L'arte della pittura su vetro, "La Linea" e le storie di Cavandoli

Martedì, 13 Ottobre 2015 11:33
  

La composizione di  vetrate è un'arte antica, nota già ai romani, ricca di tecniche e segreti che gli artigiani hanno tramandato di generazione in generazione presso le botteghe. Quasi tutte le chiese ne offrono mirabili esempi: insiemi armonici di lastre di vetro di varie forme, opacità e dimensione, abilmente "incassate" su intelaiature di metallo (più anticamente in legno). Poste in sequenza, quasi come un fumetto, le scene  possono avere un valore cronologico descrivendo l'evolversi di una situazione, oppure essere accomunate da un'unica tematica.

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Le spettacolari vetrate de La Sainte-Chapelle a Parigi

 

Persino artisti contemporanei come Marc Chagall hanno voluto cimentarsi in quest'arte; il pittore bielorusso nella fattispece ha realizzato per la chiesa di Santo Stefano a Magonza ben nove vetrate.

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Cosa diversa è la "pittura su vetro". Si tratta di una delle prime tecniche con cui sono venuta in contatto: vasetti con i colori primari, lastre di plastica, pennelli e un tubetto di pasta di piombo sono stati il regalo per un Natale di CENSURA anni fa. Bei tempi.

La "pasta di piombo" è un composto denso che si stende su qualsiasi superfice vitrea, piana o curva, in fili di un certo spessore seguendo i contorni del disegno scelto, ben attenti che ogni linea sia chiusa. Facile da usare, potete trovarlo in qualsiasi negozio che tratti articoli di Belle Arti, anche in diversi colori.

Una volta asciutto, il reticolato che abbiamo a disposizione sarà formato da cellette in cui stendere il colore (i colori a vetro sono particolarmente liquidi, per cui lasciati liberi si spandono a macchia d'olio, effetto in sè particolare ma non sempre comodo), potremmo considerarle le linee base del nostro discorso visivo.

Linee aperte non ci permettono l'effetto "vetrata" ma allo stesso tempo possono costituire decorazioni di per sè, come una linea di penna segnata su un vetro, un tratto concreto e tangibile con un suo spessore.

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Ecco un buon esempio by https://www.facebook.com/UsefulDiy ma i tutorial disponibili in rete sono davvero infiniti!

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L'idea di una linea nera continua, stesa all'infinito, che fa da soggetto e allo stesso tempo da scenografia, oggetto e soggetto, ha un potenziale ugualmente infinito.

È utopia matematica e artistica insieme. Poter "srotolare" un racconto lungo una linea e agirvi a piacimento in entrambe le direzioni.

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Il lavoro di Osvaldo Cavandoli ne è un tentativo magistralmente riuscito.

"La linea" o "Mr. Linea" è un personaggio unico e controverso, un omino stilizzato (tipico dei marchi industriali) che, presentato come un tratto che si forma sulla pagina all'inizio del cartoon, si muove seguendo il binario obbligato della linea disegnata.

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Ecco il primo episodio:

https://www.youtube.com/watch?v=iTpNGHPY5cg

Buffo e con un naso incredibilmente accentuato, si esprime con un misto di grammelot e dialetto milanese nella versione originale, e può fare affidamento sullo sfondo per esprimere il proprio umore, con cambi repentini di colore (rosso per la rabbia, azzurro per la felicità etc.) . Il disegnatore demiurgo, inquadrato nella sola mano mentre disegna, interviene creando ostacoli o soluzioni, a seconda della necessità, su una colonna sonora jazz.

Il personaggio appare per la prima volta a Carosello nel 1969 come "testimonial" de Lagostina e tale rimarrà fino a poco prima della morte dell'autore, pur proseguendo  la propria "carriera" narrativa fino a diventare una striscia a fumetti e protagonista di una serie cartoni.

https://www.youtube.com/watch?v=2C1mZdoSoOQ


E come diceva Paul Klee: "Una linea è un punto che è andato a fare una passeggiata". Mai come ora sappiamo che è davvero così.



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