The Mind’s Eye. Henri Cartier-Bresson in mostra al Palazzo delle arti di Napoli.

Domenica, 01 Maggio 2016 00:00
  

Qualche tempo fa aprivo la mia tesi di laurea con questa frase: «non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà. Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il movimento». Una frase che rappresenta per me l’essenza della fotografia. E non solo per me! L’autore di queste parole è Henri Carter-Bresson, in mostra fino a Napoli, PAN | Palazzo delle Arti, fino al 28 giugno 2016.

 

Fotografo di origini francesi, Henri Cartier-Bresson considera la macchina fotografica una strumento di intuizione spontanea: inquadrando in maniera coinvolgente i mondo, il fotografo attribuisce ad esso un significato. Egli si rileva un cronista che non si limita a registrare gli eventi, ma, soffermandosi su di essi, cerca di far emergere l’intimità dei protagonisti coinvolti.

Il suo primo libro di fotografie, Images à la sauvette, viene pubblicato nel 1952 e, come si evince dal titolo, in esso viene tematizzata la poetica del momento decisivo. Il momento decisivo è quell’attimo particolare che il fotografo decide di fermare attribuendo senso a ciò che vede. A tal proposito Cartier-Bresson sostiene che, quando si fotografa qualcuno o qualcosa bisogna essere e non essere allo stesso tempo se stessi in modo da «cogliere il punto di vista e l’istante ideale che possono permettere di attingere [ … ] immagini ricche di senso».

 

Henri Cartier-Bresson è considerato il padre del fotogiornalismo e sostiene che «il reportage è un operazione progressiva della testa, dell’occhio, del cuore, per esprimere un problema, fissare un avvenimento o delle impressioni. Un avvenimento è talmente ricco che si gira attorno mentre sta sviluppandosi. Se ne cerca una soluzione. A volte la si trova in qualche secondo, altre esso richiede ore o giorni … »

 

 

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La mostra, dal titolo The Mind’s Eye, contiene una selezione dell'immenso corpus di immagini che il fotografo francese ci ha lasciato. 54 opere fotografiche tra le più importanti di Henri Cartier-Bresson. Un’ottima occasione per conoscere i più grandi capolavori del maestro, di conoscere l’epoca in cui è vissuto e i contatti artistici che hanno condizionato la sua produzione.

Cartier-Bresson ha fatto della fotografia e del giornalismo una forma di arte, i suoi scatti colgono aspetti della vita quotidiana fissandoli in un’istantanea che il più delle volte rappresenta una piattaforma dove si incrociano persone e linee catturate dall’occhio del fotografo.

 

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La mostra è a cura di Simona Perchiazzi, proposta e finanziata dall’associazione ACM Arte e Cultura in collaborazione con Fondation Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos, promossa dal Comune di Napoli e sostenuta dal Pastificio dei Campi.

 

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Henri Cartier-Bresson «si è servito della macchina fotografica come mezzo per spiegare il mondo, con la sensibilità di uno scrittore e il senso geometrico di un pittore».

 

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PAN | Palazzo della Arti Napoli

Via dei Mille 60, Napoli.

Aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30.

La domenica dalle ore 9.30 alle 14.30.

Il martedì le sale espositive sono chiuse.

Ultima modifica il Venerdì, 29 Aprile 2016 21:47

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Roberta Pagano

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