La Verità è là fuori... ed è uno spasso!

Giovedì, 04 Febbraio 2016 00:00
  

Tra i vari significati di "canone", il dizionario Gabrielli recita:"Catalogo dei libri che, in alcune religioni, sono riconosciuti rivelati, sacri o autentici." Nell'ambito della TV, gli episodi canonici sono quelli – per così dire – veri, nel senso che gli eventi in essi descritti si considerano realmente accaduti nell'universo di una determinata serie TV. D'altro canto, negli episodi non canonici, assistiamo a fatti mai verificatisi e che saranno stati dimenticati nella puntata successiva. Un esempio? Le puntate di Halloween dei Simpsons, in cui vari personaggi muoiono per poi riapparire l'indomani.

 

Fine del cappello introduttivo.

 

Ora, la settimana scorsa sono andate in onda su Fox le prime due puntate della nuova miniserie X-Files, e con colpevole ritardo, ne andiamo a parlare proprio ora. Partiamo dalle parole che Mulder, insolitamente sfiduciato e malinconico pronuncia a inizio episodio:«It's amazing going through all these archives with fresh, if not wiser eyes... How many of these cases, whether it's the Amarillo Armadillo Man or the Whatsit of Walla Walla, can be explained with fraternity pranks, practical jokes, or people making up stuff because they're bored and/or crazy...»

 

Siamo in presenza di un uomo amareggiato, costretto ormai a scendere a patti coi propri fallimenti e delusioni? Ci aspetta una puntata introspettiva e malinconica? Qualcosa – diciamocelo – di pesante?

 

Fortunatamente no. Come potrebbe mai un prodotto intitolato Mulder and Scully Meet the Were-Monster essere "pesante"?

 

I due iniziano infatti a investigare su una serie di delitti, e dopo neanche troppo tempo si imbattono in una creatura destinata a rimanere negli annali della serie, la Lucertola Mannara! Benché X-Files abbia sempre regalato momenti decisamente spassosi (Jesse Chung?), la puntata andata in onda lo scorso lunedì sera è stata talmente infarcita di gags, easter eggs, autoriferimenti e quant'altro da sfociare quasi nella "non canonicità".

 

Tralasciando i dialoghi esilaranti con la prostituta transessuale, quello nel cimitero o nel motel, apprendiamo infatti che la suoneria del cellulare di Mulder altro non è che... la sigla iniziale, e, restando in tema di cellulari, impossibile non sganasciarsi davanti alle difficoltà del buon Fox con la nuova app di fotografia appena scaricata. Se a ciò aggiungiamo le parole di Scully:«Mulder, the internet is not good for you...» la sensazione di straniamento di inizio puntata pare ulteriormente corroborata.

 

Lucertola Mannara

 

Ma, oltre a questi e altri mille dettagli (gli occhi della volpe, la lapide di Kim Manners, l'immortalità di Scully, ecc)

 

Lucertola Mannara 2

 

ciò che resterà nella memoria è la Lucertola Mannara: una specie di Gorn del XXI secolo, una creatura volutamente comica e imbranata, e che, a differenza del più noto Lupo, non è un umano che si trasforma in animale ma il contrario. Ciò consente all'attore Rhys Darby di mostrare l'assurdità e l'inutilità di molti comportamenti umani, a cominciare... dall'avere un lavoro!

 

Al di là dell'ironia e delle trovate comiche, la miniserie X-Files si conferma, anche in questo terzo episodio, un prodotto di ottima fattura. Se nella prima puntata l'elemento nostalgia ha giocato la parte del leone, nella seconda e terza si è virati su temi decisamente old school, ma in maniera fresca e moderna, in modo da accontentare i fans di vecchia data e attirare i neofiti. La speranza è che quella di fare poker martedì, di continuare su questa scia, e magari – chi lo sa – sperare in una stagione intera una volta terminata la miniserie.

 

P.S.: Se non sapete cos'è un Gorn, abbandonate immediatamente questa pagina.

 

Lucertola Mannara 3

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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