L’amore e il disamore

Domenica, 05 Febbraio 2012 07:51
  

Si avvicina Febbraio, il mese dell’amore, e quale modo migliore di celebrarlo se non attraverso la danza? In scena al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, non uno, ma ben tre diversi balletti, racchiusi nel titolo “L’amore e il disamore”, affrontano proprio il tema dell’amore. “Il mandarino meraviglioso” è il primo ad andare in scena, con le musiche di Béla Bartòk, coreografia e regia di Mario Pistoni e interpreti Corona Paone e Edmondo Tucci. La scenografia oscura, che richiama un’ambientazione da periferia urbana malfamata, trasporta lo spettatore nel dramma di una donna, costretta dai suoi tre aguzzini ad adescare uomini con false promesse per poi rapinarli. La Lei protagonista trasmette tutta la sua rabbia ed impotenza, mentre si muove sul palco sembra braccata come se il suo destino fosse ormai definito, senza possibilità di appello. E’ qui che entra in scena il mandarino meraviglioso del titolo, uomo ‘diverso’ dal quale Lei vorrebbe fuggire e nel quale invece trova l’amore e contemporaneamente anche la morte. E su questo stesso dualismo, amore-morte, classico dell’arte, si fonda anche il secondo balletto: “Without words” con le musiche di Franz Schubert, coreografia di Nacho Duato e interpreti principali Alessandro Macario e Alessandra Veronetti. Senza parole, la traduzione del titolo del secondo balletto, raccoglie l’essenza di questo spettacolo: il movimento dei corpi è coreografia e scenografia insieme, illumina le pareti scure e fonde i due ballerini che di volta in volta si danno il cambio nei diversi pas de deux che si susseguono sulla scena. E’ il turbinio di corpi, capace di esprimere i diversi stati d’animo che l’amore sa donare all’essere umano. I costumi ridotti all’osso e la scarna scenografia sono il contorno ideale per quest’opera che ha meritato di diritto il “Premio Bucchi” per la migliore creazione della stagione coreutica 2011. E la fluidità dei corpi nel vortice delle passioni è al centro anche del terzo balletto: “Francesca da Rimini”, con le musiche di Caijkovskij, la coreografia e la regia di Alessandra Panzavolte ed interpreti principali Giovanna Spalice e Alessandro Macario. L’ ‘anima affranta’ di Francesca è non solo protagonista del balletto, ma il vero e proprio occhio attraverso il quale lo spettatore osserva la scena. E così una delle più note vicende amorose della letteratura diventa anche spunto di riflessione sulla violenza di genere, perpetrata dal marito su Francesca che, preda degli eventi, come la Lei del primo balletto, viene privata della possibilità di scegliere chi amare. L’inizio del balletto richiama la fine: il movimento continuo rende perfettamente ciò che Dante ha descritto nel V canto della Divina Commedia. Nella sua bellezza ed infinita tragicità, l’incontro amoroso è dolce e delicato, ma l’acme vero e proprio viene raggiunto nella scena del violento distacco forzato tra Paolo e Francesca, così ricco di pathos da lasciare senza fiato. I costumi di scena sono semplici e moderni quasi a voler rimarcare l’attualità del tema trattato che è al centro anche di un incontro, promosso proprio dal teatro San Carlo. Il 28 febbraio il professor Caroli, esperto di storia dell’arte spesso ospite della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, parlerà dell’amore, l’ingresso è gratuito previa prenotazione. Altra iniziativa del San Carlo per gli innamorati è riservata all’opera “Lucia di Lammermoor”: per la rappresentazione del 14 febbraio il San Carlo offre la Card you&me, due biglietti al prezzo di uno. Parafrasando questa iniziativa: porta chi ami a teatro!

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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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