"I Bastardi di Pizzofalcone": cliffhanger all'italiana

Martedì, 07 Febbraio 2017 10:49
  

DISCLAIMER: Non ho letto i libri, quindi mettiamo subito in chiaro che in questo articolo non ci saranno paragoni tra la carta stampata e la serie TV, ma si parlerà solo di quest'ultima.

 

Che dire de I Bastardi di Pizzofalcone? Dimentichiamo le periferie senza possibilità di redenzione di Gomorra per tuffarci nella Napoli dei palazzi storici: delle larghe scalinate e dei panorami mozzafiato, delle ampie corti e degli appartamenti eleganti.

 

Già, pure troppo...

 

Forse proprio nel tentativo di prendere quanto più possibile le distanze dalla serie targata Sky, lo sfarzo e il lusso sembrano essere ovunque (o quasi): anche nei vicoli, le case traboccano di oggetti di design, opere d'arte, e quant'altro. Stesso discorso riguarda la fotografia: se in Gomorra i toni erano lividi, con una forte tendenza al grigio, qui si insiste sui classici colori da cartolina, con l'azzurro del mare e del cielo e i colori brillanti dei palazzi a farla da padroni.

 

Gradevole anche la colonna sonora, specialmente le sottolineature che si assestano su registri più malinconici; mentre la regia, benché non offra nulla di indimenticabile o di innovativo, riesce a rendere appieno il fascino del setting.

 

«Bella forza, – potrebbe obbiettare qualcuno – parliamo di uno dei luoghi più incantevoli di Napoli! Non devi essere Stanley Kubrick per restituire la bellezza di Pizzofalcone!» al che rispondo: provateci, allora, a far sembrare il Centro Direzionale un luogo più vicino all'America che a Poggiroeale, e tutto sommato piacevole.

 

Al di là del dato tecnico, IBDP non convince del tutto: in primo luogo le puntate si somigliano un po' tutte, seguendo pattern narrativi sempre simili; certo, a volte il colpevole è proprio l'ultimo che ci aspettavamo, ma il fatto che spesso venga scoperto con dinamiche da poliziesco della Settimana Enigmistica la dice lunga. Niente di eccezionale nemmeno i dialoghi, che, anzi, a volte risultano un po' scontati e privi di mordente, come quando il papà di Alex le suggerisce candidamente di trovare un uomo a posto e fare tanti figli per essere felice.

 

IBDP2

 

Il che ci porta ad una delle noti più dolenti, e cioè i vari subplot, che invece di essere un modo per conoscere meglio i personaggi al di fuori del commissariato o per modulare la narrazione, si perdono tra clichés vari ed eventuali, o addirittura affossano il ritmo narrativo, come nel telefonatissimo rapporto tra Lojacono e la figlia Marinella. Molto interessante, di contro, la storia di Pisanelli e dei presunti suicidi, ma – guarda un po' – è probabilmente il subplot col minor minutaggio! Magari l'assassino sarà Frate Leonardo, come tutti pensano, ma anche una cosa scontata può essere raccontata adeguatamente, no?

 

Ma ciò presuppone che ci sia una seconda stagione, cosa non sicurissima visti i ritmi blandi dell'ultimo episodio.

 

Per esserne sicuri analizziamone la fine, sorvolando sull'assurdità dell'ultima scena (non ho esperienza nel crimine, ma se rapissi un bambino, tenderei a evitare i festeggiamenti per l'anno nuovo in piazza con le telecamere e quant'altro), nonché la telefonatissima notizia del salvataggio del commissariato in zona Cesarini: i "cliffhanger" se tali possono essere definiti, sembrano buttati lì, senza un minimo di hype. Ad esempio, il fatto che la posizione di Lojacono non sia ancora chiarita e presumibilmente non lo sarà nell'immediato futuro – parliamo di uno dei filoni narrativi principali, mica dei flirt di Ottavia e Palma – meritava un di essere costruita in un certo modo, dal momento che si suppone sarà uno dei temi della prossima stagione, e invece? Buttata lì, «da qualche parte, verso 'a fine» direbbe il Reverendo Lovejoy.

 

Quindi, pollice verso per i IBDP? Beh, se vuole confrontarsi con prodotti come Gomorra o Romanzo Criminale, c'è tanto da scalare, se invece i concorrenti diretti sono le varie fiction di casa nostra, allora a Gassman & soci non manca molto per posizionarsi in cima.

 

IBDP3

 

Come se davvero stessero a Pizzofalcone...

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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