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L'università nasce come luogo di apprendimento, di collaborazione e di crescita; eppure oggi risulta una realtà completamente diversa. Per qualcuno può rappresentare una grande opportunità per conoscersi e migliorarsi ma per altri si può trasformare in una prigione dalla quale non si trova via di fuga. Vergogna, competizione, paura di…

Spesso si discute sull’aumento o sulla diminuzione delle ore effettive da dedicare al lavoro. In molti paesi è difficile arrivare al giusto equilibrio lavorativo; per esempio i lavoratori italiani, rispetto alla media europea, lavorano di più ma ottengono una crescita inferiore rispetto a molti altri paesi come la Germania. Il problema sta nel fatto che la produttività italiana, come quella di altri Stati, si concentra sull’aumento della base occupazionale e del monte orario, trascurando l’innovazione e il capitale umano che producono l’effettiva crescita. Nelle economie più avanzate i fattori della produttività si legano alla qualità e all’efficienza, non alla quantità o allo sfruttamento del lavoro. Il ritardo di produttività è dovuto al carente utilizzo dell’informatica nell’organizzazione del lavoro, al poco ricorso alla formazione continua, alla scarsa efficienza della pubblica amministrazione e delle imprese.

 

Sulla base di questi dati, in alcuni paesi come la Spagna e la Nuova Zelanda, sono stati avviati degli esperimenti per migliorare la qualità del lavoro e per produrre una maggiore crescita. L’islanda, in particolare, ha deciso di migliorare questo aspetto diminuendo le ore di lavoro ma concedendo lo stesso salario. L’esperimento condotto in Islanda dal 2015 al 2019 si è rivelato un grande successo. Sei anni fa a Reykjavik si è deciso di ascoltare le richieste dei sindacati e delle organizzazioni, che chiedevano settimane lavorative più brevi. In questo modo 2500 lavoratori del settore pubblico hanno avuto una riduzione delle proprie ore da 40 a 35 a settimana senza modifiche al salario. Oggi l’86% della popolazione ha ridotto le ore e la produttività è rimasta la stessa o è migliorata secondo la think tank britannica Autonomy e l’Alda. I lavoratori hanno constatato di sentirsi meno stressati e più motivati grazie al migliore equilibrio tra vita privata e lavoro e al maggior tempo a disposizione da dedicare alla famiglia, agli hobby e alla cura di sè. Degli studi hanno inoltre misurato un incremento del benessere dei lavoratori dentro e fuori l’ambiente lavorativo.

 

Per poter diminuire le ore lavorative senza penalizzare la produttività o il livello dei servizi, le aziende hanno provveduto a un piano di riorganizzazione. Sono stati ottimizzati i turni di lavoro e il tempo passato in riunione usando mail, meeting online ed eliminando mansioni meno utili. Anche se questo progetto mostra esiti positivi, potrebbe risultare più complesso realizzarlo in Paesi più estesi, sovrappopolati e con economie più grandi. In questi casi, infatti, potrebbe essere necessario assumere nuovi lavoratori per coprire i turni lavorativi mancanti. Questo potrebbe far diminuire la disoccupazione ma, allo stesso tempo, danneggiare l’economia del paese dove servirebbe maggior capitale per retribuire i nuovi assunti. Sicuramente la possibile riuscita di questi esperimenti è da verificare anche sulle grandi economie, sebbene potrebbero presentare maggiori problematiche. In ogni caso, è indispensabile far sì che in alcuni Paesi, come l’Italia, si inizi a puntare sulla qualità e non sulla quantità lavorativa, cercando delle nuove soluzioni che possano migliorare la qualità di vita dei lavoratori e incrementare la produttività.

 

 

 

 

 

 

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Quando pensiamo ad una modella ci viene in mente una figura longilinea, una bella ragazza dal portamento elegante e dal fisico snello. Nonostante questo prototipo femminile sia nato verso gli anni '60 è attualmente ancora proposto, sebbene i tempi siano cambiati. Da anni la magrezza è diventata una caratteristica fondamentale per un’indossatrice, anche se non sempre questa fisicità è simbolo di uno stile di vita sano. In un mondo in cui si va incontro all’inclusione e alla diversità, anche le agenzie di moda dovrebbero stare al passo con l’evoluzione del pensiero.

 

Negli ultimi anni circolano molte polemiche riguardo gli angeli di Victoria’s Secret, le indossatrici infatti non propongono più un’estetica in cui le donne si possono rivedere: è come se la società fosse cambiata ma Victoria’s Secret no. Si corre così il rischio di trasmettere un messaggio sbagliato alle persone, che sono spinte a uniformarsi a modelli di corpo irreali.

