La massacrante ironia di Michele Serra ne “Gli sdraiati”

Mercoledì, 26 Ottobre 2016 00:00
  

Gli sdraiati (2003) di Michele Serra, non è soltanto l’ennesima storia di un rapporto difficile tra padre e figlio, ma è soprattutto una tagliente polemica contro i difetti della nuova generazione.

 

Le parole di Michele Serra, classe ’54, potrebbero essere le stesse di molti genitori, padri e madri, di adolescenti incalliti e adolescenti fin troppo cresciuti. Ma, bisogna ammetterlo, sebbene tinti di una lampante ironia, gli attacchi del noto giornalista italiano sono forse fin troppo esasperati.

 

Immagine 1

 

Ne è un esempio il lungo capitolo dedicato al nuovo punto vendita di una catena americana che apre in centro a Milano, la Polan&Doompy (una non troppo velata allusione al vero negozio in questione, la nota catena Arbercrombie&Fitch). L’apertura del negozio è l’espediente per un massacrante monologo sulla frivolezza dei giovani e sulla loro inconcepibile frenesia consumistica.

 

Nel romanzo, comunque, non mancano momenti in cui il sarcasmo di Serra provoca una risata di piacere, un’immedesimazione (sia nel personaggio del genitore che in quello del figlio) e riflessioni su questo atavico, complicatissimo binomio genitore-figlio.

 

Immagine2

 

Leggendo “Gli sdraiati” vi accorgerete di come, talvolta, sia più semplice cercare una mediazione, piuttosto che una soluzione a certi, chiamiamoli “problemi di coppia”. Il libro, infatti, è la storia di un percorso di avvicinamento, è il tentativo di giungere ad una comprensione reciproca, che, dopo tanto polemizzare, arriva improvvisamente.

Vota questo articolo
(2 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.