Sugar Tax anche in Italia: nel 2022 la possibile introduzione

Martedì, 07 Settembre 2021 14:36
  

Le nostre abitudini alimentari si riflettono particolarmente sulle nostre condizioni di salute. Purtroppo si può constatare che l’Italia è al terzo posto in Europa per il tasso più alto di obesità e sovrappeso: infatti, circa il 30% dei bambini ne soffre e tra gli adulti il dato peggiora raggiungendo il 45%. Per questo motivo, nove società scientifiche e oltre trecento medici e nutrizionisti hanno scritto una lettera al Ministro della Salute chiedendo l’introduzione della Sugar Tax.

Nel testo presentato, sono anche altri i cambiamenti proposti e sono soprattutto a sostegno della salute dei bambini. Nei luoghi di ritrovo dei più piccoli si propone: di eliminare alimenti ricchi di grassi saturi, zuccheri e sali; di inserire etichette che indichino il rischio di obesità dei prodotti; e di vietare l’utilizzo dei personaggi dei cartoni animati per promuovere cibo poco sano.

 

La Sugar Tax è una tassa applicata alle bevande che contengono un alto contenuto di zuccheri come i soft drink con aggiunta di anidride carbonica e gli energy drink. La Sugar Tax o Soda Tax è già in vigore o è stata adottata in vari paesi e ha il fine di diminuire l’uso e l’acquisto di bevande zuccherine dannose per la salute. La legge, che in Italia non è stata ancora approvata, è già stata proposta più volte dal 2018 e sembra che potrebbe entrare in vigore nel nostro paese dal 1 gennaio 2022. L’importo della tassa applicata dipenderà dalla quantità di zucchero contenuta nella bibita: 10 € per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 € per chilogrammo per i prodotti predisposti per essere usati previa diluizione.

          

Questo genere di tassa produrrebbe benefici per la salute dei consumatori, diminuendo i problemi di sovrappeso e obesità legati a un’inadeguata alimentazione. Sosterrebbe inoltre anche le spese della sanità pubblica che deve affrontare e curare l’obesità, le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete. Aumentare i costi di certe bevande per diminuirne i consumi potrebbe però risultare un provvedimento anche regressivo, di cui ne subirebbero le conseguenze economiche soprattutto le classi sociali già in difficoltà. In Italia questa decisione potrebbe portare il settore al tracollo in poco tempo, creando un calo delle vendite del 16% e una perdita di 5000 posti di lavoro.

 

La tassa, infatti, è già stata abolita in Danimarca, Norvegia e Islanda perché controproducente; ai consumatori bastava recarsi nei paesi limitrofi per comprare ad un prezzo inferiore le bibite gassate. Le compagnie di questi paesi hanno preferito rientrare nei parametri fissati dal ministero della salute e solo così sono riuscite ad abbassare del 27% la presenza di zucchero nel mercato. In realtà, in molti altri paesi come la Francia, l’Ungheria e il Regno Unito, la Sugar Tax è in vigore già da anni. Qui sono stati rilevati esiti particolarmente postivi riguardo questa tassazione, che si è dimostrata una misura efficace per contrastare l’obesità e altre malattie. L’Italia, senza dubbio, necessita di un rapido intervento per migliorare le condizioni di salute generali della popolazione, ma si dovrà constatare se davvero i benefici della Sugar Tax potranno essere superiori alle perdite.

 

 

 

 

 

Link alla foto: https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/8d/32/ec/8d32ecdb8340e79259ed4df5ab11c77a.jpg

Vota questo articolo
(0 Voti)
Letto 66 volte

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.