Un territorio in cammino

Domenica, 24 Luglio 2016 14:41
  

Per riqualificare un territorio come Scampia si è pensato di dare attenzione al contesto urbano, sociale ed ecologico in modo da favorire una riorganizzazione, che conservi il tessuto sociale, per impedire il degrado. È palese che per anni questo luogo ha accumulato un substrato d'influenze camorristiche, che hanno attirato nel loro vortice molte persone che hanno visto nel delinquere l'unica alternativa all'inesistenza di lavoro onesto.


Questo non è certamente un alibi per coloro che hanno scelto quella strada, e nemmeno è una scusante la penuria di risorse investite dalle istituzioni locali e nazionali; bisogna tener presente che, poiché la scelta è sempre personale, a prescindere dal livello di scolarizzazione dell'individuo, su circa 40.000 abitanti coloro che delinquono non sono che una minoranza.


Scampia certifica il fallimento dei modelli imposti dall'alto: si pensi ad esempio alle famosissime Vele, ispirate alle costruzioni di Le Corbusier, nate con l'intento di riprodurre i vicoli di Napoli, con piccole botteghe che avrebbero contribuito a creare un nuovo senso d'identità; sfortunatamente non si possono esportare, in modo artificiale, i colori i sentimenti e l'allegria di un antico vissuto. Questo modello non ha prodotto niente di vivibile e niente di sostenibile, per le vicende ormai note a tutti, ma se il quartiere ha iniziato a cambiare volto è grazie alle nuove spinte dal basso che hanno come imperativo categorico la volontà di riuscire laddove gli architetti e i politici hanno fallito.


Nel corso degli anni, l'VIII municipalità ha visto il fiorire di moltissime associazioni, più di cento, come ad esempio il Centro Hurtado, il Gridas, l'Officina delle Culture, il Dream Team – Donne in rete... etc., nate con l'intento di radicare nel territorio la cultura della legalità (con la speranza che la bonifica, anche se a lungo termine, si attui in modo tale che Scampia non sia più vista come la generatrice e la sede di Gomorra) e per contrastare il germe dell'individualismo attraverso la riscoperta del senso di communitas e per respingere la realtà atomizzata in cui facilmente ci si imbatte.


Le associazioni svolgono un importante servizio di aggregazione proponendo incontri culturali, interculturali, cineforum, mostre di artisti locali, caffè letterari e offrono opportunità, per gli adolescenti, di imparare a suonare uno strumento, seguire corsi di informatica, svolgere attività sportive anche a livello agonistico, aiutare le donne in difficoltà - seguite sia da un punto di vista legale che psicologico - e offrire sostegno ai migranti mediante l'insegnamento della lingua italiana e preoccupandosi di fornire loro beni primari. Inoltre, si occupano anche della riqualificazione del verde, creando e curando le tante aiuole diffuse sul territorio: frotte di volontari hanno ripulito terreni pieni di erbacce, piantando fiori e alberi particolari, con la speranza di attirare farfalle, qualcuna in via d'estinzione, che volino percorrendo uno speranzoso Corridoio delle Farfalle, simbolo della rinascita di un quartiere in cui la sinergia tra associazioni ed enti locali inizia a dare i suoi risultati. Questo perché i clan del territorio - una volta ben solidi ma negli ultimi dieci anni decimati dalle faide e dagli arresti - non hanno più lo spessore criminale di un tempo; sta quindi alle nuove generazioni mantenere e portare avanti il progetto di rinascita.

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