Welcome back to Twin Peaks

Sabato, 27 Maggio 2017 12:58
  

Finalmente è accaduto.

 

Twin Peaks è qui, e la sensazione è un po' quella di Edna Caprapall quando Bart va alla scuola militare:«Accarezzi un sogno così a lungo che quando poi si realizza non sai che dire...»

 

Ma ci proveremo comunque.

 

Avevamo lasciato – non voglio nemmeno calcolare quanti anni fa – Cooper insanguinato fissare Bob nello specchio, sconcertati e pieni di domande:

 

Twin Peaks 3b

 

che ne è stato del vero Dale? Il progetto Ghostwood si farà? Che è successo a Annie/Audrey/Nadine/Leo/il Maggiore Briggs/Personaggio random? Chi è Diane? Beh, da ieri sera anche qui in Italia, la nebbia ha iniziato a diradarsi.

 

Davvero?

 

Twin Peaks 3c

 

Se non altro, nel corso dei due episodi trasmessi da Sky Atlantic, abbiamo rivisto molti di quei personaggi che avevamo imparato ad amare, a cominciare dall'Agente Cooper (ivi compreso il suo doppelgänger), il misterioso Gigante, Ben e Jerry Horne, Log Lady, e naturalmente Laura. Ad occhio e croce pare che Hawk, personaggio da sempre interessantissimo, avrà un ruolo più importante, avvalendosi di quel bagaglio di conoscenze della sua gente che, nelle due stagioni precedenti aveva fatto solo intravedere.

 

E a questi volti conosciuti, se ne affiancano altri totalmente nuovi, il cui coinvolgimento ancora non è del tutto chiaro – e ci mancherebbe altro! – dopo due sole puntate. La narrazione di Lynch procede infatti a scatti, in maniera volutamente disarticolata (una strategia narrativa a cui, sul piano del significante corrisponde la parlata disarticolata degli abitanti della Loggia Nera), presentando una serie di quadretti separati tra loro, ma allo stesso tempo proponendo alcuni bruschi scatti come nel caso del ritrovamento del primo cadavere. Nelle prossime puntate capiremo sicuramente cos'è che lega Twin Peaks a Buchorn, in South Dakota nonché a New York e Las Vegas, ma ciò che già da ora è lampante è che il Male con la "M" grande ha abbandonato i confini della provincia, così rassicurante e così terribile al tempo stesso, per estendersi e arrivare virtualmente ovunque.

 

Parallelamente, il soprannaturale – o meglio – il surreale, che Lynch ha introdotto in maniera graduale nelle prime due serie, dandoci il tempo di "digerirne" l'idea un po' alla volta, è qui onnipresente, palpabile sin dal primo frame. Ci viene sbattuto in faccia ad ogni piè sospinto, in una sorta di continuità ideale con quanto visto finora, sottolineando quell'idea di essere ormai dall'altra parte dello specchio.

 

Twin Peaks, opera capace di cannibalizzare prodotti e narrative differenti e apparentemente inconciliabili, si configura, per quanto visto finora, come un prodotto giocato su fortissimi dualismi (bene e male, bianco e nero, vita e morte, ecc...), ma anche sul loro eventuale superamento e reciproco sfocamento, esemplificato dalla figura di Laura:«I am dead. Yet I live.» Due puntate sono sicuramente poche per capire dove andrà tutto ciò, ma la sensazione è che Lynch ci stia portando da qualche parte (il confronto tra i due Cooper?) per poi sconvolgerci con qualche colpo di scena o aprire qualche filone narrativo del tutto nuovo e inaspettato.

 

Nel frattempo,

 

Twin Peaks 3d

 

«Woe to those who behold the Pale Horse...»

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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