Make up: Comics e Halloween

Giovedì, 29 Ottobre 2015 07:56
  

Chiacchieriamo di  trucco, makeup o cosmesi, che dir si voglia.

Ognuna di queste parole contiene al proprio interno un aspetto singolo e particolare di quest'arte. Dall'inglese con makeup o make-up è facile risalire all'idea di una creazione, qualcosa di costruito ad hoc per uno scopo, anche per l'assonanza con il termine francese maquillage, con cui si intende un provvisorio abbellimento del viso. Anche il termine trucco deriva dal francese trouque, che significa "inganno"  e si riferisce ad un altro aspetto ed utilizzo, decisamente più legato al teatro.

Cosmesi viene dal greco kósmos che significa "ordine"...insomma per estensione diremmo "mettere ordine nell'aspetto".

Lo dicevo io che qualcosa che non mi era ben chiaro!

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Lo scopo a cui punta un trucco, semplice o complicato che sia, è quello di migliorare o mettere in evidenza alcuni aspetti del viso, e spesso-nei casi più estremi-del carattere.

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Può trattarsi del desiderio di mettere in risalto qualcosa, quanto quello di nasconderlo; che sia  un makeup articolato o semplice, si tratta comunque di una maschera, ben più tangibile di quelle pirandelliane. Dopo tutto l'apparenza è considerata una strategia evoluzionistica, sia che si paarli di mimetismo che di provocazione.

Scrive Stanislao Smiraglia, docente di psicologia sociale, parlando del fenomeno moda, che "si tratta di una forma collettiva di imitazione in cui il bisogno di approvazione sociale coesiste con il desiderio di unicità del singolo che cerca un modo per affermare la propria differenza, pur sempre all'interno delle possibili scelte condivise con il gruppo di appartenenza". Anche il trucco rientra in questa definizione.

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È facile e piuttosto banale affermare che l'eccessiva attenzione verso l'apparenza denoti un disagio; tutti noi agiamo e reagiamo in base ai canoni culturali e sociali sulla cui base siamo cresciuti e oggi, senza fare distinzione di cultura e paese, soprattutto le donne subiscono  un forte condizionamento per quanto riguarda il trucco. Pare si tratti di meccaniche psicologiche e sociali inevitabili, ciononostante abbiamo tutti i mezzi per  sviluppare un pensiero libero e ragionare oltre le apparenze; le critiche vuote sono perciò come mai ingiustificabili.

Come dire...il viso è il mio e lo gestisco io!

L'autoironia rispetto all'attenzione alla moda e al trucco caratterizza oggi molte artiste e scrittrici, che evidentemente vestono, sotto al trucco, uno strato ben più spesso di leggerezza e serenità!

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La storia del trucco inizia già con i Sumeri e non nasce come appannaggio del genere femminile: l'abitudine di truccare gli occhi, notoriamente conosciuta come una moda egizia, era già presente in molte popolazioni del Mediterraneo ben prima. Differenti forme di cosmesi erano utilizzate dai Greci e dai Romani, allo stesso modo che dai popoli orientali, Arabi e Cinesi, ed ognuno ha sviluppato tecniche, ricette e tradizioni di cui ancora oggi rimane la testimonianza, sebbene ci sia stata un'evoluzione della moda in modo differente in ogni paese.

https://www.youtube.com/watch?v=g08-_NExOX0

Mentre oggi, ade esempio, l'odierna cultura pop coreana vede l'uomo ideale  muscoloso, slanciato e...con un filo di trucco, nel XIX sec. la regina Vittoria stabilì che il trucco era indice di maleducazione, adatto solo alle prostitute e agli attori, da sempre liberi dalle comuni regole e mode.

Un esempio su tutti di trucco universalmente conosciuto e riconosciuto, è quello usato in Giappone dalle geisha: se ad oggi ancora non si è sparsa la moda ohaguro di tingere di nero i denti, il rossetto rosso su un fondotinta chiarissimo, quasi bianco, è stato invece utilizzato da molti stilisti e attrici.

Soprattutto nel Giappone moderno (anche più che negli USA), legate ai differenti stili di vita adottati dai giovani, vengono a crearsi e a riproporsi mode e regole per i diversi tipi di makeup: gyaru, gals, goth, lolita, punk etc. Il trucco è una forma di comunicazione e come tutte le mode  stabilisce dei canoni di appartenenza e, per contrasto, anche quelli per differenziarsi (o almeno per provarci)

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Può accadere che sia la mancanza di trucco, o una certa leggerezza nella cura del proprio aspetto, a generare imbarazzo. A me è capitato. E parimenti un eccessivo estro mostrato in pubblico può generare la stessa reazione. Sono le due facce della medaglia e molto dipende dal carattere.

Ma quale che sia il vostro stile di tutti i giorni, un trucco estroso suscita un fascino particolare e, fortunatamente, occasioni per esagerare, per mostrarsi diversi e non fuori luogo, non mancano.

A partire dal Carnevale, durante cui la regola del "rovesciamento" pretende l'esagerazione, un trucco è anche un modo per esorcizzare demoni e paure.

Senza aspettare il prossimo anno a brevissima scadenza ci sono ben due occasioni durante cui dare prova di abilità nel makeup: Halloween e il Lucca Comics!!! Entrambe hanno delle tematiche abbastanza ampie e soprattutto per quanto riguarda il Comics, da frequentarice esperta, mi aspetto che anche quest'anno si vedano trucchi spettacolari ed esagerati, ispirati a mode, libri, manga, anime.

Che voi siate nerd o meno, che puntiate allo stile "lolita" o ad una nuova frontiera del body painting, cosplay abituali e non, ricordatevi che esagerare di tanto in tanto è ben più che liberatorio e che, mai come durante queste feste, la libertà d'espressione è massima!

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