Crisi climatica: le soluzioni del Project Drawdown

Sabato, 25 Giugno 2022 08:39
  

Il cambiamento climatico è un problema serio e lo stiamo notando più che mai in questo periodo di caldo anomalo e di eccessiva siccità. Tutti questi fenomeni che hanno iniziato a colpire anche il nostro Paese sono campanelli d'allarme della crisi climatica che si aggrava sempre di più e che abbiamo a lungo ignorato. Nonostante si parli molto di questo problema, ancora in pochi sanno quali sono le azioni decisive per contrastarlo. Spesso si ricercano metodi innovativi per contrastare il disastro climatico ma i ricercatori di Project Drawdown ci mostrano che abbiamo già le soluzioni.

 

Project Drawdown è un progetto fondato nel 2014 da Paul Hawken che dà il proprio supporto nel raggiungimento del “drawdown” ossia del punto nel futuro in cui i gas serra nell’atmosfera inizieranno a diminuire. La peculiarità di Project Drawdown è che le soluzioni presentate sono tutte sviluppate per settore e realizzabili immediatamente. Ogni soluzione presentata è economicamente realistica e viene illustrata in due scenari diversi: il primo prevede un aumento di temperatura di 2°C entro la fine del secolo, mentre il secondo limita l’aumento a +1.5°C nello stesso periodo.

 

Dalle analisi condotte dal Project Drawdown è nato un libro, un atlante mondiale di 100 soluzioni per contrastare il cambiamento climatico e alcune di esse sono molto incisive. Sarebbe opportuno, ad esempio, gestire gli impianti di raffreddamento e i condizionatori che contengono refrigeranti chimici che riducono lo strato d’ozono. Un rimedio utile sarebbe anche la creazione di parchi eolici e di impianti fotovoltaici su scala industriale. La maggiore riduzione delle emissioni di CO2 deriverebbe dall’incremento dei parchi eolici finalizzato a produrre il 22% dell’energia globale, in confronto al 4% attuale. Questa soluzione permetterebbe di risparmiare l’emissione di grandi quantità di gas. Una soluzione efficace per contrastare il cambiamento climatico è anche lo sfruttamento dell’energia solare con pannelli fotovoltaici, che permetterebbe di ridurre tra le 42 e le 119 gigatonnellate di CO2. Sarebbe opportuno anche limitare il settore dei trasporti che produce il 13% dei gas ad effetto serra attuali.

 

Molte delle soluzioni sono applicabili direttamente da ognuno di noi ogni giorno; è importante ad esempio la diminuzione dello spreco di cibo: un terzo del cibo prodotto a livello globale non viene mangiato dunque sussiste un enorme spreco di risorse e un’inutile produzione di emissioni. Anche l’adozione di una dieta vegetale è uno dei piccoli passi che ogni persona può fare per essere sostenibile nella propria quotidianità e ridurre il proprio impatto ambientale. Il consumo di carne e derivati alimenta un’industria altamente inquinante, che basa la sua rendita sullo sfruttamento del suolo, sul sovraconsumo di risorse, sulla deforestazione e sulle emissioni dirette derivanti dai capi di allevamento. Un’altra delle piccole abitudini che potremmo adottare consiste nel limitare il consumo d’acqua in casa per risparmiare energia.

 

La verità è che abbiamo sempre avuto le soluzioni per invertire la rotta del collasso climatico ma manca la volontà politica di cambiare la situazione. Project Drawdown fornisce degli spunti estremamente concreti e realistici che i governi di tutto il mondo potrebbero tenere in considerazione nelle loro politiche climatiche e ambientali. Ognuno di noi, inoltre, potrebbe finalmente iniziare a fare la sua parte per migliorare la tragica situazione a cui stiamo andando incontro.

 

 

 

 

 

 

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