Rhagoletis cerasi: la mosca delle ciliegie

Giovedì, 07 Gennaio 2016 19:55
  

Tempo fa mi è capitato di leggere una discussione su di un forum, non ricordo esattamente a quando risalisse, ma l’oggetto del “dibattito” era la foto di una mosca dalle tinte insolite e a seguire una miriade di commenti uno più ironico dell’altro, del tipo: “le mosche stanno mutando!” A guardar bene l’immagine mi resi poi conto di averne un paio simili nel mio archivio personale.

 

La mosca in foto non è il frutto di una mutazione, bensì una specie di insetto che si nutre delle secrezioni zuccherine emesse dalla pianta di ciliegio; altro che mutazione, la specie è ben nota e acerrima nemica di coloro che si dedicano al commercio delle ciliegie. Analogamente ad altri insetti, questa mosca fa la sua comparsa a partire da aprile, attaccando subito le piante di ciliegio, scegliendo scrupolosamente le zone dell’albero più soleggiate e riparate dal vento, che ostacola la nutrizione e la successiva deposizione delle uova.

 

Una volta schiuse, dalle uova fuoriesce una larva dotata di un robusto apparato masticatore, di cui si serve per penetrare all’interno della ciliegia fino ad arrivare al nocciolo. Le fasi iniziali dell’infestazione possono essere asintomatiche o talvolta ben evidenti sulla ciliegia, che presenta un colore più scuro, un foro d’entrata dove è penetrata la larva e una complessiva perdita di consistenza della polpa della drupa. Di solito, la mosca depone un solo uovo per ciliegia, e questo grazie ad un feromone cosparso sull’uovo, che ne segnala la presenza ad altre mosche adulte, onde evitare ulteriori deposizioni; questo serve a prevenire eventuali cannibalismi tra le larve. Tuttavia in gravi casi di infestazioni, si verificano affollamenti di uova sulla stessa drupa.

 

Tra i rimedi naturali “anti-mosca” contro le infestazioni, vi è l’utilizzo di trappole color giallo, in quanto tinta che attrae inevitabilmente le mosche; ed è stato altresì scoperto che l’ infuso di assenzio agiscedamicidiale repellente.

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