Get back: torniamo al vinile

Venerdì, 27 Gennaio 2017 17:22
  

Viviamo, dal punto di vista tecnologico, in una epoca meravigliosa e allo stesso tempo ricca di contraddizioni: oggi, solo con un tocco di dita, possiamo leggere un libro comodamente sul tablet o sul telefono, possiamo vedere un film in streaming e sentire i nostri brani preferiti ma, stranamente, per quanto riguarda l'ascolto della musica, c'è voglia tornare ad uno strumento vintage: il vinile!

 

Negli ultimi 50 anni abbiamo fruito della musica utilizzando cassette, cd, in formato mp3 e flac, ma con l'avvento di internet sembrava che tutto ciò che fosse analogico sarebbe diventato obsoleto per poi essere dimenticato. Questa è la “generazione delle cuffiette” che vengono continuamente usate per ascoltare musica, per videochattare e per telefonare.

Certo ne è passata acqua sotto i ponti da quando è comparso il primo dispositivo portatile, il walkman, ma si sa, tutto si evolve e lo sviluppo ha trasformato quei mangianastri portatili in piccoli lettori che riescono a riprodurre l'audio in diversi formati digitali.

Però praticità non è sempre sinonimo di qualità e anzi proprio questi supporti hanno portato ad un decadimento della qualità audio e nemmeno i servizi musicali in streaming sono esenti da questo difetto. Ed ecco perché molti appassionati stanno riscoprendo il piacere di risentire il suono caldo del vinile, uno strumento del passato che tuttavia riesce a riprodurre tutte quelle frequenze tagliate dai Cd e dagli mp3.

Il 33 giri, riproduzione sonora quasi fedele alle registrazioni in studio, non ha semplicemente affascinato intere generazioni, ma è stato anche il supporto principale con cui si è suonata una musica in cui veniva evidenziata la qualità artistica e anzi, finché il disco ha avuto un ruolo importante nella fruizione musicale, la musica era viva: tutti potevano immedesimarsi nei propri artisti preferiti e invogliati a imparare a suonare uno strumento. Oggi invece, con l'avvento dei talent e con le indigestioni sonore che ci regala internet, la musica è diventata “usa e getta”. La tendenza è accentuata anche dal fatto che nei locali chi vuole proporre musica propria o originale è out, infatti in questi luoghi sopravvivono solo il karaoke e le cover band.
Ricordiamo le parole di Gene Simmonds, bassista dei Kiss, che a questo proposito esclamò: «Il rock è morto!».

 

La ribellione inizia sempre dal basso ed è per questo motivo che c'è un esercito di audiofili ed appassionati che ha deciso di risentire la musica nella sua prima origine, gustando il piacere di toccare il vinile, sentirne l'odore, guardare i dettagli della copertina, mettere il disco sul piatto facendo attenzione a non graffiarlo e finalmente ascoltarlo in religioso silenzio.

Il mercato si è aperto nuovamente a questa richiesta tanto che una nota casa editrice sta riproponendo la raccolta della discografia ufficiale dei Beatles in vinile.

Sarà stata una mossa azzardata?

Come mai si è deciso di partire dalla collezione del quartetto di Liverpool e non con quella di Elvis Presley o con gli album di Frank Sinatra?

La risposta è molto semplice. Solo i veri appassionati ricordano Elvis Presley per Heartbreak Hotel o per That's All Right, Mama, ma il grande pubblico ricorda il personaggio solo per il suo look,  mentre Sinatra viene ricordato per My Way, o New York, New York e non per il suo abbigliamento.

 

I Fab Four sono riusciti invece a combinare entrambe le cose: quattro adorabili capelloni con un catalogo di canzoni straordinarie che cresceva in bellezza e in complessità, oltre ogni previsione, ad ogni nuova pubblicazione.

Furono proprio i loro contemporanei, come Bob Dylan e Brian Wilson ad accorgersi del talento del gruppo. Il primo ha ricordato più volte che mentre si trovava in auto, nel 1964 in Colorado, si trovò spiazzato nel sentire che le prime 8 canzoni della Top Ten appartenevano ai Beatles, incredibili per i loro accordi scandalosi, ma accompagnate da splendide armonie vocali. Il secondo è passato alla storia per aver realizzato lo splendido Pet Sounds, ma anche, per sua stessa ammissione, per essere rimasto a letto per una depressione psicofisica causata dall'uscita di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band che gli impedì di scrivere per anni nuova musica.

 

I Beatles sono stati una forza della natura, ognuno di loro aveva qualcosa di particolare e insieme riuscirono a catturare lo spirito della loro epoca, ma la loro unicità sta nell'effetto rivoluzionario che ebbe la loro musica sul mondo circostante. Trasformarono il rock'n roll,  genere solo per adolescenti, nella forma espressiva dominante della musica pop alla fine del XX secolo e furono straordinari compositori, tanto che il loro produttore, George Martin, ribadì più volte che fu Paul a voler il piccolo assolo di tromba acuta in Penny Laine e fu sempre McCartney a cantargli il motivetto da trascrivere poi sullo spartito.
La curiosità per la musica indiana di George Harrison spinse il gruppo ad incrociare tempi, accordi e suoni della musica occidentale con quella orientale. Per questo motivo troviamo il sitar in Novergian Wood, o archi fusi con gli strumenti indiani in Within You Whithout You. In più Lennon non fu un semplice musicista che adorava il rock nella sua forma più primitiva (si pensi a come cantava a squarciagola Twist & Shout), ma a lui si devono canzoni psichedeliche come Strawberry Fields Forever e I'm the Walrus e anche un riff famosissimo: quello di Day Tripper
Di Ringo Starr si è sempre detto il tutto e il contrario di tutto, ma la verità è che ebbe una parte attiva nell'aiutare gli altri suggerendo parole, versi, titoli.

 

Il mio consiglio è quello di ascoltare gli album in modo cronologico, tenendo a mente che certe registrazioni sembrano datate, ma bisogna capire che 60 anni fa, ci si accontentava di riprodurre un brano registrato senza grossi accorgimenti e furono gli stessi Beatles a spingere lo staff degli Abbey Road studios a nuove tecniche e nuovi modi per dare al suono una direzione diversa. Furono proprio queste nuove tecniche a permettere ai Fab di giocare con i tapes loops, con le chitarre registrate al contrario, e di dare ai loro strumenti un suono più incisivo.

Quest'anno si celebrerà il 50esimo anniversario della Summer of Love che vide protagonisti i Beatles, non solo con le loro canzoni e con il loro talento, ma come  portavoce di un'intera generazione.

Tutti all'epoca volevano essere come i Beatles. 

Quando Lennon predisse che i Beatles sarebbero diventati più famosi di Gesù, certo la sua era un'esagerazione, tuttavia a distanza di tempo sono ancora freschi e loro presenza musicale è ancora ingombrante.

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