Donne e Olimpiadi in un mondo che cambia

Venerdì, 12 Agosto 2016 12:22
  

Ma quanto sono belle ed emozionanti le Olimpiadi! Da trascorrere ore e ore incollati alla TV senza accorgersi del tempo che passa. Ritrovarsi come ipnotizzati a guardare sport di cui nemmeno immaginavi l’esistenza. E dimentichi almeno per un po’ le beghe del calcio, che le milanesi hanno ormai gli occhi a mandorla e che un “traditore” ha cambiato squadra. Tra tuffi, partite di tennis, gare di atletica, duelli di scherma e chi più ne ha più ne metta, una ventina di giorni sembrano volare, col medagliere olimpico che si aggiorna alla velocità della luce, atleti che esultano per i loro successi, altri che piangono sconfitti dopo una preparazione durata 4 anni e inni nazionali che suggellano con orgoglio l’appartenenza al proprio Paese, sul tetto del mondo.

Hai davanti agli occhi cinque cerchi colorati che si incastrano a formare un simbolo che è rimasto immutato in un mondo che cambia e in cui nulla sembra durare a lungo, ma evaporare con la stessa rapidità di un like su una foto. Medaglie da baciare, momenti da incorniciare, record da stabilire. Questo e molto altro quello che i giochi olimpici regalano, ma soprattutto la sensazione che almeno per qualche giorno il mondo sia un posto meno peggiore rispetto al solito, un posto dove lo sport crea unione e non divisione, un posto che forse ha ancora qualche cartuccia da sparare per salvarsi.

 

Come in ogni evento umano che si rispetti, anche nelle Olimpiadi le donne non hanno avuto vita facile. E ti pareva! Nella prima Olimpiade della storia, Olimpia, 776 a.C., alle donne non solo non era consentito di partecipare (figuriamoci!) ma era addirittura vietato di assistere come spettatrici. Il pass era riservato alle sole sacerdotesse. Tutte le altre a casa, a sbrigare faccende domestiche e a badare ai bambini. Dopo qualche millennio la storia è cambiata. Oggi le donne sono protagoniste al pari degli uomini in tutte le discipline e il grado di emozione che sanno regalare è davvero straordinario. Atene, 1896, prima Olimpiade dell’età moderna. Una donna, Stamati Revithi, meglio conosciuta come Melpomene, è ammessa come competitrice non ufficiale e corre la maratona da sola, il giorno successivo alla gara maschile. Quattro anni dopo, ai giochi olimpici di Parigi del 1900 sono ammesse alcune atlete donne: sarà la tennista inglese Charlotte Cooper a diventare la prima campionessa olimpica della storia. Bisognerà però aspettare le famose Olimpiadi del 1936 di Berlino per una più vasta presenza delle donne, finalmente considerate al pari degli uomini, come vere e proprie atlete. E a quel punto anche l’Italia gioca la sua parte e lo fa con Ondina Valla, che si aggiudica la medaglia d’oro negli 80 metri ad ostacoli. È lei la prima campionessa olimpica italiana. La prima di molte, molte altre.

VALLA Ondina thb copia copiaMa di passi importanti nella corsa delle donne alle Olimpiadi ne sono stati fatti ancora tanti, soprattutto per quanto riguarda il mondo arabo. Storica è stata la partecipazione del corso delle molto più recenti Olimpiadi di Atlanta del 1996 dell’iraniana Lida Fariman, che ha gareggiato nel tiro a segno, una delle poche discipline che consentivano di non violare l’abbigliamento previsto per le donne islamiche dalle norme religiose, mantenendo sia il volto che il corpo coperto. In più, agli ultimi giochi olimpici, quelli di Londra del 2012, la boxe femminile è diventata disciplina olimpica  con il volto della giovane pugile afghana Sadaf Rahimi ad incarnare la grande novità. Nelle stesse Olimpiadi altro avvenimento storico è stata la partecipazione delle donne del Qatar, fino ad allora escluse.

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Olimpiadi in corso: Rio 2016. Tante, tantissime donne in rappresentanza dei propri Paesi. Storie diverse, incredibili abilità e differenze culturali. Il comune denominatore: pari dignità rispetto agli uomini. Ed era ora! Ricorderemo tutti l’immagine che ha immortalato le nostre ragazze del beach volley, rigorosamente in bikini, gareggiare contro le avversarie egiziane, di cui alcune in hijab. Unico muro tra loro, la rete che le vedeva avversarie sul campo.

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E come non emozionarsi di fronte a Inès Boubakri, schermitrice tunisina, nonché prima donna africana a vincere una medaglia olimpica (bronzo) nella scherma, che ha dedicato la sua vittoria a “tutte le donne tunisine e arabe che occupano un ruolo importante nella società”. Insomma, il mondo cambia e qualche volta, come in questo caso, progredisce e lo sport ne è artefice e testimone.

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Vera e propria star di questa edizione, almeno fino a questo momento, la ginnasta statunitense Simone Biles, che ha vinto l’oro sia nella ginnastica artistica individuale, incantando il pubblico con performance straordinarie, che in quella a squadre. Una meraviglia per gli occhi: potenza, grazia, precisione, un talento fuori dal comune, che le è valso anche il paragone col mito assoluto della disciplina, la rumena Nadia Comaneci.

usatsi 8044884 copiaStendiamo invece un velo pietoso sull’episodio increscioso che ha coinvolto il Resto del Carlino nella persona di Giuseppe Tassi, direttore del QS Quotidiano Sportivo, reo di aver definito “trio di cicciottelle” le tre azzurre della squadra di tiro con l’arco, a un passo dal podio. Rivolta mediatica, accuse su tutti i social, lettera di protesta del presidente italiano di tiro con l’arco. La risposta è arrivata immediata: licenziamento. Da questo ed altri episodi che hanno coinvolto atleti di altre nazionalità (a quanto pare i deficienti non sono solo italiani!) una riflessione sta emergendo sempre più chiaramente e fortemente e riguarda tanto le donne quanto gli uomini. Basta giudicare l’aspetto fisico, concentriamoci piuttosto sulle qualità umane e sportive, nella fattispecie!

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Spazio anche per l'amore a Rio 2016, spazio per l'amore tra due donne. Dopo una partita di rugby femminile a 7, la giocatrice brasiliana Isadora Cerullo ha ricevuto una commovente proposta di matrimonio dalla sua compagna, Marjorie Enya. Il sì è stato suggellato da un bacio tra le due ragazze che in pochi istanti ha fatto il giro del mondo. Impensabile fino a qualche anno fa, vero??? 

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Ultima modifica il Giovedì, 25 Agosto 2016 09:51
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