Intervista a Francesco Clemente

Martedì, 15 Marzo 2016 00:00
  

"Memoria" e "Legalità": due concetti estremamente importanti ed attuali. A tal proposito MYGENERATION ha incontrato Francesco Clemente di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", in quella che più che un'intervista è stata una chiacchierata amichevole.

 

Ci dici qualcosa su di te, Francesco?

Certo! Sono Francesco Clemente, il figlio di Silvia Ruotolo, una mamma di 39 anni vittima innocente di criminalità. All'epoca avevo cinque anni, era l'ultimo giorno di asilo e lei era venuta a prendermi: con una mano reggeva il mio zainetto, blu e giallo, e un disegno fatto da me di un grappolo d'uva, e con l'altra teneva stretta la mia. Mia sorella ci attendeva al balcone ed eravamo quasi a casa quando sentimmo dei forti rumori: non avremmo mai potuto immaginare cosa fossero, infatti pensammo a un tamponamento tra due auto o un motorino caduto a terra, ma purtroppo ci sbagliavamo. Era una mano criminale che sparò quarantuno colpi, dei quali uno uccise mia madre e un altro ferì un ragazzo di 21 anni; ci trovammo in un conflitto a fuoco – e non ho paura di dirlo, anzi lo ripeto sempre perché voglio che queste persone abbiano l'ergastolo e il carcere duro – tra i clan Cimmino-Caiazzo e Alfano. A tal proposito, io sono orgoglioso del fatto che Luigi Cimmino sia tornato in galera dopo che abbiamo gridato così tanto tra Vomero e Arenella, e dico che deve restarci tutta la vita, per quello che ha fatto ad una famiglia innocente. I mafiosi dicono sempre che le vittime «si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato», e loro al posto giusto al momento giusto, invece non è così, e sai perché?


Perché?
Perché le vittime stanno al posto giusto: una mamma di 39 anni che va a prendere un figlio all'asilo sta o non sta al posto giusto?


Altroché!
Stava facendo il suo dovere. E ti dirò di più: Napoli è una città dove si ammazza troppo facilmente. Per aver guardato una ragazza o per difendere il proprio motorino da un furto, come successe a Paolino Avella all'uscita della scuola a San Sebastiano al Vesuvio. Per questo credo che dobbiamo veramente "liberare" Napoli, che è un luogo meraviglioso, da questo marchio criminale. Ed ecco perché il 21 marzo è stata scelta proprio la nostra città: per gridare e per far scendere le persone in piazza.


Cosa accadrà il 21 marzo?
È una giornata importante, che "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" porta avanti da più di vent'anni. I familiari delle vittime innocenti della criminalità si riuniranno per ricordare i loro cari, camminando assieme e dandosi a vicenda la forza di dire:«Basta!» alla criminalità. Siamo arrivati a più di 1000 vittime in Italia e non vogliamo che l'elenco aumenti.


Mille vittime a partire da quando?
Dal 1992. È importante specificare cosa vuol dire "vittima innocente di criminalità" e "fare memoria": noi familiari vogliamo infatti che sia detto nome e cognome di quelle vittime, affinché siano ricordate. Altrimenti non c'è memoria.


Come se la persona morisse due volte?
Esatto, è come se morissero due volte, praticamente, senza contare che quando un criminale uccide una persona, distrugge anche un'intera famiglia, quindi possiamo dire anche quattro o cinque volte! In Campania abbiamo più di 350 vittime innocenti di criminalità.


Sempre dal 1992?
Sì, dal 1992. E pensa che il 90% di queste vittime di criminalità e terrorismo non hanno ancora avuto giustizia! Per questo noi, come Libera e come Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti di Criminalità, stiamo conducendo una battaglia affinché tutti gli altri familiari abbiano verità e giustizia. Prendi il caso dell'omicidio del tatuatore Gianluca Cimminiello: ancora oggi c'è un processo in corso! Il messaggio che vogliamo dare ai ragazzi è questo: non abbiate paura di denunciare, abbiate il coraggio di camminare a testa alta.


Giustissimo. Ma come si svolgerà la giornata del 21 marzo?
Il corteo partirà alle 9 del mattino da Piazza del Plebiscito per arrivare intorno alle 11 alla Rotonda Diaz, dove verranno letti tutti i 1000 nomi delle vittime innocenti di criminalità. Inoltre, ci stiamo attivando per fare un collegamento e far sentire tutti questi nomi anche nelle carceri: Secondigliano, Nisida e Poggioreale ma non solo. Vogliamo che questa lettura arrivi in tutta Italia e siamo felici di accogliere anche delle scolaresche dalle isole del golfo: infatti a Ischia è sorto un presidio intitolato a Gaetano Montanino, la guardia giurata uccisa a Piazza Mercato.


E nel pomeriggio?
Poi, nel primo pomeriggio, dalle 15 in poi saremo a Pianura, un territorio dove la Camorra è molto presente, e proprio per questo motivo vogliamo darle uno schiaffo morale, e lo faremo anche ricordando Gigi Sequino e Paolo Castaldi, che furono scambiati per pusher e uccisi barbaramente. Allo stesso modo ricorderemo Palma Scamardella, un'altra mamma che fu sparata attraverso il fogliame dell'abitazione adiacente, mentre aveva la figlia di 18 mesi in braccio. Il messaggio che voglio lanciare a Pianura è quello – ancora una volta – di dire «Basta!» alla Camorra; voglio che i ragazzi si schierino dalla parte "giusta", quella della legalità.


Avendo il coraggio di denunciare?
Sì. I ragazzi devono sapere che la strada del crimine conduce inevitabilmente alla morte o alla galera, invece quella della legalità li rende uomini e donne liberi, capaci di esprimere le loro potenzialità fino in fondo. E noi abbiamo bisogno di loro e del loro coraggio per denunciare questi assassini, che ogni giorno commettono nuove nefandezze.

 

Francesco Clemente è un ragazzo giovane ma determinato, crede fermamente in quello che fa e non ha paura di nulla. Per queste ragioni, la redazione di MYGENERATIONWEB si unisce a lui e a tutti coloro che credono ancora nel riscatto di questa città, invitando i suoi lettori a fare altrettanto.

 

Qui sotto, tutte le informazioni relative all'evento.

 

Locandina 21 marzo

 

Ultima modifica il Martedì, 15 Marzo 2016 18:06
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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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