LITORALE DOMITIO, BAIA VERDE: LA STORIA DELLA BATTAGLIA MAI INIZIATA

Martedì, 08 Settembre 2020 07:27
  

Il semaforo è perennemente lampeggiante ed indica di svoltare a sinistra per andare a “Baia Verde”, per i più semplicemente una parte di Castel Volturno e per altri il luogo dell’omicidio di Domenico Noviello.

Qui l’aria non cambia mai, qui le strade sono sempre le stesse. Una ossessiva condanna. Una eterna violenza, che il territorio subisce da anni, sotto gli occhi di tutti. Trame tenebrose, soldi mal gestiti ed un mare che chiede pietà. Il bar è sempre lo stesso, qualche negozio sopravvive, ma il resto è una realtà depressa, che non scompare solo per il sopravvivere della popolazione locale.

Una volta arrivati a mare non c’è niente di confortante e l’unica cosa che si può implorare è la verità, contro uno scenario di bugie ed ipocrisie politiche. Spiagge libere deturpate, abbandonate, sede di vere e proprie discariche. I giovani festeggiano l’estate, senza avere rispetto di ciò che li circonda. Tavoli di plastica usati per bravate notturne, bottiglie di alcolici, scarpe, scarti edili, legno, metallo. Ancora, strada circostante, originariamente nata per consentire di passeggiare per arrivare al mare, luogo di rifiuti di tutti i tipi, sterpaglia incolta e siringhe.  Proseguendo si arriva ad una altra spiaggia libera, di proprietà dell’Oasi dei Variconi, il cui accesso è bloccato da migliaia di sacchetti e copertoni. Un colpo non solo agli occhi, ma anche al cuore.

Dov’è la politica, ma prima ancora cos’è la politica in questi territori? Accaparrarsi dei voti, promettendo dei bidoni sulle spiagge, che dovrebbero essere servizi primari garantiti ai cittadini?

Si specula e si rimanda. Si gioca al teatrino del “non abbiamo i soldi” o del “non dipende da noi”, uno sproloquio pleonastico ormai.  Partendo dal bidone mancante si arriva al mare inquinato, dal mare inquinato si arriva al bidone mancante. Da qualsiasi punto di vista si guardi la situazione, la conclusione è sempre la stessa. Sono state tante le iniziative di pulizia delle predette spiagge, ma restano atti vani, fini a sé stessi, nel momento in cui le istituzioni sono completamente assenti.

La tutela del mare, l’educazione ambientale, veri punti cruciali del territorio, sono all’ultimo posto di una irreperibile scaletta di priorità dell’Amministrazione.

Perché in questi territori non si valorizza il territorio rendendolo un posto di villeggiatura pulito e accessibile a tutti e perché non si controllano gli sversamenti negli impianti di depurazione. Le vere domande da porsi sono queste e soprattutto è necessario chiedersi perché non si è mai manifestato un concreto interesse per riqualificare la zona in modo tale da arrivare a dei risultati visibili.

Oggi la situazione è immobile, come un villaggio incantato dove le organizzazioni criminali regnano, i migranti vengono sfruttati, le persone svendono per cercare un mare e un posto migliore e le associazioni del posto continuano a combattere. La Regione Campania non si assume le sue responsabilità, nonostante i cittadini siano stati molto pazienti, abbiano tenuto a bada l’olfatto e la vista, oggi il degrado pluridecennale non si riesce più a tollerare.

I FESR svaniti nel nulla, insieme ai Regi Lagni. Come per magia.

Oggi i giovani scappano perché non hanno opportunità oppure trascorrono dei giorni sguazzando nella loro comoda indifferenza e se ne vanno.

Qualcuno vuole restare, ci prova a restare, ci prova a non guardare, ma qui anche il sole quando tramonta fa fatica a rinascere.

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Ultima modifica il Martedì, 08 Settembre 2020 07:42
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Giulia Compagnone

Nata a Napoli,frequenta la facoltà di giurisprudenza. Da sempre innamorata della sua meravigliosa città, nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni. Ogni giorno cerca di impegnarsi , di lottare per lei, attraverso azioni pratiche e attraverso la sua scrittura. Non finisce mai di stupirsi di quanto possa dare questa città, malgrado sia un vero e proprio paradiso abitato da diavoli.Ama la cultura e tutto ciò che è legato ad essa ,ha uno spiccato senso civico ed è appassionata di musica e di danza.

Le due sue citazioni preferite sono:" raccontare le cose come stanno vuol dire non subirle" di Roberto Saviano e " vi sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale,un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre" di Oriana Fallaci.

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