Al Piccolo Bellini, Fabula d'ascesa e declino della leggerezza: “L'uomo di Fumo” da Palazzeschi

Lunedì, 04 Aprile 2016 00:00
  

Raddrizzare il mondo storto di una fiaba, più veritiera della realtà, è impresa assai ardua e dall'esito quantomai incerto. Si parte da tre streghe, Pena, Rete, Lama... Pe Re La che, da buone/i fattucchiere/i, mascherate/i da un linguaggio arcano, giocano con il destino dell'umanità. Il parto comune della mente delle tre è un uomo di fumo (Raffaele Ausiello), emblema di innocenza senza preconcetti, linearità senza compromessi, morbidezza senza spigoli. Nasce da un'ombra (un plauso alle luci e ai giochi che riescono a creare) e cresce, fino a presentarsi ai 'poteri forti' della società: è leggero, tranne per le scarpe, unico suo umano possedimento, che lo ancorano a terra; inconsapevole del mondo, si incammina, sperduto come un bambino. Raffaele Ausiello interpreta il protagonista de “Il Codice di Perelà” di Palazzeschi, senza proferire parola, o quasi. Nei suoi occhi grandi da uomo di fumo, titolo allo spettacolo, riadattato e diretto da Aniello Mallardo, lo specchio dei personaggi che incontra nel suo cammino e la sorpresa, dettata dalla comprensione di ciò che si nasconde dietro ogni maschera che l'uomo, infido, indossa con gli altri. Il mutismo del protagonista è la perfetta risposta che lo spettacolo sembra dare agli stereotipi che si incontrano nel viaggio a Torlindao, luogo di fantasia (?) in cui nessun sovrano regge a lungo e il potere è detenuto da quattro elementi grotteschi. Clero, denaro, lussuria e la versione malata di arte e scienza incarnati in quattro personaggi, interpretati rispettivamente da Marco Di Prima, Antonio Piccolo, Melissa Di Genova e Giuseppe Cerrone, hanno difficoltà a trovare un accordo ed ecco che si materializza davanti a loro la risposta: l'uomo di fumo, capro espiatorio o, a loro dire, 'tecnico' esperto a cui affidare un ipotetico codice da cui poter attingere per governare il paese. Una storia non molto lontana dalla cronaca, il cui finale è già scritto dagli inizi e lascia in chi assiste alla messinscena la consapevolezza della verità di un testo tristemente più reale della realtà. Tutto cambia per restare sempre uguale, è il ciclo della vita.

Il linguaggio dell'adattamento da Palazzeschi è ricercato e attento a richiamare il testo originale: si gioca con le parole, dai 'torlindini' alla musicalità delle espressioni, passando per la colonna sonora originale, firmata da Mario Autore, ai colori e al materiale 'plastico' dei costumi, che sembrano 'rispondere' alle luci, “L'uomo di fumo” diventa, sulla scena, fiaba trasversale capace di adattarsi ai gusti di un pubblico dai 3 a 99+ anni.

Dalla regia alle interpretazioni di tutti gli attori, un meccanismo perfetto in ogni sua parte che, però, risulta per questo troppo irreale nella sua realizzazione, contro la verità che così chiaramente racconta, partendo dalla fantasia più lontana, e per questo visionaria e capace di leggere il presente ancor prima che avvenga.

L'augurio è che Teatro in Fabula cresca sempre di più, senza mai dimenticare la leggerezza del suo uomo di fumo, il suo restare bambino, in un mondo in cui essere di peso non è pari ad essere pesante. 

 

L’uomo di fumo

con Raffaele Ausiello, Giuseppe Cerrone, Marco Di Prima, Melissa Di Genova, Antonio Piccolo 

Aiuto Regia: Giuseppe Cerrone

Musiche originali: Mario Autore

Scene: Sissi Farina, Antonio Genovese

Realizzazione scenica: Da Vinci Lab

Costumi: Anna Verde

Disegno luci: Aniello Mallardo, Sissi Farina

Progetto grafico: Riccardo Teo

Foto di scena: Tiziana Mastropasqua

Ufficio stampa: Gabriella Galbiati

Organizzazione: Giovanna Dipalma

Teatro Piccolo Bellini

29 marzo - 3 aprile

 

Di Genova Ausiello PH Tiziana Mastropasqua

 

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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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