Io, Ibra e Mou

Martedì, 24 Maggio 2016 08:28
  

A me Cremonini piaceva quando stava coi Lùnapop, le canzoni fatte dopo non tanto mi entusiasmavano. Non so dire perché. Forse perché il gruppetto di 50 Special era un piacevole diversivo leggero in mezzo al mare di hard rock ed heavy metal che mi sparavo quotidianamente in quei giorni.

 

Cosa questo ha a che fare con un articolo di calcio?

 

Molto, perché se c'è una canzone del Cremonini 2.0 che mi piace è quella – di cui ignoro il titolo, ma che dovrò cercare necessariamente per inserire i tag dopo – in cui dice:«Ah, da quando Baggio non gioca più...»

 

Il fatto è che l'elemento "nostalgia" nel calcio, così come in ogni aspetto della vita riveste un ruolo importantissimo, d'altronde sotto l'Impero si rimpiangevano i tempi della Repubblica, e sotto la Repubblica quelli dei Sette Re.

 

Ora, qualunque interista non può che rimpiangere – oltre al Divin Codino della canzone – il buon José Mourinho, il deus ex machina della più grande impresa nerazzurra degli ultimi anni, e probabilmente di sempre. L'idea di ricordare la gloriosa epopea del Triplete mi era balenata in testa, corroborata anche dall'addio al calcio giocato del "Principe" Milito, ma poi ho scelto di lasciar perdere per due motivi: in primo luogo, non ha molto senso aggrapparsi troppo al passato, per quanto glorioso, e in secondo luogo perché, dopo le dichiarazioni di Louis Van Gaal dopo la finale di Coppa d'Inghilterra col Crystal Palace, tutto sembra portare allo Special One come possibile successore dell'olandese.

 

Le implicazioni in termini di mercato e di strategie del/i club sono notevoli, e qui ci limitiamo a fare qualche piccola considerazione: se Juan Mata ha la già la valigia pronta e sta armeggiando con l'iPad per avere un posto finestrino sul primo aereo che abbandoni Manchester, Ryan Giggs si trova in una posizione assai più scomoda: restare all'ombra di Mou o cercare fortuna altrove prima di ritornare all'ovile? Chi sicuro non farà ritorno in Gran Bretagna è a questo punto CR7, che qualora decidesse di abbandonare i blancos, lo farebbe per accasarsi sotto la Torre Eiffel. E proprio da Parigi, chi potrebbe ricongiungersi con Don José se non Ibra? Queste e tante altre domande troveranno risposta nel mercato estivo, in attesa dei prossimi, incandescenti, derby in cui Guardiola siederà sulla panchina dei Citizens.

 

Naturalmente ciò che accadrà sull'asse Madrid-Parigi-Manchester avrà ripercussioni profonde su tutto il mercato europeo (Higuain andrà al PSG? Cavani lascerà e dove andrà?), ma per chiudere, torniamo sul discorso nostalgia. I tifosi del Chelsea, come la prenderanno? Sicuramente non bene, il che ci porta all'ultima considerazione di questo disarticolato sproloquio: cosa accadrebbe se Mourinho tornasse ad allenare in Italia... un'altra squadra?

 

È uno scenario col quale crediamo – speriamo – di non doverci confrontare mai: l'addio di Ronaldo (Luis Nazario de Lima) fu una vera e pugnalata al cuore, ma molto è cambiato nel calcio da allora, e salutare i campioni è diventata un'abitudine consolidata. L'addio di Ibra, e il suo passaggio repentino dall'altra sponda dei navigli non fecero poi tanto male in questo senso.

 

Ma, d'altronde: come si fa ad avercela con Ibra?

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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