"Jan Karski": un urlo nel silenzio

Giovedì, 09 Giugno 2016 00:00
  

Non è mai semplice scrivere di certi argomenti delicati senza cadere nel limbo del "già letto, già sentito, già visto". Tutti noi abbiamo già visto tantissimi film sull'olocausto, storie vissute e viste dal punto di vista degli ebrei deportati nei campi di concentramento. Ma la graphic novel Jan Karski. L'uomo che scoprì l'Olocausto ci propone un altro punto di vista, quello di chi ha sacrificato tutto per cacciare via dalla propria terra quei maledetti crucchi.

 

Jan Karski 2


Come hanno puntualizzato gli stessi autori, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, per ovvi motivi di adattamento hanno dovuto sintetizzare e ridurre praticamente all'osso tutta la storia, raccogliendola in capitoli organizzati come dei flashback slegati tra loro. Si intuisce un filone principale, che però non riesce a coinvolgere totalmente il lettore, poiché si ha l'impressione che manchi sempre qualcosa.

 

Jan Karski 3


Quando nel 1939 comincia l'invasione della Polonia ha anche inizio l'avventura/sventura di Jan Karski, impiegato al Ministero per gli Affari Esterni, che successivamente entra a far parte del gruppo della resistenza contro i crucchi ed i sovietici. Dall'oggi al domani vengono eretti dei muri nelle città per isolare i ghetti degli ebrei e con l'aiuto dei compagni della resistenza riesce ad entrare di nascosto in uno di questi, scoprendo per la prima volta nella sua vita cosa stava succedendo, cosa essi cercavano di nascondere.

 

Jan Karski 4


Il capitolo più riuscito è certamente quello in cui si narra il modo in cui viene assoldato dal governo ombra polacco, esiliato da tempo in Francia, per testimoniare cosa accade all'interno dei campi di concentramento. I disegni del Bonaccorso sono ricchi di pathos, parlano da soli del degrado, della paura e dell'assenza di umanità; i dialoghi fanno da contorno, in un certo senso se ne può fare anche a meno.

 

Jan Karski 5


Anche la conclusione del romanzo lascia un po' perplessi, come se fosse abbandonata al caso. Nel '42 Jan fu ricevuto dal presidente Roosevelt, leader e simbolo del mondo libero, ma purtroppo questo evento non è stato reso al meglio. La sua dura battaglia contro ogni istituzione che non ha creduto inizialmente ad ogni singola parola della sua denuncia è stata declassata ad un piccolo capitolo il cui messaggio è una pacca sulla spalla ed un sospiro.


Due anni dopo la sua denuncia, il mondo sembra svegliarsi e ribellarsi contro il nazismo....


Jan Karski è stato un grande uomo, che ha fatto davvero di tutto per aiutare il prossimo. Cittadino onorario di Israele, è stato inserito come Giusto tra le Nazioni. Una persona da cui c'è solo da imparare, un modello a cui aspirare.

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