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Il Maestro e Margherita

Venerdì, 06 Aprile 2012 21:56
  

Un mattino il Diavolo, sotto le vesti di un forestiero di nome Woland, appare a due conoscenti che stanno discorrendo a proposito dell’esistenza di Dio. Il demonio afferma di aver discusso con Kant e di aver assistito nientemeno che al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato. All’improvviso avviene un incidente tramviario e il Diavolo fugge, seguito da un servo e dal famigerato gatto nero di cui parla una bolla di papa Gragorio IX.

Il Maestro e Margherita è un romanzo popolato da moltissimi personaggi e ricco di episodi in cui si fondono quotidiano, storia e magia. Bulgakov racconta una parte importante della sua storia personale attraverso quella del poeta (il Maestro) senza editore e senza pubblico - quella cioè di uno scrittore che non si piega alla censura -, ma anche quella di una società russa degli anni Trenta, che vive nel vuoto della sua nullità, animata soltanto dallo splendore dell’oro e che si lascia illudere e impressionare dalle belle parole di un cialtrone - nel 2012 l'Italia non mi pare faccia qualcosa di diverso!

Tutto il libro è un alternarsi di presente e passato. La vita dei personaggi è scandita da tre grandi temi religiosi - il colloquio tra Gesù e Ponzio Pilato, la Passione e l’assassinio di Giuda – raccontati dalla voce del Diavolo in persona e quindi rivisitati e corretti rispetto alle versioni a noi note.

Sogno e realtà, satira e tragedia, farsa e realismo, allegria ed orrore si mescolano insieme a creare episodi a volte anche confusi, dai quali però traspare sempre il pensiero dell’autore: l’uomo è inesorabilmente attratto dal Male ed è consapevole delle “circostanze” che lo spingono ad agire per esso; ma allo stesso tempo, l’uomo non è responsabile di queste “circostanze” e il libero arbitrio farà pendere la sua anima da una parte o dall’altra.

Il teatro assume un'importanza fondamentale, poiché per lo scrittore è sì una farsa della realtà, ma anche il mezzo che Woland usa per smascherare la meschinità umana e permettere a chi merita di essere salvato. Il Male che lavora per il Bene.

Un romanzo sempre attuale, in cui Bulgakov non nasconde la sua rabbia verso la censura, il governo dell’Urss e la scarsa moralità dei suoi concittadini, dovuta a quello che egli definisce il male peggiore: la codardia, poiché l’uomo nemmeno prova a combattere il Male.

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"Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le più illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro..." A. Einstein

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