Attualità

Attualità (683)

Categorie figlie

Il logorio del potere

Il logorio del potere (83)

A partire da dopo Tangentopoli, è diventato sempre più difficile districarsi tra le liste di nomi, sigle, partiti e partitini che compongono la schizofrenica scena politica italiana; eppure proprio in questo momento è importantissimo sapere chi sono i personaggi che decidono il destino del nostro Paese ed essere aggiornati sui continui cambiamenti degli scenari politici.

Perché non bisogna mai dimenticare: "il potere logora chi non ce l'ha".

Visualizza articoli ...

Il cambiamento climatico è un problema serio e lo stiamo notando più che mai in questo periodo di caldo anomalo e di eccessiva siccità. Tutti questi fenomeni che hanno iniziato a colpire anche il nostro Paese sono campanelli d'allarme della crisi climatica che si aggrava sempre di più e che abbiamo a lungo ignorato. Nonostante si parli molto di questo problema, ancora in pochi sanno quali sono le azioni decisive per contrastarlo. Spesso si ricercano metodi innovativi per contrastare il disastro climatico ma i ricercatori di Project Drawdown ci mostrano che abbiamo già le soluzioni.

 

Project Drawdown è un progetto fondato nel 2014 da Paul Hawken che dà il proprio supporto nel raggiungimento del “drawdown” ossia del punto nel futuro in cui i gas serra nell’atmosfera inizieranno a diminuire. La peculiarità di Project Drawdown è che le soluzioni presentate sono tutte sviluppate per settore e realizzabili immediatamente. Ogni soluzione presentata è economicamente realistica e viene illustrata in due scenari diversi: il primo prevede un aumento di temperatura di 2°C entro la fine del secolo, mentre il secondo limita l’aumento a +1.5°C nello stesso periodo.

 

Dalle analisi condotte dal Project Drawdown è nato un libro, un atlante mondiale di 100 soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e alcune di esse sono molto incisive. Sarebbe opportuno, ad esempio, gestire gli impianti di raffreddamento e i condizionatori che contengono refrigeranti chimici che riducono lo strato d’ozono. Un rimedio utile sarebbe anche la creazione di parchi eolici e di impianti fotovoltaici su scala industriale. La maggiore riduzione delle emissioni di CO2 deriverebbe dall’incremento dei parchi eolici finalizzato a produrre il 22% dell’energia globale, in confronto al 4% attuale. Questa soluzione permetterebbe di risparmiare l’emissione di grandi quantità di gas. Una soluzione efficace per contrastare il cambiamento climatico è anche lo sfruttamento dell’energia solare con pannelli fotovoltaici, che permetterebbe di ridurre tra le 42 e le 119 gigatonnellate di CO2. Sarebbe opportuno anche limitare il settore dei trasporti che produce il 13% dei gas ad effetto serra attuali.

 

Molte delle soluzioni sono applicabili direttamente da ognuno di noi ogni giorno; è importante ad esempio la diminuzione dello spreco di cibo: un terzo del cibo prodotto a livello globale non viene mangiato dunque sussiste un enorme spreco di risorse e un’inutile produzione di emissioni. Anche l’adozione di una dieta vegetale è uno dei piccoli passi che ogni persona può fare per essere sostenibile nella propria quotidianità e ridurre il proprio impatto ambientale. Il consumo di carne e derivati alimenta un’industria altamente inquinante, che basa la sua rendita sullo sfruttamento del suolo, sul sovraconsumo di risorse, sulla deforestazione e sulle emissioni dirette derivanti dai capi di allevamento. Un’altra delle piccole abitudini che potremmo adottare consiste nel limitare il consumo d’acqua in casa per risparmiare energia.

 

La verità è che abbiamo sempre avuto le soluzioni per invertire la rotta del collasso climatico ma manca la volontà politica di cambiare la situazione. Project Drawdown fornisce degli spunti estremamente concreti e realistici che i governi di tutto il mondo potrebbero tenere in considerazione nelle loro politiche climatiche e ambientali. Ognuno di noi, inoltre, potrebbe finalmente iniziare a fare la sua parte per migliorare la tragica situazione a cui stiamo andando incontro.

 

 

 

 

 

 

Link alla foto: https://www.wwf.it/uploads/2021/05/shutterstock_106825397-scaled.jpg

Era il 1973 e la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva preso una decisione storica che stabiliva che la Costituzione degli Stati Uniti proteggeva la libertà di una donna incinta di scegliere di abortire.

