"Maison Ikkoku" Made in Naples!

Giovedì, 31 Dicembre 2015 08:26
  

Il 2015 sta per finire, è il momento di tirare le somme. Non c'è che dire, è stato certamente un anno molto proficuo per il mondo dei fumetti, tra brillanti rivelazioni ed i grandi classici che non passano mai di moda. Riproposto nella nuova versione primeggia Maison Ikkoku straordinaria opera della maestra indiscussa Rumiko Takahashi.


Opera divenuta famosa soprattutto dopo la messa in onda dell'omonimo anime alla fine degli anni '80, si distingue da tutte le altre storie dell'autrice perché è quella più vera. Non ritrae personaggi delle leggende giapponesi, ma persone "normali" che non hanno alcun potere speciale, se non quello di essere un tantino eccentrici. Ora se provassimo a fare un esperimento, con una buona dose di fantasia, ci renderemmo conto che questa storia potrebbe essere perfettamente ambientata a Napoli. Il primo luogo che ci viene in mente è senza dubbio quello dei Quartieri Spagnoli, cuore pulsante della tradizione partenopea. Il condominio più eccentrico di Tokyo si trasforma in una palazzina tutta "sgarrupata" e decisamente poco convenzionale, che chiameremo Condominio Esposito.

 

Maison Esposito


Kyoko Otonashi, detta Carmela, amministratrice del condominio, è 'a portinaja sempre vigile sulla vita dei condomini, che deve inciucià. Godai Yusaku, che chiameremo Pasquale, è stato bocciato all'esame per entrare all'università, è nu poc' ciucc' e come si dice a Napoli è pur nu poc' abbunatiell', perché molto goffo. Yotsuya, detto anche Salvatore, è una figura strana, non si sa cosa faccia nella vita né come riesca a mantenersi, ed incarna perfettamente quello che a Napoli chiamiamo 'o scroccon'. Hanae Ichinose è Assunta, la classica 'onna pereta fora 'o barcone, che vive col figlioletto Kentaro, detto Gennarino 'o scugnizz', insieme trascorrono le giornate ficcanasando qua e là per il rione. In ultimo, ma non per importanza, c'è Akemi Roppongi che chiameremo Immacolata, 'a iatta morta, smorfiosa per vocazione con tutti ed anche un po' vrenzola, che per mantenersi fa la cameriera in un bar.


È un'opera accattivante che ci fa vivere il folklore e le abitudine quotidiane dei vari protagonisti molto "caciaroni". Chiedo scusa per il mio napoletano pessimo e vi auguro buon anno!

 

Maison Esposito 2

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