Monday Vintage: Pleasantville, un piccolo capolavoro (quasi) sconosciuto

Lunedì, 10 Ottobre 2016 12:36
  

 

Potete immaginare un film in bianco e nero che brilla di colori? Eccolo: Pleasantville, USA 1998, regia e sceneggiatura di Gary Ross, interpreti principali Tobey Maguire pre-Spiderman e Reese Witherspoon pre-La rivincita delle bionde nei ruoli dei due gemelli David e Jennifer, opposti come il giorno e la notte. Pleasantville è il titolo di una serie televisiva adorata da David, ambientata in una cittadina fittizia degli anni Cinquanta, dove tutto è, appunto, piacevole e rassicurante. In seguito a un litigio per ottenere il telecomando, i due gemelli si ritrovano catapultati all'interno del mondo in bianco e nero di Pleasantville: una delizia per lui, un orrore per lei! Scoprono che la perfezione di questa realtà è data dalla sua immutabilità: la vita è una continua ripetizione delle stesse azioni, il tempo è sempre bello, non si commettono errori, non esistono emozioni forti, non esiste il sesso, non c'è un mondo al di fuori di Pleasantville – le carte geografiche non superano i confini della città e le pagine dei libri sono vuote.

L'essenza stessa dell'essere umano non è proprio la sua capacità di provare emozioni e di cambiare? È così che David e Jennifer guidano la città verso il cambiamento, e tutti gli schemi si rompono: i libri si riempiono di parole e immagini, arriva la pioggia, i giovani scoprono il sesso... e i colori cominciano ad sbocciare timidamente, trasformando cose e persone e generando conflitti sociali e ideologici.

La splendida fotografia incanta gli occhi e rende Pleasantville un film da guardare nel vero senso della parola. La sua simbologia del colore è fortemente significativa:il  bianco e nero è associato all'assenza di emozioni e di mutamento, così come al conformismo di chi non vuole vedere a più di un palmo dal proprio naso e accettare le differenze di pensiero; i colori, invece, simboleggiano la capacità di provare emozioni e la consapevolezza che l'esistenza umana è movimento, diversità, imprevedibilità, libertà di scegliere e di sbagliare. Un piccolo capolavoro che ci fa delicatamente riflettere sulla nostra esistenza, e che avrebbe meritato più riconoscimenti – ha avuto tre candidature agli Oscar ma senza ottenere nessuna statuetta. Vivamente consigliato a tutti.

  

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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