È il 2022 e la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito il diritto all’aborto rovesciando la storica sentenza Roe v. Wade che garantiva l’aborto come un diritto a livello federale. Nonostante spesso si dica che il passato insegni e che da esso si possa migliorare, dopo 50 anni negli Stati Uniti il passato invece ritorna in vita. Se storicamente la Corte ha spesso ribaltato le sentenze per ampliare i diritti, questa volta li ha ridotti.

 

La Corte Suprema, composta soprattutto da giudici conservatori, ha rovesciato con 6 voti a favore e 3 contrari la sentenza che riconosceva l’aborto come un diritto negli Stati Uniti. Adesso saranno i singoli Stati a decidere in autonomia se mantenere o vietare il diritto di interrompere una gravidanza. Oltre la metà degli Stati guidati da conservatori avrà quindi la possibilità di rendere l’aborto illegale. Con questa decisione gli Stati Uniti diventano una delle 4 nazioni al mondo ad annullare il diritto all'aborto dal 1994 insieme a Polonia, Nicaragua e Salvador.

 

In merito all’accaduto, Barack Obama sostiene che la Corte Suprema abbia relegato una decisione personale di ogni donna alle esigenze di politici e ideologi, attaccando le libertà fondamentali degli americani. Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden crede che la Corte Suprema con questa decisione abbia messo a rischio la salute delle donne americane. In questo caso, però, non c’è un intervento del presidente che possa cambiare la decisione presa e anche il Congresso attualmente non ha i voti per cambiare il verdetto. Gli elettori dovranno aspettare quest’autunno per provare a cambiare la situazione. La decisione della Corte, per ora, non stabilisce automaticamente una legge nazionale che stabilisce il divieto di aborto. La scelta, invece, spetterà al Congresso. La legge, infatti, sarà approvata a novembre solo se si presenterà una maggioranza di repubblicani anti-abortisti (una legge ha bisogno della maggioranza dei rappresentanti della Camera e di almeno 60 voti al Senato e della firma del presidente degli USA).

Nonostante ciò, l’interruzione della gravidanza è già stata dichiarata illegale in Missouri e Texas ma in altri Stati come la California e New York il diritto all’aborto rimarrà e saranno accolte donne che ne necessitano anche da altri Stati.

 

Questa sentenza è in realtà un richiamo forte anche per noi in Italia e in Europa. Nel nostro Paese, per esempio, nonostante la legge 194 del 1978, in diverse regioni la presenza di molti obiettori di coscienza e la diminuzione di strutture che praticano IVG rende la situazione complicata. Anche questo ci fa capire che, se non si conquistano maggiori spazi di libertà e diritti, c’è il rischio di perdere conquiste che sembravano immodificabili.

 

 

 

 

 

 

Link alla foto: https://s.yimg.com/ny/api/res/1.2/rF23UHM7vuz5NArlycVhvQ--/YXBwaWQ9aGlnaGxhbmRlcjt3PTk2MDtoPTUwNg-/https://s.yimg.com/uu/api/res/1.2/P5L33fjKZrRdn0nU5Stzcg--B/aD02MzI7dz0xMjAwO2FwcGlkPXl0YWNoeW9u/https://media.zenfs.com/it/notizie_it_154/62256958fc3c01dd8bbccd3777118d23

La Corte Costituzionale con una sentenza storica ha superato una tradizione patriarcale allineando finalmente l’Italia agli altri Paesi europei. Lo scorso 27 aprile, infatti, è stata dichiarata illegittima la norma che attribuisce in modo automatico ai nuovi nati il cognome paterno. L’assegnazione automatica sarà invece quella del cognome di entrambi i genitori nell’ordine da loro scelto. I giudici, dunque, hanno dichiarato incostituzionale la legge che non consente ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre e quella che, in mancanza di accordo, assegna il solo cognome del padre. La Corte ha preso tale decisione poiché le regole attuali violano gli articoli 2,3 e 117, primo comma, della costituzione, quest’ultimo in relazione agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

 

La sentenza della Corte costituzionale sul cognome materno non è ancora stata pubblicata ma ha già trovato applicazione. Il 29 aprile, infatti, il Tribunale di Pesaro ha per la prima volta in Italia assegnato il cognome materno ad una bambina la cui madre chiedeva il riconoscimento del proprio cognome nonostante l’opposizione del padre. Questa è la prima decisione di un palazzo di giustizia in Italia sul doppio cognome dopo la pronuncia della Corte Costituzionale. Grazie a tale cambiamento sarà riconosciuta l’uguaglianza e la parità dei diritti dei genitori e diminuirà la discriminazione di genere. Ci sarà il diritto all’identità personale e l’identificazione del bambino come appartenente a entrambi i rami genitoriali. Ci sarà una presa di coscienza del fatto che, le norme che derivano da consuetudini sociali discriminanti, possono essere cambiate. Questo nuovo provvedimento, infatti, non risarcisce un’ingiustizia ma di sicuro la termina.

