Napoli Film Festival: SchermoNapoli Corti giorno 1, le recensioni

Martedì, 27 Settembre 2016 06:50
  

La prima giornata del Napoli Film Festival si chiude con la presentazione della sezione SchermoNapoli Corti, una vetrina di scorci proiettati maggiormente sul sociale, sull'uomo, con le sue gioie, i suoi incubi, le sue fantasie, i suoi drammi.

 

E. Arciprete articola in 27 minuti un interessante connubio di cinema espressionista e steampunk, descrivendo con sadica minuzia il rapporto tra uomo e psiche, tra equilibrio e delirio, fino a farli intrecciare confondendo così tempo e spazio e trascinando Nathanael, giovane studente universitario, in un turbine di realtà grottesche ed inquietanti da cui è perseguitato.

 

Altra storia per La Panda, di A. Sateriale, sottilmente incisivo nel dibattito sulle piaghe del Meridione, prima fra tutte una mafia che trova espressione nei gesti più insignificanti, quelli della gente comune che porta a termine nella quotidianità un processo che, partito dall'alto, si è radicato ormai nelle terre del profondo Sud. Sateriale sa descrivere in quattro minuti, e con squisita inventiva, la tanto trattata fragilità del Meridione.

 

G. Prisco affronta il tema della sofferenza, plasmata sul grande schermo da un commovente Leo Gullotta, un nonno finito in carcere per aver acquistato un acquilone a sua nipote in un giorno di festa, un uomo ormai lacerato, trasformato dalla tristezza e dalla desolazione.

Esattamente un anno dopo, l'uomo e sua nipote tentano entambi, seppur distanti tra loro, di redimere le proprie sofferenze. Le strade intraprese sono diverse, opposte, entrambe tendenti ad una felicità troppo lontana seppur nutrita da un'ambizione sognante. Il carcere, la distanza, cancellano tutto, la speranza, la saggezza, la prudenza, ma non il sogno, l'ambizione... ovunque essa porti.

 

C.Scognamiglio ci mostra il casuale incontro di due killer, un scontro tra due intelligenze matematiche e l'improvviso, geniale scacco finale.

 

Dentro di me, di N.Mucci, mette a fuoco tramite una vicenda di femminicidio, il rapporto tra violenza e psiche, sviscerando l'innaturalità dell'omicidio, la necessità di vendetta, di reazione alla tara sociale che pone la donna in una posizione di continuo svantaggio rispetto all'uomo. Mucci fonde la poesia al folklore della lingua, espressione del contrasto tra reazione e rassegnazione facendo della sceneggiatura un intenso, profondo monologo di una donna ferita dall'amore e dalla società in cui vive.

 

Stupisce per l'eleganza delle immagini e dello stile, per la raffinatezza dell'idea Nel cappello di C. Sorrentino, un susseguirsi di colori, impressioni, emozioni sotto gli occhi di un'artista di strada, spettatore della quotidianità intensissima che si consuma in una piccola piazza, teatro delle meraviglie grazie alla ricchezza delle diversità.

 

D.Russo presenta Il primo bacio, storia di apparenze e di inganni, celati dietro al bell'aspetto ed alla bonarietà di Arturo, uomo anziano e servizievole, subdola presenza in una famiglia che lo crede sincero e che invece ignora una sua particolare, dissoluta, inaspettata devozione. La catastrofe è sempre a un passo, la scabrosità è sempre vivida, in particolare nel vedere negli stessi elementi di crudeltà, simboli di devozione e di amore assoluto: il bacio.

 

Musicamia è un capolavoro di scrittura per immagini. Non c'è infatti altro tipo di comunicazione se non quella per immagini, in un continuo, imperturbabile flusso che racconta con dociltà i pregi infiniti del fallimento. L'ambizione è racchiusa nella cornice della città partenopea, una Napoli ingabbiata dalle sue geometrie spigolose e con essa anche i sogni di un giovane disegnatore, un ragazzino, un sognatore che viene rifiutato assieme ai suoi desideri, e che troverà invece un rifugio soave, pieno di piacere rincorrendo il frutto del suo fallimento.

 

Figli di Medea, di M. Di Rosa è il ritratto di una realtà deviata, lontana dagli equilibri convenzionali, la realtà di una terra che uccide continuamente i suoi figli, che prova a mettere in fuga chi cerca la speranza pur non riuscendoci. 

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