The Good Women of China

Lunedì, 04 Gennaio 2016 00:00
  

 

Buon Anno Nuovo, cari lettori e care lettrici! Dopo litri di spumante, parecchi fuochi d'artificio e l'obbligatoria cucchiaiata di lenticchie, si accantonano i festeggiamenti e si guarda al nuovo anno in modo pratico e realistico, e quindi giù con liste di buoni propositi e programmi vari, dalla dieta fino ai viaggi, che mentre li scriviamo già sappiamo che non li porteremo a termine (vero?).

Dal canto mio, voglio farvi un augurio speciale che ha indirettamente a che fare con il libro di cui vi parlo oggi. 

Cominciamo dal libro: The Good Women of China, “le brave donne della Cina”, è composto dalle storie vere di tante donne cinesi raccolte dalla giornalista Xinran durante gli anni in cui conduceva un programma radiofonico a Nanjing, più o meno dalla seconda metà degli anni Ottanta ai primi Novanta. È stato però scritto e pubblicato in Inghilterra vari anni dopo, quando Xinran vi si trasferì per lavoro; d'altronde, un libro così socialmente e politicamente delicato aveva poche chance di vedere la luce nella Repubblica Popolare.

 

Grazie alla popolarità del suo programma alla radio, Words on the Night Breeze, Xinran cominciò ad entrare in contatto con gli ascoltatori soprattutto tramite le lettere che riceveva da loro. Diventò sempre più interessata alla condizione femminile che emergeva da quelle lettere, così distante dalla immagine di sviluppo economico e consumismo promossa dallo stato, e iniziò a guardarsi intorno, a fare ricerche, a viaggiare per conoscere le storie di tante donne, dalle studentesse alle senzatetto, dalle ricche imprenditrici alle ricoverate in ospedale psichiatrico. Il suo status di giornalista le aprì molte porte e lei ne fece buon uso: raccolse delle testimonianze che spezzano il cuore e che ci mostrano quanto le donne cinesi abbiano sofferto in silenzio nell'era maoista, quando la propaganda promuoveva un'uguaglianza tra i sessi che era puramente superficiale. I diritti umani, il sessismo, l'abuso, la soppressione della sessualità, l'infanticidio, l'omosessualità, la religione: questi e altri sono i temi affrontati nei racconti delle brave donne cinesi. Xinran dà voce a chi voce non ha, a chi resta dietro le quinte, a chi piange in silenzio le proprie perdite. Una dopo l'altra, queste storie sono toccanti e illuminanti nel loro crudo realismo, mostrandoci la faccia della medaglia che resta sempre nascosta.

 

Ho avuto la fortuna di leggere questo libro per lavoro, ed è stato un gran piacere. Ecco, io vi auguro questo per il nuovo anno: che sul lavoro vi capitino degli incontri, dei libri, dei compiti, qualsiasi cosa che si riveli così appassionante da trasformare il dovere in un enorme piacere. 

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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