Gli ELO ripescavano nel vecchio per dare vita al nuovo.

Domenica, 12 Settembre 2021 00:00
  

 

Si è sempre detto che gli artisti sono strani e particolari, non fanno eccezione quelli che gravitano nel mondo della musica su di cui si potrebbero dire tante cose, ma vogliamo soffermarci solo su quelli che hanno spacciato le loro idee musicali per originali nella speranza di non essere beccati con le mani nella marmellata e, qualora lo sono stati, hanno asserito che la somiglianza armonica tra i vari brani esisteva per il fatto che le soluzioni melodiche sono limitate.

 

E se un tempo erano in pochi quelli che si rendevano conto della somiglianza di pattern o della fusione di generi musicali, oggi la comparazione con internet è diventata facilissima.

Per fare un esempio di chi ha avuto la faccia tosta di proporre, in Inghilterra, in piena ondata Punk – Progressive, una mescolanza tra opera classica e il sound beatlesiano e stata l’Electric Light Orchestra, capeggiata da Jeff Lynne, che fu amata subito dal grande pubblico per quel sound strano, ma moderno di “10538 Overture” e per il fatto che gli ELO rappresentavano appieno il template di una rock band accompagnata da una stravagante orchestra sinfonica.

 

Anche la loro cover di “Roll over Beethoven” conteneva queste caratteristiche poiché il brano inizia con le note della quinta sinfonia del celebre compositore, per poi proseguire come l’aveva concepita Chuck Berry.

Il loro essere “fuori dagli schemi” li portò a registrare l’album Eldorado nel 1974 in cui vennero accompagnati da 40 elementi della London Simphonic Orchestra che rappresenta ancora oggi un la massima vetta del genere classic rock.

 

Con gli album “Face the music” e “A New World Record” si avviarono verso il pop abbandonando quel sound che li aveva resi così particolari. Ma fu con “Discovery” la consacrazione mondiale del gruppo che ormai era protratta verso le sonorità legate alla disco-music.

 

I loro brani, per l’epoca in cui sono nati, erano la novità del momento, oggi però risulta un prodotto fuori moda non più appetibile per i giovani che sono orientati verso l’ascolto di una musicaccia fatta da computer e tastiere.

 

 

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