Diritto di aborto negli USA: annullato dopo 50 anni

Sabato, 25 Giugno 2022 08:25
  

Era il 1973 e la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva preso una decisione storica che stabiliva che la Costituzione degli Stati Uniti proteggeva la libertà di una donna incinta di scegliere di abortire.

È il 2022 e la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito il diritto all’aborto rovesciando la storica sentenza Roe v. Wade che garantiva l’aborto come un diritto a livello federale. Nonostante spesso si dica che il passato insegni e che da esso si possa migliorare, dopo 50 anni negli Stati Uniti il passato invece ritorna in vita. Se storicamente la Corte ha spesso ribaltato le sentenze per ampliare i diritti, questa volta li ha ridotti.

 

La Corte Suprema, composta soprattutto da giudici conservatori, ha rovesciato con 6 voti a favore e 3 contrari la sentenza che riconosceva l’aborto come un diritto negli Stati Uniti. Adesso saranno i singoli Stati a decidere in autonomia se mantenere o vietare il diritto di interrompere una gravidanza. Oltre la metà degli Stati guidati da conservatori avrà quindi la possibilità di rendere l’aborto illegale. Con questa decisione gli Stati Uniti diventano una delle 4 nazioni al mondo ad annullare il diritto all'aborto dal 1994 insieme a Polonia, Nicaragua e Salvador.

 

In merito all’accaduto, Barack Obama sostiene che la Corte Suprema abbia relegato una decisione personale di ogni donna alle esigenze di politici e ideologi, attaccando le libertà fondamentali degli americani. Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden crede che la Corte Suprema con questa decisione abbia messo a rischio la salute delle donne americane. In questo caso, però, non c’è un intervento del presidente che possa cambiare la decisione presa e anche il Congresso attualmente non ha i voti per cambiare il verdetto. Gli elettori dovranno aspettare quest’autunno per provare a cambiare la situazione. La decisione della Corte, per ora, non stabilisce automaticamente una legge nazionale che stabilisce il divieto di aborto. La scelta, invece, spetterà al Congresso. La legge, infatti, sarà approvata a novembre solo se si presenterà una maggioranza di repubblicani anti-abortisti (una legge ha bisogno della maggioranza dei rappresentanti della Camera e di almeno 60 voti al Senato e della firma del presidente degli USA).

Nonostante ciò, l’interruzione della gravidanza è già stata dichiarata illegale in Missouri e Texas ma in altri Stati come la California e New York il diritto all’aborto rimarrà e saranno accolte donne che ne necessitano anche da altri Stati.

 

Questa sentenza è in realtà un richiamo forte anche per noi in Italia e in Europa. Nel nostro Paese, per esempio, nonostante la legge 194 del 1978, in diverse regioni la presenza di molti obiettori di coscienza e la diminuzione di strutture che praticano IVG rende la situazione complicata. Anche questo ci fa capire che, se non si conquistano maggiori spazi di libertà e diritti, c’è il rischio di perdere conquiste che sembravano immodificabili.

 

 

 

 

 

 

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