Man in black: Stevie Wonder

Venerdì, 13 Agosto 2021 00:00
  

In estate vorremmo avere tutti la pelle nera e questo desiderio mi ha spinto a dedicare un articolo, nella nostra consueta rubrica, a uno dei cantanti di spicco della black music: Stevie Wonder.

Steveland Judkins Morris – vero nome dell'artista – nasce a Saginaw, nel Michigan nel 1950.
La sua disabilità visiva non gli impedì di mostrare, sin da subito, la sua bravura musicale: all'età di nove anni già sapeva suonare l'armonica, il piano e la batteria.

Probabilmente la sua cecità gli affinò gli altri sensi tanto che diventò un'icona della musica internazionale, uno degli alfieri della musica soul.

 

Grazie alla sua voce chiara e cristallina e alle sue qualità di polistrumentista è forse l'artista che ha saputo dare una nuova direzione al R&B americano che fino agli anni '70 era ancora ingabbiato dalla direzione artistica di Berry Gordon, padre della Motown che non si rendeva conto che anche la musica nera stava prendendo una nuova direzione e forse sarà questo il motivo per cui egli abbandonerà il timone della sua etichetta discografica e venderla poi all'MCA Records negli anni '80, ma questa è un altra storia.

 

L'uso massiccio dei nuovi sintetizzatori e di nuove tecniche di incisioni vocali diedero origine a nuovi generi musicali a tutta la musica leggera degli anni '70 e si assistette ad un'evoluzione oltre che alla "musica bianca", anche a "quella nera", come il soul, alla nascita della disco music e della musica elettronica di cui proprio Stevie Wonder fu uno dei pionieri.

Naturalmente si fece apprezzare prima come session man – sia in studio di registrazione che sul palco – ma già a 13 anni raggiunse le vette delle classifiche di Billboard con la famosissima "Fingertips" e chiunque incrociava il suo cammino artistico rimaneva affascinato dal suo straordinario talento. Anche la critica musicale ha saputo valorizzare le sue doti: grazie ai sui 25 Grammy Awards vinti, figura ancora oggi nella top ten dei migliori artisti di sempre.

 

Forse il miglior riconoscimento l'ha ricevuto dalle mani del presidente Barak Obama, che in una platea gremita, nel 2009, gli ha consegnato il Premio Gershwin.

 

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