 

Se da una parte la conquista dell’attribuzione del doppio cognome rappresenta un passo avanti nel riconoscimento dei pari diritti nella coppia, dall’altra sicuramente questa possibilità comporta una serie di difficoltà. Prima tra tutte l’obbligo per il bambino, in età adulta, di firmarsi con entrambi i cognomi sui documenti ufficiali. La firma troppo lunga, infatti, è un limite soprattutto quando si utilizzano i sistemi informatici che si bloccano dopo l’inserimento di un certo numeri di caratteri. Un altro aspetto sfavorevole si concretizzerà nel futuro se il bambino, ormai adulto, vorrà dare anche lui un doppio cognome al figlio. In quel caso ci troveremmo di fronte all’ipotesi di un bambino con quattro cognomi. Sarà dunque necessario un meccanismo per evitare di accumulare un eccesso di cognomi nelle generazioni a venire, nel caso si decida di conservare i cognomi di tutti e due i genitori. Sebbene ci siano alcune problematiche da risolvere, questa decisione rappresenta senza dubbio un miglioramento sociale simbolico. Nonostante ciò, il vero rispetto della parità di genere e i giusti insegnamenti dovranno sempre essere trasmessi dalla famiglia e dai suoi comportamenti concreti.

 

 

 

 

Link alla foto: https://blog.phonehouse.es/wp-content/uploads/2020/08/aplicaciones-editar-fotos.jpg

Riflettere sul disagio psichico causato dal bullismo e fare il punto sulla tutela legale prevista dal nostro ordinamento per combattere uno dei maggiori problemi che affliggono i più giovani: è questo l'obiettivo del convegno che si terrà il prossimo 4 aprile, alle 19.30, al Royal Continental di Napoli. Organizzata dal…

La Carta Giovani Nazionale è un’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e si rivolge ai cittadini italiani ed europei residenti in Italia di età compresa tra i 18 e 35 anni compiuti.

La Carta Giovani Nazionale è una card immateriale entrata in uso dal 24 febbraio e consente di ottenere agevolazioni per accedere a beni e servizi di carattere culturale, sportivo, legato al benessere, alla mobilità, alla casa, ai viaggi, al tempo libero e all’intrattenimento. Una volta attivata è possibile usufruire di sconti e agevolazioni per diversi tipi di servizi e prodotti.

 

La ministra Fabiana Dadone spiega che questa iniziativa nasce immaginando di riprodurre le 24 ore di vita quotidiana di un giovane, dal prendere i mezzi di trasporto ad affacciarsi alle biblioteche e alle librerie, ai musei e ai corsi di lingua fino alle attività ludiche. Con la carta nata grazie all’impegno di più di 50 aziende italiane internazionali, enti pubblici e start up, si offrono ai ragazzi strumenti veri e opportunità per garantire loro una rete di servizi che li accompagni negli studi, nella ricerca del lavoro e nel percorso di realizzazione personale con risposte concrete.

 

La carta è gratuita e scadrà solo al raggiungimento dei 35 anni. L’unico modo per ottenerla è attraverso l’app IO, disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android su Apple Store o Google Play. L’iniziativa è valida online su tutto il territorio nazionale e, dopo aver scaricato l’app IO dei servizi pubblici, attivare la carta è molto semplice. È necessario effettuare l’accesso con SPID o CIE, in seguito si entra nella sezione portafogli e infine si può richiedere la carta inserendo i propri dati. A questo punto si potranno leggere tutte le informazioni, gli operatori e le opportunità offerte da ciascuno di essi e le istituzioni per usufruirne. Dopo pochi secondi la carta sarà attiva e compariranno tutte le sezioni disponibili e, cliccando su quella a cui siamo interessati, comparirà l’agevolazione o lo sconto di cui possiamo usufruire. Se ci troviamo in un punto vendita aderente possiamo mostrare la nostra CNG alla cassa o se stiamo facendo un acquisto online basterà generare un codice sconto, inserirlo nell’apposito campo sul sito del partner e una volta riconosciuto il codice o la carta, l’agevolazione verrà applicata all’acquisto. Le agevolazioni hanno carattere individuale e nominativo, dunque non possono essere utilizzate da chi non è titolare della carta.

