La Storia Infinita

Giovedì, 24 Dicembre 2015 00:00
  

Quando arriva Natale, si sa, torniamo tutti un po’ bambini. Soprattutto se dopo appena un giorno che siamo arrivati a casa della mamma ci viene la febbre – e allora sì che è il momento di farsi coccolare e curare come quando eravamo piccoli! Mi ricordo che da bambina ero sempre contenta di avere la febbre, prima di tutto perché significava saltare la scuola, e poi perché potevo restare tutto il giorno a guardare i cartoni e a leggere i fumetti avvolta in un bel plaid, con la mamma che mi prestava tante tenere attenzioni. E cosa guardavo io – e gli altri bambini della mia generazione – in televisione oltre ai cartoni? Ma La Storia Infinita, certamente! Le avventure di Atreiu e del drago Fùcur per salvare il regno di Fantàsia dall’incedere del Nulla risvegliano qualche ricordo in ognuno di noi. Il povero Bastiano perseguitato dai compagni di classe che si rifugia in un libro e scopre di poter essere anche lui un eroe ci riporta alle labbra un sorriso. Come ero coinvolta da questa corsa verso la salvezza, quanto temevo per la sorte della fragile Imperatrice Bambina, e quanto mi faceva paura il Nulla, questa entità informe che inghiottiva tutto!

 

Qualche anno fa trovai in libreria il romanzo originale da cui fu tratto il film, dell’autore tedesco Michael Ende, pubblicato per la prima volta nel 1979. Lo sfogliai e fui subito catturata dalla sua grafica e dai suoi colori (è stampato in rosso e verde per distinguere gli avvenimenti del nostro mondo e quelli del regno di Fantàsia), e lo comprai. Ricordo che era, guarda caso, il periodo di Natale, che per me è sempre perfetto per rileggere romanzi di fantasia per ragazzi, quelli che hanno segnato la mia crescita – non sto a parlarvi di quante volte ho riletto Harry Potter sotto le feste, ma a buon intenditor poche parole. La differenza in quell’occasione era che La Storia Infinita l’avevo sì guardata varie volte in televisione, ma non avevo mai letto il romanzo a cui si ispirava il film. Come è prevedibile, nel libro c’è molto di più: in realtà il film narra le vicende di circa metà libro e poi salta alla conclusione, rendendo comunque il tutto molto gradevole. Ma il romanzo di Michael Ende è un metalibro, cioè un libro nel libro, perché noi leggiamo di Bastiano che legge una storia e tutto poi si fonde, e il confine tra realtà e fantasia non esiste più.

 

Il punto centrale è la crescita di Bastiano, che da ragazzino insicuro nel mondo “normale” scopre di poter diventare forte e coraggioso nel regno di Fantàsia, attraversando pericoli sconosciuti, e di poter poi rimanere tale anche di ritorno nel nostro mondo. L’autore definì così il suo romanzo: « È infatti la storia di un giovane che in questa notte di crisi, una crisi esistenziale, perde il suo mondo interiore, quindi il suo mondo mitico [...], e deve saltare dentro questo Nulla, allo stesso modo in cui dobbiamo farlo anche noi europei. Siamo riusciti a perdere tutti i valori e ora dobbiamo saltare dentro, e solo se abbiamo il coraggio di saltarci dentro, in questo nulla, possiamo risvegliare le forze creative più personali e interne e costruire una nuova Fantàsia, cioè un nuovo mondo di valori».

 

Buone Feste a tutti!

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Valeria Lotti

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto." Italo Calvino

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