L'iconicità delle opere di John Rankin in mostra a Milano

Venerdì, 15 Novembre 2019 18:53
  

  Probabilmente ciò che ha caratterizzato maggiormente il mondo contemporaneo e che è entrato nelle vite di quei giovani ragazzi nati nel dopoguerra e che si è tramandato di generazione in generazione sono le pubblicità.

L’arte si muta, si sdoppia e si allontana dal culto mitico della copia “unica e originale” e nasce un nuovo tipo di arte, per tutti – o quantomeno per una buona parte della popolazione mondiale -, fruibile e accessibile, che probabilmente deve molto alla nascita della fotografia: si tratta della pubblicità. Slogan, immagini, musiche, simbologia e oggetti entrano nella testa degli individui divenendo dei capisaldi, come le pubblicità storiche della Coca-cola o i Caroselli in Italia –non dimentichiamoci delle pubblicità della Kodak con l’alieno Ciribiribì o quella storica della Tassoni, la stessa da sempre – e creando una cultura generale alla quale non si può – e forse non si deve – sfuggire.

A conquistarsi negli ultimi anni un ruolo di prim’ordine all’interno di questo mondo è John Rankin, che incarna, nella sua totalità, questa forma di arte. Fotografo e artista poliedrico, ha fondato giovanissimo, nel 1991, la rivista Dazed & Confused, dedicata alle novità ed alle nuove tendenze nell’ambito della moda e del costume - https://www.dazeddigital.com - e ha conquistato il mondo della pubblicità con la sua agenzia RANKIN.

 

   Rankin vive a Londra, con sua moglie, ma la sua arte arriva dappertutto e ora si trova ad Amsterdam, con una mostra, Naked, dall’11 novembre al 17 dicembre e a Milano, con la mostra From portraiture to fashion, fino al 24 febbraio 2020. Questa personale esposta alla galleria 29 ARTS IN PROGRESS di Milano segue un percorso piuttosto innovativo: intende ripercorrere un po’ tutte le varie fasi della sua fotografia e lo fa mutando ben tre volte in occasione degli eventi che si terranno nel mondo milanese in quel periodo: il Vogue Photo Festival, il Fashion Film Festival, a novembre, e la Milano Fashion Week di febbraio. Si è conclusa, infatti, da qualche giorno la prima fase della mostra, i ritratti, per entrare ora nel vivo delle sue opere più concettuali, per poi giungere alle opere più strettamente legate all’ambito della moda.

   Rankin riesce col suo lavoro a dare alla pubblicità quel senso artistico che molti snobbano, considerandola “arte di ripiego” e divenendo fotografo ed editore riesce a muoversi all’interno dell’industria occidentale con una libertà, creativa e non, sempre più difficile da raggiungere, riuscendo a fare dell’underground, specialmente con la sua rivista, qualcosa che possa arrivare a tutti e che diviene iconico.

Per cui andate a Milano a vedere le opere di quest’artista e magari fate un salto anche al suo sito, ne rimarrete affascinati.


29 ART IN PROGRESS

Via San Vittore, 13, Milano (MI)




Immagini tramite vivimilano.corriere.it

Ultima modifica il Sabato, 16 Novembre 2019 13:50
Vota questo articolo
(0 Voti)
Letto 63 volte
Altro in questa categoria: « Le decostruzioni di Guy Bourdin.

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.