 

Oltre a sconti tradizionali per acquistare libri o biglietti del treno ci sono anche tantissime agevolazioni per iscriversi a corsi di formazione per inserirsi nel mondo del lavoro, master, stage, tirocini o anche altri per migliorare le proprie competenze digitali o linguistiche. Inoltre, gli sconti sono attivabili su piattaforme di e-commerce meno tradizionali ad esempio per piantare alberi o per borracce riutilizzabili. Questa iniziativa è stata vista da molti giovani come un piccolo passo per il miglioramento del futuro giovanile. Infatti, proprio oggi, si è arrivati alla registrazione di oltre un milione di attivazioni per la carta giovani nazionale. Questa carta rappresenta una speranza d’aiuto per avere maggiori opportunità e una bussola per orientarsi negli studi e nel mondo lavorativo. Ovviamente, essendo in uso da poche settimane, la carta presenta ancora poche offerte ma con il passare dei mesi queste aumenteranno e saranno sempre più convenienti.

 

 

 

 

Link alla foto: //udineoggi.news/wp-content/uploads/2022/03/Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."

"Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza." Questa citazione di Rita Levi Montalcini ci ricorda che è necessario andar contro gli stereotipi perché ogni donna vale e può compiere grandi azioni nel mondo tramite la sua intelligenza…
La 5G Academy, la cui fruizione è totalmente gratuita, partirà a metà febbraio e terminerà a fine settembre 2022 con una particolare attenzione all'inclusività: nel nuovo bando previsti anche posti riservati a persone con disabilità. Il percorso formativo che affronteranno i 33 studenti che saranno selezionati, prevede anche moduli dedicati…

«Ci deve essere un modo migliore per fare le cose che vogliamo, un modo che non inquini il cielo, la pioggia o la terra». Così si esprime Paul McCartney riguardo la situazione in cui verte il nostro mondo oggi. Una riflessione apparentemente semplice ma materialmente complessa da attuare in una società come la nostra, in cui per anni non è stata data la giusta importanza alla grave situazione ambientale. L'uomo ha alterato l'ambiente naturale immettendo sempre più elementi inquinanti, non curandosi dei disagi temporanei o dei danni permanenti che avrebbe prodotto. In particolare, un grande fattore inquinante è l'ampia produzione e utilizzo della plastica; negli ultimi 65 anni ne sono state prodotte 8.300 milioni di tonnellate.


La plastica fa parte della nostra vita ed esistono pochi elementi della nostra quotidianità che non ne contengano neanche un polimero. Una grande quantità di plastica finisce in mare e viene ingerita da molti animali che la scambiano per pesce o plancton, minacciando l'equilibrio marino. In realtà, l'uso così massiccio della plastica è aumentato con il passare del tempo dunque, per compiere dei primi passi verso il miglioramento, se ne potrebbe ridurre l'utilizzo. Una speranza si era scorta nella possibile introduzione della Plastic Tax nel 2019, un'imposta fissa sulla vendita dei prodotti in plastica monouso e in Italia di 45 centesimi al kg, ma questa legge a causa della pandemia è slittata fino ad oggi. A gennaio 2022 la Plastic Tax sarebbe finalmente dovuta diventare operativa ma, in extremis, è stata nuovamente rimandata al 2023.


Nonostante ciò oggi 14 gennaio si vedono comunque dei piccoli ma significativi cambiamenti. Entra infatti in vigore in Italia e negli altri paesi dell'UE l'applicazione della direttiva europea Single Use Plastic o SUP, che vieta l'uso di plastica monouso, degradabile non compostabile. Possiamo dunque dimenticare cannucce e posate usa e getta, piatti, bicchieri, cotton fioc, contenitori per alimenti e per bevande. Tutti i prodotti non biodegradabili non saranno più messi in commercio né usati nella ristorazione e per i trasgressori ci saranno multe dai 2.500€ ai 25.000€ mentre, per le aziende che sceglieranno oggetti compostabili, ci saranno agevolazioni per premiare l'impegno. Nell'elenco dei prodotti banditi ci sono anche gli attrezzi da pesca contenenti plastica o usati nell'acquacultura per catturare o allevare animali marini. Le bottigliette di plastica, invece, sono ancora in commercio anche se si prevede che entro il 2025 dovranno essere costituite da almeno il 25% di plastica riciclata e bisognerà aumentare gli sforzi e gli investimenti per la raccolta differenziata e il riciclo.


