El Camino: il film di Breaking Bad non convince...

Domenica, 13 Ottobre 2019 07:45
  

Era il 29 settembre 2013 quando (in America) andava in onda l’ultima puntata di Breaking Bad. Cinque stagioni che sono passate alla storia, amatissime da milioni di spettatori. Al punto che, quando nel novembre 2018 The Albuquerque Journal annunciò l’inizio di alcune riprese nella zona per un film tratto dalla serie, i fan andarono in visibilio.
E il film si è fatto ed è stato distribuito su Netflix lo scorso 11 ottobre. El Camino è un sequel che promette di mostrare la fuga di Jesse Pinkman (Aaron Paul), non senza flashback che riportino a momenti importanti della serie.

Il risultato, però, non è dei migliori. All’inizio del film Jesse è, come già detto, un fuggitivo. Alla fine? Ugualmente un fuggitivo. E nelle due ore di film che succede? Non molto, in realtà. Anzi, pochissimo.
Nel “presente” – parliamo del 2013 in cui Jesse fugge dopo la sparatoria organizzata da Walt (Bryan Cranston) – il nostro protagonista si rimette in sesto, recupera dei soldi e organizza il proseguimento della sua fuga. Tutto qui.
A riempire la pellicola sono numerosi – e lunghi – flashback riguardanti il periodo in cui Pinkman è stato prigioniero di Todd (Jesse Plemons) e la banda dello zio.
Vi sono poi due flashback che hanno il sapore di essere stati messi lì giusto per autoreferenzialità: il primo è quello in cui si vede Walter White consigliare a Jesse l’iscrizione al college, quando la loro impresa era ancora agli albori; il secondo vede un rapidissimo scambio di battute tra Jesse e Jane (Krysten Ritter).

Il problema è che questi flashback che costituiscono gran parte del film non aggiungono o rivelano particolari fondamentali alla storia del nostro spacciatore. Sembrano, anzi, quasi scene tagliate dalla serie proprio perché non rilevanti.
Per quanto riguarda la fuga di Jesse nel “presente”, questa poteva essere tranquillamente inserita in un’ulteriore puntata del telefilm (cioè in un prodotto di breve durata).

Ad aggravare la situazione c’è la totale assenza di familiarità e legame estetico, artistico e “di atmosfere” tra il film e la serie di cui è sequel: sembra di assistere ad una storia totalmente diversa, in cui anche i personaggi sono radicalmente cambiati rispetto a ciò che erano nello show.

Altro piccolo dettaglio: il titolo. Il film prende il nome dall’auto con cui Jesse fugge, la Chevrolet El Camino inizialmente appartenuta a Todd. Ciò porta a credere che quest’auto abbia un ruolo determinante nella storia – come pure la scena di Skinny Pete (Charles Baker) interrogato dalla polizia che si vede nel trailer portava a credere che nel film la polizia avrebbe avuto un ruolo importante nella fuga di Jesse, ma non è stato così. In realtà, Jesse, proprio nei primi minuti del film, dopo aver raggiunto la casa di Badger (Matt L. Jones) e del sopracitato Skinny Pete, la lascia lì e ne prende un’altra. Certo, la El Camino appare nel flashback con Todd, ma non ha nessun ruolo importante.

In conclusione, siamo quindi autorizzati a dire che il primo film prodotto, scritto e diretto da Vince Gilligan sia stato un flop?
“Peccato, non hai vinto. Ritenta!”




Link alla foto: https://www.news18.com/news/movies/el-camino-a-breaking-bad-movie-review-aaron-pauls-performance-aside-film-is-a-big-letdown-2342947.html

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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