Il gioco rivoluzionario della moda e di Alessandro Michele

Mercoledì, 02 Settembre 2020 17:10
  

Ultimamente si è sentito molto parlare di “body shaming” e di Armina Harutyunyan. Armina è una delle nuove modelle Gucci e risultato perfetto del lavoro del direttore artistico Alessandro Michele. Probabilmente in questi giorni saranno aumentati a dismisura i follower dei due personaggi su Instagram, così come un seguito più generale e meno vincolato ai social. Che sia “body shaming” o meno, tutti stiamo facendo il loro gioco (e ben venga!).


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Tendiamo spesso a dimenticare che ogni epoca ha le sue tendenze (evidentemente dalla nostra storia non impariamo nulla) e questo è il momento  “difetti” se così si possono chiamare.

Per anni abbiamo assistito a modelle formose e con le caviglie sottili, strette in vestiti che le avvolgevano mostrandone le curve, successivamente siamo passati a donne che incarnavano una concezione culturale (perché ricordiamo che tutte le idee di bellezza, eleganza e così via, sono vincolate ai popoli e alla loro cultura) di eleganza, come Audrey Hepburn, per poi arrivare agli anni ’90 e alle top model, che hanno mantenuto fermo il target per circa vent’anni, mostrando anche corpi ultrasottili (molto probabilmente resi tali anche grazie all’uso di sostanze, siamo sinceri!).
Ed ora è arrivato il momento dei “difetti”: forse anche perché dopo l’epoca delle grandi Kate Moss, Cindy Crawford o Naomi Campbell, in che modo la moda (scusate l’allitterazione), avrebbe potuto riscattarsi o quanto meno evolversi?! 
Dall’italiana Milena Podda a Chantelle Harlowe, da Anna Cleveland a Brunette Moffy o Ashley Graham, senza dimenticare Ellie Goldstein, la modella con la sindrome di down che a diciotto anni è già una modella affermata.

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Così, Alessandro Michele rivoluziona i canoni della moda e la riporta al “popolo”. La moda non è solo per ricchi, ma è appartenenza. Gucci si carica di forze nuove e diventa anche un trampolino per coloro che hanno voglia di riscattarsi. Ovviamente non tutti possono permettersi la borsa Gucci e l’acquisto dei prodotti rimane vincolato a gruppi d’individui limitati, ma il senso di appartenenza che ne deriva si amplia, ottenendo consenso e permettendo alle persone di potersi sentire parte di un progetto più grande, contrastando il rigetto dai parte dei più.

La moda non è solo la borsa o la giacca che fa tendenza, ma è qualcosa di più.


Inoltre, non bisogna dimenticare che l’odio nasce perlopiù da un forte sentimento di invidia e d’insoddisfazione: quindi forse, prima di attaccare qualcuno per il suo aspetto o in generale le sue azioni, fatevi domande su voi stessi. Non credo sia importante quanto queste modelle siano belle o meno, non è di certo lo scopo di Michele, o almeno crediamo, è importante quanto la loro presenza visiva sia forte (e rivoluzionaria) e soprattutto non dimentichiamo di come queste modelle, con tutti i loro “difetti” siano riuscite a sfondare: non importa quali siano stati i mezzi; ce l’hanno fatta!

 

 

 

Link ad una delle campagne Gucci, “Epilogo”:

https://www.gucci.com/it/it/st/stories/runway/article/epilogue-looks-gallery





L
ink alle foto: https://d.repubblica.it/moda/2020/05/25/news/alessandro_michele_racconta_il_nuovo_corso_di_gucci_dopo_il_coronavirus-4733248/
https://www.corriere.it/moda/20_giugno_30/ellie-goldstein-modella-la-sindrome-down-campagna-gucci-disabilita-non-limite-772a6fb2-bad6-11ea-9e85-8f24b6c04102.shtml

https://www.instagram.com/p/CDHIp4fMqEo/

Ultima modifica il Giovedì, 03 Settembre 2020 07:32
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