 

Di recente la catena di lingerie ha finalmente deciso di dire addio ai suoi “Angeli” e di sostituire i corpi statuari e la bellezza stereotipata, che hanno accompagnato il brand per anni, con modelle in linea con i valori della nostra generazione. La catena di moda più famosa d’America ora si affida a 7 nuove testimonial, donne conosciute per il loro impegno, successo e dedizione più che per le loro proporzioni fisiche. Ad essere scelte sono state la campionessa di calcio e attivista LGBTQ+ Megan Rapinoe, la modella Sudanese Adut Akech, la modella curvy Paloma Elsesser, l’attrice e modella transgender brasiliana Valentina Sampaio, la fotografa e fondatrice della Girlgaze Amanda de Cadenet, la giovane sciatrice freestyle cinese-americana Eileen Gu e l’imprenditrice e attrice indiana Priyanka Chopra Jonas. Victoria’s secret ha deciso di proporre un’ideale di bellezza meno artificiale, comprendendo alcune donne più atletiche e muscolose, lavoratrici, attiviste, di diverse etnie e che portano taglie intermedie, in favore della body confidence che spesso manca a causa degli scorretti prototipi di perfezione proposti da agenzie e pubblicità.

 

In tanti hanno pensato che questa decisione sia stata solo una conveniente operazione di marketing; non si può negare che il principale obiettivo di queste variazioni sia quello di rilanciare un’azienda importante ma finanziariamente e culturalmente in crisi. Per molti, l’azienda ha sentito la necessità di adeguarsi alle leggi del mercato, senza risultare davvero sensibile all’idea di evoluzione e di mutamento dei canoni del corpo femminile e di quello che vogliono realmente indossare le donne. In questo periodo storico, le motivazioni che spingono a compiere tali scelte diventano irrilevanti quando si propone una modifica utile per cambiare il punto di vista e gli stereotipi a cui l’uomo è abituato. Ci sono moltissimi tipi di corpo e vanno tutti ugualmente rispettati e rappresentati ed è il momento che anche le agenzie di moda trasmettano tale messaggio sfruttando il loro ampio raggio di influenza.

 

 

 

 

 

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Sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di estinzione delle api, importantissime per il nostro ecosistema, è diventato un obiettivo di fondamentale importanza. Per questo motivo dal 2018, il 20 maggio di ogni anno si celebra la World Bee Day-Giornata Mondiale delle api, insetti particolarmente a rischio a causa delle attività umane. Lo scorso 20 maggio, per sensibilizzare ulteriormente le persone riguardo questo problema, si è esposta anche la celebre attrice Angelina Jolie.

La diva ha realizzato uno shooting interamente ricoperta da api. Vedere il video e gli scatti di una delle donne più belle al mondo, ricoperta da questi insetti, ha impressionato e attirato l’attenzione di molti che, in seguito, hanno approfondito le motivazioni che l’hanno spinta a posare. L’attrice e attivista ha collaborato a questo progetto del National Geografic per richiamare l’attenzione sull’urgente necessità di proteggere e salvare questi importanti impollinatori. La star di Hollywood ha rivelato di non aver fatto la doccia per tre giorni e di aver usato particolari lozioni prima di posare con le api sul suo corpo, coperto solo da un abito sostenibile di Gabriela Hearst. Angelina, lavorando con Unesco e Guerlain, partecipa anche all’iniziativa Women for Bees, un programma imprenditoriale di apicoltura femminile che le permetterà di diventare apicultrice e che costruirà 2500 alveari, fornirà in natura 125 milioni di api entro il 2025 e supporterà le donne apicoltrici nelle proprie operazioni. L’immagine di Angelina Jolie vuole raccontare la storia dell’equilibrio tra l’uomo e insetti impollinatori, da cui dipende gran parte del nostro sostentamento.

 

Le api ormai si stanno estinguendo. Secondo il Centro Nazionale di ricerca scientifica un quarto delle 20.000 specie di api presenti in tutto il mondo, sono scomparse. Siamo abituati a pensare alle api solo come gli insetti che producono il miele nei loro alveari, ma esistono molte specie impollinatrici. Queste specie sono essenziali per la riproduzione di piante e utili per le colture: più dell’80% delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo conta sul lavoro di questi insetti.

L’uso di pesticidi, l’agricoltura intensiva, i problemi ambientali e l’aumento delle temperature sono solo alcune delle cause che mettono a rischio la sopravvivenza delle api. Molte delle piante che coltiviamo, in realtà, sopravvivrebbero anche senza di loro ma, in vari casi, avrebbero difficoltà a fornirci produzioni adeguate e convenienti. Infatti, scienziati americani stanno già pensando ad un rimedio estremo: The Robobee (l’ape robot), un’ape artificiale che porrebbe il rimedio al problema dell’impollinazione. Risulta davvero impensabile che per rimediare alle conseguenze delle attività umane si preferisca ricorrere ad altri strumenti artificiali, piuttosto che migliorare le nostre abitudini di vita. Per aiutare le api a sopravvivere, ognuno di noi potrebbe contribuire per esempio supportando l’aumento di aree verdi nelle nostre città, non usando pesticidi, riducendo l’inquinamento, ma anche solo avendo fiori sul davanzale delle nostre finestre.

