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Oscar: dal 2024 più inclusione di minoranze, ma anche polemiche...

Lunedì, 14 Settembre 2020 08:56
Oscar: dal 2024 più inclusione di minoranze, ma anche polemiche...
  

And the Oscar goes to...

Una frase che fa sognare ed emozionare ogni amante del cinema. Ogni anno, generalmente verso la fine di febbraio (o l'inizio di marzo), si tiene la cerimonia di assegnazione dell'iconica statuetta d'oro per miglior attore e attrice (protagonisti e non), miglior film straniero, regia, sceneggiatura, fotografia, costumi, colonna sonora, effetti speciali, ecc., non prima di aver assistito allo scintillante red carpet, con la sfilata di tutti i divi di Hollywood e non.

Dal 2024, pare, le cose cambieranno. Da alcuni anni, infatti, la cerimonia degli Oscar è accompagnata non solo dal glamour, ma anche da alcune proteste riguardanti il predominio di individui bianchi e maschi nell'Academy (of Motion Picture Arts and Sciences, l'ente organizzatore del premio) e tra i premiati, a discapito di donne, disabili, individui LGBTQ+ e minoranze etniche.
Si è perciò pensato di introdurre alcune regole per favorire l'inclusione nel più prestigioso premio cinematografico al mondo.
Dal 2024, dunque, le pellicole che saranno candidate per l'Oscar al miglior film dovranno rispettare delle quote di inclusione e diversificazione per quanto riguarda la trama, i protagonisti, il cast e gli addetti alla produzione e promozione del film.

Nello specifico ci sono 4 criteri, che cercheremo di riassumere brevemente.
1) Il film deve avere tra i protagonisti o personaggi principali almeno un attore appartenente a un gruppo etnico sottorappresentato (afroamericani, indigeni, nativi dell'Alaska, ispanici, latini, asiatici, mediorientali, nordafricani, ecc.); in alternativa almeno il 30% di chi recita in ruoli secondario o minori deve essere donna, appartenente ai sopracitati gruppi etnici, definirsi LGBTQ+ e/o avere disabilità cognitive o fisiche (devono essere rappresentate almeno due di queste categorie).
2) I requisiti di inclusione del punto 1 devono essere rispettati nel settore della troupe (regia, montaggio, truccatori, parrucchieri, scenografi, ecc.)
3) Il film deve prevedere l'accesso a possibilità di stage o apprendistato retribuito per le persone delle stesse categorie.
4) I criteri di inclusione già descritti devono essere rispettati anche per quanto riguarda il settore del marketing, pubblicità e distribuzione della pellicola.

Appare subito chiaro che il rispetto dei criteri 2, 3 e 4 può essere estremamente facile da ottenere. Per quanto riguarda il punto uno la situazione si fa più problematica. Infatti, mentre alcuni si sono subito dichiarati favorevoli a questa regolamentazione, sostenendo di poter così raggiungere la giusta inclusione e rappresentazione per tutte le categorie di esseri umani, altri si rivelano scettici riguardo il grado di inclusione che effettivamente si otterrà e soprattutto rivelano preoccupazione per quella che sarà poi l'effettiva libertà creatrice e di espressione nel cinema d'ora in poi. In altre parole, il dover rispettare a tutti i costi questi criteri si rivelerebbe dannoso e limitante per il processo creativo e la varietà di trame e storie nel film.

Voi che ne pensate? Siamo di fronte ad una svolta epocale?




Link alla foto: https://www.tomshw.it/culturapop/premi-oscar-2020-tutti-i-vincitori/

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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