Oliver Stone e le insidie del cinema d’inchiesta

Sabato, 15 Ottobre 2016 13:36
  

La star della seconda giornata è sicuramente il grandissimo Oliver Stone, il premio Oscar è stato a Roma per presentare il suo ultimo film Snowden, la vera storia di un tecnico informatico che ha diffuso informazioni segrete circa ”programmi di sorveglianza di massa” attuati dal governo americano. In conferenza stampa Stone era molto compassato, a differenza di Tom Hanks, ma ha comunque risposto ad ogni domanda in maniera esaustiva, firmando gli autografi nel finale. Tema caldo è stato il film proiettato in mattinata, i cui facili collegamenti con il terreno politico non sono tardati a manifestarsi. Il regista ha rivelato che nessuna casa di produzione americana ha voluto finanziare il film, che è stato girato quasi interamente in Germania per evitare sabotaggi. Parole negative per Hilary Clinton, perché rappresenta l’establishment che ha provocato tensioni e cambi di regime nel mondo. Infine, si è pronunciato riguardo la sorveglianza segreta che, secondo lui, CIA e NSI hanno messo in atto al fine di controllare lo stile di vita di ognuno per creare una propaganda efficace in materia bellica e per mettere sotto scacco le potenze rivali.

Nel pomeriggio ha avuto luogo l’incontro con il pubblico, il cui format prevede 4-5 scene cult della filmografia proiettate e poi commentate dall’ospite di giornata che ne svela aneddoti e retroscena. Il Vietnam rimane il tema più iconico nel cinema del regista, che era solo un giovane conservatore patriottico quando decise di arruolarsi per il bene della patria, ma una volta sul campo di battaglia si rese conto dell’atrocità abominevole della guerra. Esattamente come Ron Kovic, il protagonista di Nato il 4 luglio, veterano di guerra che, dopo la mutilazione, diventa attivista. Alla visione della clip, Stone si commuove mentre afferma: - nei miei incubi ci sono io su quella sedie a rotelle. Racconta poi la difficoltà di sopportare le pressioni ricevute per Platoon, cult anni '80. Anche il celebre discorso di Al Pacino sui centimetri che fanno la differenza fra la vittoria e la sconfitta in Ogni maledetta domenica è in realtà ispirato ad un discorso ascoltato in Vietnam. Si è chiuso in questo modo un incontro molto formativo con un regista che ha fatto del cinema di denuncia la sua causa.  

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