 

 

link all'immagine: https://images.indianexpress.com/2021/05/angelina-jolie-.jpg

 

Un concerto funziona quando i musicisti e il pubblico raggiungono un’esperienza unificante, è commovente sapere che i confini che separano una persona dall’altra si annullano; ecco cosa pensava Jim Morrison. Purtroppo, a causa della pandemia, tanti giovani sentono la mancanza del sentirsi travolti nell’esperienza unificante di un concerto dal vivo o di una serata in discoteca. Anche per questo motivo tutti sono consapevoli che, pur considerando le nuove norme, è necessario cercare nuovi metodi per svolgere questi eventi sociali. Dunque, in diverse località del mondo, sono stati condotti degli esperimenti sociali per la riapertura in sicurezza.

 

Il 27 marzo, a Barcellona, si sono riuniti cinquemila spettatori, dotati di mascherina, per assistere al concerto della band “Love of Lesbian”. Dopo più di un mese dall’evento, gli esperti spagnoli non hanno trovato nessun segno di contagio evidente, nonostante il grande raduno di persone. Il maxi test a cielo aperto è stato un successo. Sul totale, infatti, solo sei persone sono risultate positive al Covid-19 dopo 14 giorni dal concerto e quattro di loro non si sono infettate lì ma altrove. I fan hanno assistito all’esibizione dopo essere risultati negativi al test del Covid-19, a tutti è stata consegnata una mascherina FfP2 all’entrata e durante il concerto non era necessario mantenere il distanziamento sociale.

 

Un altro esperimento simile si è visto in Olanda lo stesso 27 Marzo, convocando 1300 spettatori negli stadi di Nijmegen e Almere, i tifosi ammessi sono stati sottoposti ad un test antigienico rapido che dimostrava la loro negatività al coronavirus. In seguito, i tifosi hanno scaricato un’app chiamata Coronacheck, che forniva un codice QR da affiancare al biglietto per passare i controlli e accedere allo stadio. I tifosi, inoltre, sono stati divisi in sezioni con diversi livelli di contatto. Anche in questo caso l’esperimento è risultato soddisfacente.

Pochi giorni fa, anche l’Italia ha deciso di rimettersi in gioco.

 

Per il prossimo sabato 5 giugno è prevista la riapertura del Praia a Gallipoli, una delle discoteche più amate del Salento, dove si vedranno ballare circa duemila persone all’aperto. Anche questo esperimento sociale prevede l’uso delle mascherine per la sicurezza, nonostante non sia previsto il mantenimento del distanziamento sociale. Invece, per testare una discoteca al chiuso nei prossimi mesi, si pensava al Fabrique di Milano.

 

Alcuni studiosi considerano questi esperimenti un vero successo e ritengono che, con le dovute accortenze, sia possibile effettuare questi eventi sociali all’aria aperta. Molti altri però, ritengono che questo sia impossibile perché talvolta, anche involontariamente, non vengono rispettate tutte le norme di sicurezza. E’ molto difficile riuscire a gestire così tante persone nello stesso ambiente e si aumenterebbe così il rischio di contagio. Nonostante ciò, sarebbero favorevoli all’organizzazione di concerti o cinema sotto le stelle con sedie distanziate all’aperto, approfittando delle piacevoli serate della bella stagione estiva.

 

 

 

 


Link alla foto: https://www.salentinatravels.it/images/Foto/foto-articoli-vari/discoteche-a-gallipoli-nel-salento.jpg

E vissero per sempre felici e contenti. Questo è il tradizionale lieto fine di tutte le più belle favole eppure, in questo periodo di grandi polemiche sulla censura e la libertà di opinione, addirittura il mondo dei bambini è stato attaccato. La questione è nata quando il parco divertimenti Disneyland, in California, ha riaperto al pubblico dopo il lockdown e il ritorno di alcune giostre a tema fiabesco ha scatenato delle polemiche. In particolare alcuni non hanno gradito il rinnovo dell'attrazione di Biancaneve e il bacio "rubato" del principe per risvegliarla.

