Teatro deconfiscato: intervista al direttore artistico Giovanni Meola

Giovedì, 15 Settembre 2016 09:18
  
Inaugurata l'8 settembre con lo spettacolo L'Infame, sul tema della camorra, la prima rassegna realizzata in un bene confiscato (ex tenuta Magliulo ad Afragola) continua stasera con il secondo appuntamento, Panenostro, per terminare giovedì 22 con U Parrinu.
I tre appuntamenti, facce diverse e coincidenti della criminalità organizzata in Italia, compongono Teatro Deconfiscato, rassegna ideata e fortemente voluta dal suo direttore artistico, Giovanni Meola, a cui abbiamo rivolto le nostre domande per conoscere meglio gli intenti e le finalità artistiche e sociali del progetto.
Emma Di Lorenzo: Come hai scelto gli spettacoli che compongono "Teatro Deconfiscato"? 
Giovanni Meola: L'idea base di questo mio format era appunto di legare un luogo simbolico, come un bene confiscato alla criminalità, alla scelta di spettacoli che raccontassero, ciascuno a suo modo, le tre mafie principali di questo paese, un assolutamente non invidiabile record che deteniamo in Europa. Quindi, ho immaginato di aprire con uno dei miei spettacoli, L'Infame, la storia di un pentito di camorra un po' particolare, spettacolo che ha quasi 15 anni di vita, vari premi vinti, partecipazioni a festival e più di 160 repliche all'attivo. Mi sembrava giusto rischiare in prima persona, dato che si tratta pur sempre di una prima edizione in un territorio molto poco predisposto, purtroppo, ad iniziative culturali. Dopodiché, essendo io uno spettatore attento e onnivoro, sono andato alla ricerca di spettacoli in grado di raccontare le altre realtà territoriali criminali e così ho invitato la combattiva compagnia calabrese Ragli, che presenta Panenostro, scritto e diretto da Rosario Mastrota. Lo spettacolo racconta una apparentemente poetica e svagata storia quotidiana legata alla figura di un fornaio innamorato del suo lavoro ma che, nell'incontro-scontro con la realtà della 'ndrangheta trapiantata al nord, ha una reazione inconsulta.
Infine, ho invitato U Parrinu di Christian Di Domenico, spettacolo che sta avendo un notevole riscontro in questi ultimi anni. Vi si narra la vicenda del primo prete ucciso dalla mafia, don Pino Puglisi intrecciando cronaca e storia privata, dato che l'autore e attore conobbe di persona Puglisi, che aveva sposato i suoi genitori.
Tutti e tre gli spettacoli sono, a mio modo di vedere, portatori sani di emozioni forti in grado di smuovere, scuotere, far riflettere.
 
E.D.L.: Qual è la storia della ex tenuta Magliulo?
G. M.: I Magliulo sono la famiglia perdente nella guerra di camorra scatenatasi all'indomani della sconfitta di Cutolo da parte di tutti gli altri clan riuniti in alleanza strumentale nella Nuova Famiglia. Questa tenuta, questo manufatto che noi oggi vediamo nudo e semi-distrutto, e nel quale proviamo a portare vita ed emozioni, seppur solo per tre serate, in collaborazione col Comune di Afragola che ne è attualmente detentore ina ttesa di assegnarlo, era uno dei possedimenti della famiglia.
 giovanni meola
E.D.L.: Quanto è importante portare cultura e creare qualcosa di bello in luoghi dove per anni ha imperato l'orrore? Parliamo sia della zona che del bene confiscato. Che tipo di significato dai a questa rassegna realizzata proprio in un bene confiscato alla camorra?
G. M.: L'idea di fare qualcosa del genere mi frulla per la testa da molti anni.
In questo territorio, dove pure ce ne sono di manufatti o terreni con queste caratteristiche, non si eramai fatto nulla di simile prima. C'era stata una cosa simile anche se leggermente diversa, qualche anno fa, a Casal di Principe.
Ma, insomma, troppo poco, indubbiamente troppo poco rispetto a tutto quello che si potrebbe fare e, perdipiù, a costi contenutissimi.
Il significato di operazioni del genere può essere enorme se avrà un seguito, non dico per forza con una seconda edizione di Teatro Deconfiscato, ma con qualunque altra iniziativa gli enti pubblici e le associazioni private vogliano e sappiano mettere in moto, oppure può essere una gocciolina nel mare delle occasioni sprecate.
Il deserto culturale pressocché totale di queste terre di provincia è assordante.
Il deserto culturale di chi amministra la cosa pubblica è intollerabile.
Il deserto culturale delle agenzie formative è inconcepibile.
Ecco, per quanto si cerchi di proporre e realizzare progetti artistici e culturali, di formazione e di riappropriazione di luoghi simbolici e sottoutilizzati, il nucleo di gran parte delle problematiche legate ai nostri tempi è sempre quello, la mancanza di uno sguardo collettivo consapevole della forza e della necessità della cultura in tutti gli strati della nostra società.
E quando affermo questo non mi riferisco solo agli strati popolari ma anche a quelo della media-alta borghesia, sempre più incolta, sempre più lontana dal teatro e dalla grande letteratura.
Appuntamento dunque a stasera e a giovedì 22 settembre alle 20.45: l'ingresso è gratuito!
Per ulteriori informazioni:

http://www.virusproduzioni.it/vp/content/teatro-deconfiscato-1%C2%B0edizionehttp://www.virusproduzioni.it/vp/content/teatro-deconfiscato-1%C2%B0edizione

Ex Tenuta Magliulo (via Capri, Ponza / Afragola - NA)

giorni e orari: 8 settembre | 15 settembre | 22 settembre - ore 20:45

ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria alla mail:

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info - prenotazioni | 320 21 66 484

 
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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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