ANTEPRIMA "La comune": sì all'amore libero, ma la famiglia vince su tutto

Mercoledì, 30 Marzo 2016 00:00
  

Qual è la formula giusta per essere felici? Qual è il modello giusto di famiglia? La monogamia è un valore, un dovere o è ormai solo il mero ricordo di una società che non esiste più?

Negli anni settanta andava di moda vivere in comunità, condividendo esperienze ed emozioni sulla base del pensiero unico “peace and love”.

Difficile stabilire se quest’approccio alla vita fosse sbagliato, eccessivo o, addirittura, amorale, è però certo che, qualsiasi stile e condizione di vita si scelga, è difficile far venire meno egoismo e amor proprio.

Thomas Vinterberg, con il suo lavoro, decide di portare lo spettatore indietro nel tempo, in una Danimarca anni '70, facendoci conoscere la liberale e unita coppia composta da Erik (Thomsen), stimato architetto e docente universitario, sua moglie Anne (Dyrholm) e la loro figlia adolescente.

Erik ha ricevuto come eredità paterna la vecchia e grande casa d’infanzia e, consapevole di quanto sia dispendioso mantenerla, vorrebbe venderla.

Anne però lo convince a desistere a tale proposito, proponendogli di creare una “Comune”, in modo da rivitalizzare il matrimonio e dare maggiore brio alle loro vite.

Iniziano così dapprima i “colloqui” per scegliere le persone più "adeguate” al progetto e poi la vera e propria convivenza sotto lo stesso tetto.

È l’inizio di una felice utopia? Sì, fino a quando Erik s’innamora di una sua bella e giovane studentessa, minando così certezze affettive di Anne e la tranquillità della Comune.

Il film, che in apparenza vorrebbe decantare le lodi della libertà e dell’amore senza regole, è in realtà una dichiarazione d’approvazione del regista nei confronti della famiglia in senso tradizionale e di adesione all’idea di monogamia e fedeltà coniugale.

Un testo che, seppure presenti dei limiti narrativi, riesce a mantenere una certa forza ed efficacia nei contenuti, giocando sul precario equilibrio fra tradizione e modernità, rappresentata dalla Comune descritta nella pellicola.

Una battaglia di valori e principi va dunque in scena, dove, a sorpresa, prevalgono l’egoismo e il conservatorismo su un’idealità progressista, descritta e rappresentata dall’evoluzione emotiva e psicologica della protagonista.

La regia è semplice, essenziale, naturale, di taglio televisivo, però abile nel costruire una storia che, nel complesso, si lascia seguire, suscitando interesse e curiosità nello spettatore.

Il cast è, nel complesso, di buon livello e adeguato al compito. Appare eccessivo aver dato l’Orso d’argento come migliore attrice a Trine DyrholmTrine Dyrholm, pur riconoscendole una perfomance artistica intensa e di spessore interprativo.

Il finale è melanconico e amaro, forse eccessivo nei toni e magari troppo allungato, ma dà allo spettatore l’opportunità di rivalutare e considerare il peso e l’importante di essere una semplice e normale coppia, forse noiosa, ma felice di esserlo.

“La Comune” è un film del 2016 di Thomas VinterbergThomas Vinterberg, scritto da: Thomas VinterbergThomas Vinterberg e Tobias LindholmTobias Lindholm, con Ulrich ThomsenUlrich ThomsenTrine DyrholmTrine DyrholmFares FaresFares FaresLars RantheLars Ranthe.

Il biglietto d’acquistare per “La Comune” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

 

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