 

In un articolo pubblicato da due giornaliste locali lo scorso 1 maggio sul SFGate, testata locale online dell'area di San Francisco collegata al San Francisco Chronicle, è apparsa una recensione a riguardo. L’articolo è dedicato alla Snow White's Enchanted Wish, una delle giostre originali del parco divertimenti, presentata al pubblico in versione rinnovata durante la riapertura del parco dopo 400 giorni di lockdown. Disneyland, nella nuova versione, ha scelto di adottare come finale della corsa lo stesso epilogo del classico cartone del 1938, ovvero il "bacio dell'eterno amore" del principe per liberare Biancaneve dall'incantesimo, sostituendo la morte della matrigna con cui terminava l'itinerario nell'edizione originale della giostra del 1955. L'articolo, in particolare, si conclude con un commento negativo riguardo la scelta di includere nel percorso della giostra anche il bacio che risveglia Biancaneve. Quel bacio, secondo il parere delle due giornaliste, è dato senza consenso e non può rappresentare il vero amore; questo atto può essere inteso solo come un evento fiabesco e irreale, non come una lezione di vita.

 

Nonostante la notizia inizialmente sia stata irrilevante, dopo tre giorni alcune figure di rilievo italiane hanno approfittato della situazione, esponendo le proprie critiche riguardo l’accaduto. Queste considerazioni, in realtà, erano volte a incrementare le proprie interazioni e il traffico sui social. Il legittimo commento di due giornaliste locali è stato assunto come notizia reale, dalla quale trarre vantaggi personali. Il parere pubblico è libero e per questo motivo le due donne hanno espresso la propria opinione, con la quale si può concordare o meno. Non hanno preteso di modificare la tipica storia di Biancaneve, ma hanno solo esposto una riflessione in funzione ai cambiamenti che la società sta subendo. Nessuno esclude la possibilità che il parere delle due giovani possa non essere condivisibile. Molte persone, infatti, sono consapevoli che le favole rappresentano per i bambini una fuga dalla realtà. I più piccoli idealizzano il mondo con la propria fantasia, pertanto non potrebbero interpretare i gesti fiabeschi come eticamente scorretti e rapportarli alle dinamiche della società attuale.

 

 

 

 

 

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Ormai è più di un anno che le nostre vite sono state stravolte dall’arrivo del Covid-19 e questo periodo non sembra volersi arrestare.

La strada da percorrere per tornare alle nostre vite tradizionali è ancora lunga ma, intanto, è necessario imparare a convivere con questa nuova realtà. La pandemia ci ha sottratto diversi piaceri tra cui quello di poter viaggiare liberamente. Infatti, il settore turistico è uno di quelli che ne sta risentendo di più.

 

Proprio per questo motivo, si sta pensando alla possibilità di creare un passaporto vaccinale europeo, al fine di consentire gli spostamenti tra i paesi.

La commissione europea come monito per incentivare la popolazione a vaccinarsi e per aiutare il settore del turismo ha proposto la creazione del Digital Green Certificate che ci permetterà di tornare a viaggiare. Questo servirà a facilitare gli spostamenti dei cittadini europei in vista dell’estate 2021, permettendo alle persone di salire in aereo, partecipare a eventi di massa o entrare in luoghi pubblici.

La commissione spera che il Digital green pass possa entrare in vigore dal 15 giugno; questo sarà disponibile in forma cartacea o digitale, nella lingua ufficiale di ogni stato. Il pass comprenderà una firma digitale per proteggerlo della falsificazione, i dati personali e sanitari dell’individuo e un QR code che dimostrerà l’autenticità e la validità del passaporto; sarà disponibile gratuitamente anche tramite app. Per non causare discriminazioni e ribellioni, questo non sarà considerato come un vero e proprio passaporto. Il documento vaccinale servirà solo a segnalare l’avvenuta immunizzazione tramite vaccino, l’esito negativo ad un tampone o la dimostrazione tramite test sierologico della presenza di anticorpi in coloro che hanno già contratto il virus. Il pass sarà valido in tutti gli Stati membri dell’unione europea ma anche in Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Non sarà obbligatorio per spostarsi in Europa anche se l’idea è quella di rendere più agevoli i viaggi, evitando le quarantene previste nei diversi paesi.

Si è proposto, anche in Italia, l’utilizzo volontario di apposite app per attestare l’avvenuta vaccinazione. Tuttavia, la maggior parte della popolazione si oppone a quest’idea, sentendo violata la propria privacy e la propria libertà decisionale.

 

La proposta del passaporto vaccinale presenta ovviamente vantaggi e svantaggi. Da un lato, il pass potrebbe garantire una maggiore sicurezza all’interno degli edifici pubblici e una diminuzione di diffusione del virus tra i vari paesi. Dall'altro, questa scelta condizionerebbe indirettamente la popolazione ad effettuare un vaccino per poter circolare senza impedimenti.

 

L’argomento sarà ancora oggetto di discussione ma sarà soprattutto l’andamento della campagna vaccinale, fino al periodo estivo, che determinerà l’attuazione di questa proposta.

 

 

link all'immagine: https://www.laquilablog.it/wp-content/uploads/2020/12/passaporto_sanitario_coronavirus_web_2020-750x375.jpg

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