Siamo tutti Il Pipita!

Lunedì, 16 Maggio 2016 06:36
  

Nel mondo fumettistico della Marvel esiste una razza aliena chiamata Osservatori, i quali si presentano per assistere ai momenti storici della razza umana, immobili e imparziali, quasi ad osservare la meraviglia umana, ecco se fossimo in quell'universo ieri al San Paolo ci sarebbe stato un gigante pelato a guardare estasiato un gesto tecnico che rimarrà nella storia, al fianco di quella iconica di Carlo Parola (copertina dell'album Panini n.d.r.).


Ogni tifoso lo sa, ci sono momenti nel calcio in cui si attiva lo slow motion, un evento quasi mistico che sembra durare un eternità tante sono le emozioni che lo accompagnano, l'ansia prima di un rigore, la gioia pronta a esplodere di quando il pallonetto supera il portiere e sta per finire in rete, e quando succede lo sai che stai assistendo a qualcosa di prezioso, devi godertelo al massimo, per ricordatelo nei minimi dettagli in futuro.


In quegli interminabili secondi in cui il pallone impattava sul petto bagnato del Pipita, migliaia di tifosi hanno pensato:«Ma che fa? Lo fa?», tutta la squadra si è fermata ipnotizzata dallo scandire dei secondi in cui Gonzalo si comincia a piegare all'indietro, e ancora ogni appassionato di calcio ha pensato:«Non ci credo lo fa davvero,fa la rovesciata!» , poi quando finalmente la palla supera Zappino e si insacca sopra di lui, i nostalgici di Cavani ammutoliscono, il tabellone recita 36, la classifica dice Napoli in Champions, Compagnoni e Adani impazziscono e al San Paolo non si capisce più nulla. «PIPITA OUT!» direbbe Obama.


Un intera città spara fuochi d'artificio, piange e fa festa, perché talvolta il calcio è davvero un film, e talvolta è un storia d'amore. Nei minuti seguenti in cui Gonzalo corre verso la curva esultando, non conta come finirà, se cederà alle offerte delle big d'Europa oppure deciderà di restare, tutto ciò che conta è il pathos come lo chiamerebbero i greci, perchè le emozioni che provano tutti i tifosi del Napoli, simultaneamente,come solo nel calcio può succedere, sono il risultato di una stagione memorabile, in cui questo traguardo personale di Higuain, ora capocannoniere storico della Serie A, non fa che mettere nero su bianco, per decenni a venire, che il Napoli è una grande squadra e una grande città. Allora siamo tutti contenti di lui, fieri di lui, e in quella corsa verso il suo mentore, toscano di nascita, ma napoletano di cuore, in un certo senso, solo per pochi minuti, siamo lui, siamo tutti IL PIPITA.

 

 

 

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