Dialogo immaginario con Dio, ispirato a "Le confessioni" di Roberto Andò

Giovedì, 21 Aprile 2016 07:53
  

“Padre mi perdoni, ho peccato.”

“Figliolo, tranquillo, siamo tutti peccatori. Dio perdona tutto e tutti, nel suo immenso amore e misericordia. Apri il tuo cuore al Signore,”

Le Confessioni, Padre.”

“Sì figliolo, confessati pure, ti ascolto”.

“No, Padre,non ha capito mi voglio confessare su Le Confessioni.”

“Scusami, figliolo, sono un po’ confuso, come ti chiami?”

“Sono Roberto Andò, stimato regista a autore teatrale e cinematografico ,tre anni fa realizzai un bellissimo film, W La Libertà, con Toni Servillo, ottenendo un grande successo di pubblico e critica. Ho creduto di poter fare e scrivere qualunque cosa, e invece…”

“Invece, figliolo?”

“Ho  scritto e diretto una cagata pazzesca come Le Confessioni, prendendo spunto da Sant'Agostino”

“Perché sei così duro con te stesso?”

“Padre, mi piacerebbe dirle di aver fatto una nuova supercazzola, ma temo che, lassù, il Maestro Monicelli possa davvero incazzarsi. Ho riunito un cast internazionale di primo livello e ho fatto credere alla stampa che il mio nuovo film fosse ancora più bello del precedente. Ho generato grande attesa.”

“Scusami, figliolo, di che cosa parla il tuo film?

“Bè, padre, ho immaginato che, in un esclusivo albergo in Germania, sia in atto un importante e decisivo summit in cui sono presenti, oltre i ministri che detengono le sorti dell'economia europea, anche un monaco trappista di nome Roberto Salus, votato al silenzio (Servillo), una nota scrittrice di romanzi per bambini, Claire Seth (Nielsen), e una rockstar e che, insieme,  debbano discutere di economia e di come le banche condizionino le nostre vite. Ho anche immaginato che lo spregiudicato e cinico direttore del Fondo Monetario, Daniel Rochè (Autiel) subisca una crisi di coscienza e, sentendo il bisogno di confessarsi, convochi Salus nella sua camera, in piena notte."

“Sembra interessante, figliolo, etica e finanza che si confrontano, anche se mi ricorda un po’ il film Youth di Sorrentino. Che cosa succede dopo?”

“Bè, poi ho immaginato che Rochè venga trovato morto dalla security, la quale indaga, incerta se si tratti di un suicido o di un omicidio e, ovviamente, il primo sospettato diventa il monaco. Volevo raccontare in maniera surreale e onirica come, in un mondo chiuso e distante dal quello reale, pochi uomini prendano gravi e spesso errate decisioni per tutti."

“Uhm, questo modo di raccontare una storia, mi ricorda la Grande Bellezza, invece. Perdonami figliolo come hai detto che ti chiami?”

“Roberto Andò, Padre. Non volevo imitare Sorrentino, speravo solo di infinocchiare critici e pubblico, ma stamattina, rivendendo il film nell’anteprima stampa, mi sono addormento. Ho proprio russato. Io stesso non capivo come avessi girato e cosa volessi raccontare con certe scene inutili e prolisse. Ho messo in scena uno spettacolo più teatrale che cinematografico, ma dal ritmo soporifero ed esasperante. Ho sbagliato tutto.”

“Non essere così duro con te stesso. Magari i giornalisti scriveranno delle buone recensioni e il pubblico lo apprezzerà.”

“Sì ,padre, il film è adatto a chi soffre di insonnia, mi creda.”

“Tra poco inizierà Cannes, forse sarai selezionato.”

“I francesi saranno anche radical chic, ma non sono masochisti. Vorrei evitare anche gli sberleffi della Croisette.”

“Roberto, coraggio, non ti abbattere, capita a tutti di fare un film brutto.”

“Padre, brutto sì,ma non orrendo come il mio.”

“Capisco Roberto, sei pronto allora ad ammetterlo pubblicamente?”

“Scherza, Padre? Non potrei farlo: volevo solo sfogarmi un po’. Tra poco ho le interviste con la stampa e le Tv. Toni Servillo ed io puntiamo al bis dopo W la Libertà. Nel mio campo, chi è sincero non lavora più.”

“Capisco, figliolo, allora il mio compito è finito.”

“Sì, Padre, grazie del Suo tempo. Le manderò due biglietti per la Premiere.”

 

Dialogo immaginario con Dio, ispirato da "Le confessioni" di Roberto Andò

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