Van Gogh: i dipinti ritrovati

Sabato, 08 Ottobre 2016 00:00
  

Sono La spiaggia di Scheveningen durante un temporale (1882) e Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen (1884) i due dipinti  di Vincent Van Gogh ritrovati di recente dalla Guardia di Finanza in un locale di Castellammare di Stabia durante un'operazione anticamorra. 

 

Il valore dei due dipinti, rubati il 7 Dicembre 2002 nel Van Gogh Museum di Amsterdam - il più importante museo del mondo dedicato al pittore olandese – è stimato intorno ai 100 milioni di dollari e le opere sembrano in buono stato di conservazione , anche se senza cornice e con qualche danno.

 

Ma i dettagli del ritrovamento sono stati già ampiamente riportati in questi giorni, quello che a me preme raccontarvi qui è perché queste due opere sono così importanti e che cosa raffigurano:

 

La spiaggia di Scheveningen durante un temporale

La spiaggia di Scheveningen durante un temporale
1882

Olio su tela, 34,5×51 cm

 

 

Il pittore si recava spesso a Scheveningen, oggi la più elegante stazione balneare d’Olanda ma ai suoi tempi sobborgo marittimo dell’Aja, alla cui spiaggia arrivava rapidamente dalla sua casa.


Questo quadro fu dipinto nell’agosto del 1882. Ad uno sguardo veloce può sembrare che rientri nella tradizione della pittura di paesaggio marino, ripresa negli anni Settanta dell’Ottocento dalla cosiddetta “Scuola dell’Aja”, in realtà Van Gogh è interessato alla resa realistica dei luoghi, a coglierne l’anima. Qui la veduta è dipinta subito prima dello scoppio del temporale: le nuvole gonfie e scure si addensano, le onde si accavallano con un moto veloce segnato dalle creste bianche, la barca è in pericolo e in quella direzione si muovono le piccole figure scure delle quali possiamo cogliere l’ansia.


La precisione cromatica, la capacità analitica straordinaria, la conoscenza della prospettiva e la sua eccezionale sensibilità - che ne fece sempre uno spirito inquieto - consentono all’artista di soddisfare un’esigenza fondamentale: quella di infondere al paesaggio lo stesso sentimento delle figure.

 

Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen

 

 

Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen 
1884
Olio su tela, 41×32 cm

 

 

Nel 1883 Van Gogh tornò nella casa paterna a Nuenen, dove rimase due anni. In una lettera al fratello Theo del 1884 scrive di aver dipinto un piccolo quadro per la madre allettata a causa di un femore rotto “Ho dipinto per lei la chiesetta con la siepe e gli alberi” e accanto al testo della lettera aggiunge un piccolo schizzo in cui si vede la chiesetta tra gli alberi spogli, una siepe e un uomo con una zappa sulla spalla.


Questo dipinto, così descritto, era in realtà rimasto sconosciuto alla critica, ma la radiografia effettuata su Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen del Van Gogh Museum, aveva rivelato la prima versione del dipinto. Van Gogh le aveva eseguite infatti l’una sull’altra e il quadro in oggetto – quello rubato nel 2002 e ritrovato di recente – sarebbe dunque la versione posteriore al dipinto di cui l’artista parla nella lettera. La radiografia ne mostra precisamente le modifiche: la zappa si staglia chiaramente sulla chiesetta, spuntando al di sopra della siepe.

 

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