"Dragon Quest III: L'Emblema di Roto"

Giovedì, 19 Novembre 2015 09:00
  

1985, una data che non dice quasi nulla a molti. Yuji Horii, un nome che probabilmente dice ancora meno. Ebbene il primo è l'anno in cui il secondo ha dato vita alla più popolare saga di videoghiochi al mondo - Dragon Quest - al di fuori del Giappone è conosciuta come Dragon Warriors,serie di videogiochi di tipo JRPG (Japanese role playing game). La sua importanza è data dal fatto che ha gettato le basi del gioco di ruolo per console, un sorta di "padrino" di altre saghe famose come Final Fantasy.

 

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Dall'85 ad oggi sono stati creati dieci capitoli del videogioco (l'undicesimo uscirà nel 2016) e diversi spin-off; molti giochi della serie principale hanno avuto l'adattamento anime o manga, alcuni addirittura entrambi. Siccome il 2015 è stato l'anno in cui molti editori hanno ripubblicato vecchie serie che hanno fatto la storia dei fumetti giapponesi, uno di questi colossi dell'editoria italiana ha continuato a cavalcare l'onda del revival riproponendo Dragon Quest III – L'Emblema di Roto, in una nuova edizione che comprende anche le pagine a colori pubblicate all'epoca in Giappone.

 

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Nella storia c'è un perfetto equilibrio tra le dinamiche ed i dialoghi, nulla è stato trascurato: alla minuzia delle scene dei combattimenti sono bilanciati dialoghi non troppo scontati, e ovviamente bisogna tenere bene a mente che si tratta di un'opera nata all'inizio degli anni '90! Il suo registro ricorda molto lo stampo della saga Dragon Ball, quasi un suo coetaneo, con un inizio trama piuttosto semplice e fitto di intrighi man mano che si procede nella lettura. Il protagonista dell'avventura è Arus, discendente di un'importante famiglia, rimasto orfano (... Ricorda qualcosa?). Cresciuto da Lunaphrea, figlia del capo delle guardie del palazzo di Kaamen, conscio del suo destino, accompagnato da un gruppo di amici conosciuti durante il suo percorso (anche questo è aspetto alquanto familiare) il suo obiettivo è sconfiggere il Re Demone.

 

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I disegni del mangaka Kamui Fujiwara sono davvero molto belli e curati nei minimi dettagli, grande estimatore del collega Toriyama (creatore di Dragon Ball e Dr. Slump & Arale), il quale ha prestato la sua dote per la creazioni di alcuni "personaggi cattivi". Forse l'unico aspetto trascurato è che trattandosi di una storia fantasy non mancano di certo gli incantesimi, pronunciati sempre con una sola parola, e perciò chi legge il manga senza aver mai giocato al gioco non capirà molto dato che non esistono spiegazioni tecniche a riguardo.


Quest'opera aveva già conquistato una bella fetta di appassionati negli anni '90 e pare che sia stato accolto bene anche dal pubblico al Lucca Comics & Games... un successo innegabile!

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