L’Arte conquista il cinema - San Pietro e le Basiliche papali in 3D

Sabato, 16 Aprile 2016 00:00
  

Non è la prima volta che il Centro televisivo Vaticano e Sky 3D collaborano per produrre un evento di grande interesse culturale, diffuso in tutto il mondo.
All’inizio fu la diretta della cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, oggi in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco, la tecnologia si mette al servizio della storia, della cultura e della spiritualità per far conoscere San Pietro e le Basiliche Papali di Roma.
È una produzione cinematografica di straordinaria importanza, perché permette allo spettatore di compiere un viaggio tra le eccellenze della creazione artistica, di conoscere artisti di altissimo valore di varie epoche, che hanno creato quanto di più alto il genio umano abbia potuto produrre. È anche un viaggio che ricorda la fede dei pellegrini che si sono inginocchiati tra questi marmi e queste statue o che sono saliti in ginocchio, come fanno ancora oggi, sui gradini della Scala Santa di Giovanni in Laterano portata, si dice, da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino e reliquie preziosa perché percorsa da Gesù stesso quando fu portato nel palazzo di Ponzio Pilato.
Un  percorso d’arte lungo 17 secoli, in cui la conoscenza di ogni Basilica è introdotta da passi di Stendhal – l’unico scrittore straniero che visitò tutte e quattro le basiliche - tratti dalle sue Passeggiate romane.
lo spettatore è accompagnato a vedere non solo le opere più note al grande pubblico, ma anche quelle che normalmente non sono visibili e ha la possibilità di conoscerle da punti di vista inediti, in un contatto diretto con esse, reso possibile dalla tecnologia del 3D. ad esempio la Pietà di Michelangelo è stata ripresa oltre la teca di vetro, evitando i riflessi, e da varie angolazioni offrendo quindi una visione che oggi il visitatore non potrebbe avere.

 

SAN PIETRO

Il Baldacchino inquadra la Cattedra di San Pietro
Il Baldacchino inquadra la Cattedra di San Pietro

 

La prima Basilica visitata è, ovviamente, San Pietro, La chiesa più famosa della cristianità.
Sappiamo che San Pietro subì il martirio poco dopo l’incendio di Roma al tempo di Nerone e il suo corpo fu deposto sulla nuda terra sul colle Vaticano, prospiciente il circo di Caligola, dove avvenivano queste persecuzioni. Nelle grotte vaticane è la sua tomba, in corrispondenza della quale, salendo nella Basilica, è l’altare della Confessione dal quale il Papa confessa, cioè dichiara, la sua Fede. È  sormontato dal baldacchino bronzeo sorretto da quattro possenti colonne tortili, anch’esse in bronzo, del Bernini, che per realizzarlo utilizzò anche i bronzi del Pantheon. Il baldacchino inquadra, con una visione scenografica veramente geniale, sempre del Bernini, la gloria della Cattedra di San Pietro. Si tratta di una reliquia che l’artista ingloba in un “contenitore” di bronzo sorretto dai quattro Padri della Chiesa, sullo sfondo è un tripudio di angeli volti verso lo Spirito Santo, posto al centro sotto forma di colomba. È un cammino didattico-catechistico che accompagna il fedele, sperduto, al suo ingresso, in tanta maestosità.
Conclude la Basilica la cupola, progettata da Michelangelo ma realizzata poi dal Della Porta. È composta da due calotte, una interna portante e una esterna a protezione della prima. Essa è visibile da tutte le parti della città ed è simbolo della stessa Roma.

 

 

SAN GIOVANNI IN LATERANO

Organo di San Giovanni in Laterano
L’organo di San Giovanni in Laterano

 

Ci spostiamo in San Giovanni in Laterano, la prima chiesa al mondo. La fece costruire l’imperatore Costantino inserendola nel suo palazzo per non turbare l’equilibrio di una città ancora legata ai riti pagani. Residenza papale per più di mille anni, è ora sede del papa come vescovo di Roma, è quindi la parrocchia della città, la chiesa Madre cui fanno riferimento tutte le chiese del mondo. Tra i tanti tesori racchiusi in San Giovanni è senz’altro degno di nota il monumentale organo, unico in tutta Europa, realizzato da un artista di Perugia, Luca Biagi, in occasione del Giubileo del 1600, indetto da Clemente VII. È eccezionale non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua intonazione originale e la caratteristica tastiera.
Anche in questa basilica percepiamo uno spazio aperto che ci porta verso l’alto ed eleva il cuore, entriamo in un’altra dimensione. Se riflettiamo su quanti grandi personaggi storici sono passati fra le mura di questi monumenti, viene da pensare che in queste Basiliche il passato è contenuto nel presente.

 

 

SANTA MARIA MAGGIORE

Incoronazione della Vergine di Santa Maria Maggiore
Incoronazione della Vergine di Santa Maria Maggiore

 

A differenza delle altre chiese ha conservato la struttura originaria. Il Prof. Strinati osserva che percorrere la navata di questa Basilica è come passeggiare nello spazio e nel tempo perché avanzando ci accorgiamo che velocemente i secoli scorrono accanto a noi. Pare che Dante Alighieri venne qui nel Giubileo del 1300, contemplò l’immagine della Dormitio della Vergine e fu ispirato nel comporre la splendida preghiera del XXXIII canto del Paradiso « Vergine Madre, figlia del tuo Figlio/umile e alta più che creatura/termine fisso d'etterno consiglio/tu se' colei che l'umana natura/nobilitasti sì, che 'l suo Fattore/non disdegnò di farsi sua fattura”.
Al di sopra della successione di colonne si trovano mosaici antichissimi che percorrono i momenti delle origini del cristianesimo, per le fogge e la costruzione delle figure, per i loro atteggiamenti richiamano l’arte romana, ma quando arriviamo al catino absidale dove Cristo incorona la Vergine Maria come Regina del Cielo, siamo di fronte ad una concezione diversa: il donatore e il papa stesso inginocchiati, sono di misura ridotta, l’autorità che hanno in terra non li pone in risalto perché la vera regalità è nel partecipare con gioia del Regno dei Cieli.

 

 

SAN PAOLO FUORI LE MURA

Ciborio di San Paolo Fuori le mura
Ciborio di San Paolo fuori le Mura

 

La quarta Basilica Papale è San Paolo fuori le Mura. Sorge là dove San Paolo di Tarso ebbe il martirio per decapitazione. La chiesa fu devastata da un terribile incendio nel 1823, ne nacque un dibattito tra gli architetti che volevano costruire un nuovo edificio e gli archeologi che avrebbero voluto la riedificazione dell’edificio così com’era. Vinse questa tesi e pertanto la ricostruzione di San Paolo ci dà la visione che l’Ottocento aveva dell’antico. Da quell’incendio qualche tesoro per fortuna si salvò, come il Ciborio bellissimo e il cero pasquale alto più di cinque metri, testimonianza preziosa dell’uso di creare ceri in marmo di grandi dimensioni che si diffuse nel XI secolo a Roma. Di grande bellezza è il chiostro decorato da eleganti colonne tortili, alcune delle quali ornate da tessere colorate. Qui sono presenti i monaci, poiché San Paolo è ancora molto attiva la vita monastica. Al di sopra delle colonne si susseguono tondi che raffigurano i pontefici da San Pietro al papa attuale, Francesco.

Il viaggio attraverso le Basiliche Papali è un’opportunità davvero speciale, che ci fa comprendere come esse non siano solo luogo di preghiera, ma scrigno di arte, cultura e tradizioni.

Vota questo articolo
(1 Vota)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.