John Lennon era stato deriso, ma aveva ragione

Domenica, 08 Maggio 2022 00:00
  

Domenica primo maggio, a Roma, si è tenuta una delle manifestazioni musicali più attese: il concertone a Piazza San Giovanni, organizzato da Cgil, Cisl e Uil dopo due anni di stop per pandemia. Il ritorno di questo evento atteso dal pubblico ha sancito la voglia di tornare alla normalità e in più attraverso quella piazza si è lanciato un messaggio importante: il “no” alla guerra, attraverso la voce del gruppo ucraino Go_A che ha intonato insieme ai rifugiati dal fronte Imagine

Però il nobile intento è stato accompagnato dal pensiero voluto proprio dai neocon americani in cui descrivono i russi come barbari, incivili e invasori. C’è da chiedersi se l’ex Beatle sarebbe stato d’accordo con questa narrazione.

Un dubbio amletico che non verrà mai risolto perché John è stato assassinato, tornando a casa sua, nel dicembre 1980 e quindi, non sapremo mai quale sarebbe stato il suo atteggiamento.

 

Ed è questo l’intento di questo articolo, non descrivere fatti di cronaca, o riempire, come nel nostro caso una rubrica, ma fare una riflessione.

Naturalmente non solo Lennon, ma tutta la sua generazione trovava fastidioso il fatto che per risolvere controversie internazionali si dovesse ricorrere all’uso delle armi e sentiva la necessità di dare alla storia un nuovo percorso senza guerre e sopraffazioni, a prescindere da chi avesse torto o ragione ed è per questo che molti di loro usarono la parola “amore”, non per indicare l’atto sessuale, ma per indicare quel sentimento di fratellanza e pacifica convivenza con i propri simili.

All’epoca nessuno capì questo messaggio, i giovani furono bollati e derisi come fricchettoni, perdigiorno o più genericamente hippies, ma intanto senza le loro iniziative come le marce della pace o i bed-in la guerra sarebbe stato un pericolo costante.

 

A John piaceva quell’ambiente sopra le righe e quel modo di pensare al punto che verso la fine degli anni ‘60 inziò a frequentare molti personaggi della contro-cultura come Angela Davis, John Sinclair e Timothy Leary e quando convolò a nozze con Yoko Ono diede vita prima al bagism – un sit-in pacifico che vedeva la coppia rinchiusa in sacchi , non per viltà, ma perché si udisse soltanto la voce di protesta contro ciò che accadeva in Vietnam e contro le guerra , e dopo al bed-in con la neosposa prima ad Amsterdam e poi a Montreal. Parte di queste iniziative possono essere viste nel il videoclip di Give peace a chance.

Imagine è tutt’ora il manifesto del “Lennon pensiero” e chi lo indica semplicemente come canzone comunista non capisce quali erano i propositi di John e qual era il clima che si respirava all’epoca.

 

Ed è proprio John a spiegarci la genesi di un brano immortale, di una canzone concepita come una preghiera e come un augurio a tutta l’umanità futura che non si distingua più in ragazze, sesso o religione e che finalmente sarebbe stata conscia del fatto che la pace si ottiene soltanto se c’è la volontà di porre sullo stesso piano sia la propria identità culturale che quella altrui e rendersi conto che sulla terra vivono attualmente quasi 8 miliardi di persone che devono condividere tutto ciò che hanno e che il loro agire non deve essere condizionato da una possibile ricompensa o punizione ultraterrena.

 

 

 

Immagine presa dalla Wikipedia online

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