Oltre l'80% dell'inquinamento degli oceani è dovuto alla plastica: è dunque un buon miglioramento l'applicazione della SUP per ridurre l'impatto delle microplastiche sull'ambiente acquatico e sulla salute umana. La SUP inoltre, se rispettata, promuove comportamenti responsabili e orienta la società verso una transizione industriale verde. Un recente studio ha messo in luce come, in Italia, il 27% delle persone già non acquistava oggetti in plastica monouso, un comportamento virtuoso spinto da una crescente sensibilità personale alla sostenibilità ambientale. Gli sforzi cui siamo chiamati sono ambiziosi ma necessari: da un piccolo cambiamento come quello introdotto oggi, si intende aumentare il sistema di riciclo fino al 90% di quanto immesso al consumo entro il 2029. La normativa introdotta pone un potente freno al proliferare dei prodotti di plastica usa e getta ma è solo uno dei primi passi della rivoluzione green che sarebbe necessaria.

 

 

 

 

Link all'immagine originale: https://www.bilimarketi.com/wp-content/uploads/2021/07/plastik-atik.jpg

Internet fa ormai parte della nostra quotidianità e ci consente di trovare e acquistare velocemente articoli di ogni genere. In realtà, lo shopping si è evoluto notevolmente negli ultimi decenni, offrendo ai consumatori più scelta e convenienza sia acquistando articoli in negozi fisici sia navigando online. Anche lo shopping natalizio si è adattato al panorama in evoluzione, insieme al Black Friday e al Cyber Monday.

 

È facile supporre che ci sia un divario generazionale tra coloro che scelgono metodi di acquisto più tradizionali o più moderni, ma in realtà la scelta coinvolge fattori che vanno dall'accessibilità e varietà del prodotto, al supporto locale e all'esperienza di acquisto. Di sicuro lo shopping online è sempre più una opzione valida e semplice a cui ricorrere ma, nonostante ciò, molti non vogliono sentirsi schiavi degli acquisti sul web e preferiscono gli acquisti fisici in negozio.

Ricorrendo allo shopping tradizionale l’acquirente può provare la merce, sentire fisicamente il tessuto, controllare il materiale e il design, acquisendo così più fiducia nell'acquisto e riducendo la probabilità di resi. Inoltre, nei negozi fisici si può ottenere il prodotto immediatamente dopo aver pagato. Ovviamente anche lo shopping online ha dei lati vantaggiosi: confrontando i prezzi dai diversi siti infatti è possibile risparmiare tempo e denaro. I clienti possono fare acquisti da casa senza dover raggiungere il luogo fisico affrontando folle e lunghe code. Sul web si presenta una grande varietà di articoli, taglie, disegni e colori e una disponibilità d’acquisto 7 giorni su 7 senza limiti d’orario.

 

Osservando i dati statistici riguardo le spese in Italia, la popolazione fino al 2020 preferiva gli acquisti online avendo come priorità il risparmio. Dunque era previsto che, entro il 2040, circa il 95% degli acquisti sarebbe stato online. Si prevedeva ciò soprattutto perché i siti di e-commerce potrebbero offrire le stesse esperienze del negozio fisico con l'aiuto della tecnologia. Ad esempio si potrebbero vendere prodotti online con l'aiuto di app AR con le quali i clienti potrebbero provare singoli articoli o look già pronti.

Negli ultimi mesi del 2021 però la situazione in Italia sembra diversa; oltre il 64% degli italiani sta trasferendo parte dei propri acquisti dal web ai negozi tradizionali, con una tendenza a recuperare il contatto diretto con i prodotti, nonostante la risalita dei contagi. Nelle settimane precedenti al Natale questo è emerso dai dati Istat sul commercio al dettaglio che evidenziano il primo storico calo dal 2016 delle vendite online del 3,7%, mentre si nota un recupero del 5,8% delle imprese operanti su piccole superfici. Anche la modalità degli acquisti infatti cambia ed è inevitabilmente influenzata da qualcosa di non prevedibile come il COVID-19 che circola nel mondo. Gli italiani stanno ritrovando una dimensione che non è appagata dal web e di cui hanno sentito nostalgia in pandemia. Molti vogliono recuperare il rapporto diretto e di fiducia tra consumatore e azienda. Ovviamente, questi dati risultano positivi per i venditori e per i commercianti che, sentendosi minacciati dalle vendite online, si sono visti sempre più in difficoltà, soprattutto in questi ultimi due anni di pandemia. Con un giusto equilibrio tra i metodi di vendita, probabilmente si potrebbero compiere acquisti intelligenti e convenienti, ottenendo il meglio sia dallo shopping online che da quello tradizionale.

 

 

 

 

 

 

 

Link alla foto: https://www.stile.it/wp-content/uploads/2016/12/iStock-519559345-e1482313181570.jpg

Pagina 1 di 49

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.