Pozzuoli: trionfa lo Stabat rivoluzionato

Domenica, 27 Marzo 2016 00:00
  

Trionfa a Pozzuoli lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi, eseguito nella versione trascritta da Giovanni Paisiello dall'orchestra del Teatro San Carlo. Sul podio, il Maestro Maurizio Agostini, interprete di una partitura drammatica e dolcissima, sfumata di impressioni contrastanti e rispolverata per l'occasione; un evento, quello di venerdì sera, più che rivoluzionario: l'antico borgo del Rione Terra dista non molti minuti a piedi dal popolatissimo centro del comune flegreo, eppure, tra quelle piccole case arroccate, il tempo sembra essersi fermato. Il vento gelido di venerdì sera avvolgeva il Duomo, il suono spettrale degli arpeggi e i trilli degli ottoni preludevano ad un cambiamento, il clima di attesa, fermo in quei luoghi da cinquant'anni, si sarebbe dissolto.

E così è stato. Dopo cinquant'anni, la musica di Pergolesi ha rianimato il tempio del borgo, restituito quel meraviglioso luogo alla sua terra, al suo popolo, fermo nei ricordi alle fiamme, distruttrici e generatrici allo stesso tempo, duplice caratteristica, anch'essa frutto di un luogo unico.

Il Duomo di San Procolo, affollatissimo, ha celebrato così il Venerdì Santo, con la Schiavo e la Tufano, due incantevoli voci servite da un'acustica suadente, Leonardo Cortellazzi e le tonalità limpide della sua vocalità contraltina, e un tenebroso Antonio di Matteo, basso dal timbro impetuoso e massiccio.

Maurizio Agostini, già applaudito al San Carlo nello Stabat di De Simone, animava la partitura con interessante studio dell'intensità del suono, condotto costantemente quasi ad un sussurro , lasciando poco spazio alla cura dei colori, che non emergevano né tanto meno si stagliavano con grande influenza e impatto sulla partitura, a causa di un'acustica accomodante, tendenzialmente omogenizzatrice.

Standig ovation finale ad omaggiare la nostra compagine orchestrale, accolta da un trionfo dal sapore di riscatto, un'ovazione non solo alla musica ma al cambiamento, alla rinascita del Rione Terra. La musica dolente di Paisiello ha generato un grande cambiamento, un brivido di vita che si prolungherà ancora a lungo...

Ad Maiora!

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