Dall'apparenza alla rinascita. L'inchiostro sulla pelle per tornare a sorridere.

Venerdì, 11 Settembre 2015 13:25
  

Chi non ha mai pensato di imprimere sul proprio corpo un segno indelebile, memore di emozioni uniche ed intime, in grado di contrastare il fugace susseguirsi di attimi della propria esistenza?

Sempre più spesso, oggigiorno, il tatuaggio rappresenta un modo per affermare il proprio io, per dare al mondo una precisa immagine di sé, per dare una risposta al mondo dell'apparenza.

C'è chi decide di farsi un tatoo per emulare il proprio beniamino famoso, chi per sentirsi una persona più in gamba delle altre, chi per ricordare un momento importante e cruciale della propria vita e chi per legare -si spera- a sè, definitivamente, la persona amata. Sì, perché da qualche anno si è diffusa a macchia d'olio la tendenza dei tatuaggi di coppia, ossia disegni che, incompleti sul corpo di uno, si completano solo in presenza dell'altro. Un modo carino (?) per augurarsi che il proprio amore rimanga eterno.

 

Senza dubbio, la pratica di trasformare la propria pelle in una tela su cui dipingere le immagini più disparate, si è molto sviluppata negli ultimi decenni, ma non va dimenticato -o, è bene sapere, per chi non lo sapesse- che essa affonda le proprie radici nei millenni avanti Cristo. Usata a scopo terapeutico o per sancire il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta, tale usanza non è stata mai abbandonata nei secoli dalle varie tribù, fino ad arrivare a Roma, dove venne bandita quando il Cristianesimo divenne religione di Stato, andando ad essere addirittura vietata con la bolla papale di Papa Adriano, nel 787, durante il Concilio di Nicea. Ciò nonostante, continuò a vivere clandestinamente ed uscì allo scoperto nel 1876, quando nel suo saggio L'uomo delinquente, Lombroso associò il tatuaggio alla cattiva condotta morale del delinquente. Un segno indelebile era cioè prerogativa dei malviventi e ciò fece scemare il desiderio di tatuarsi per evitare l'omologazione con un determinato gruppo sociale, fino alla definitiva riscoperta negli anni 70' avuta con gli hippy e giunta fino ai nostri giorni.

 

Dunque, tatuaggio per emulare, tatuaggio per apparire, tatuaggio per amare, tatuaggio per ricordare e, da qualche tempo, è sempre più forte il motto: tatuaggio per rinascere. 

Ed è proprio questo lo scopo che intende perseguire Flavia Carvhalo, una tatuatrice trentunenne del Brasile che ha ideato il progetto "a Pele da Flor" (la pelle dei fiori), trasformando i brutti ricordi delle donne maltrattate in bellissimi immagini da cui ripartire per poter ritrovare se stesse e dare nuova linfa alla propria autostima.

Non passa un giorno che non sentiamo, in radio o in tv, qualche triste storia in cui, troppo spesso, le donne sono vittime di violenze, abusi e maltrattamenti. L'iniziativa della giovane brasiliana è partita proprio dal contatto con una di queste tristi storie. Una sua cliente aveva pensato bene di sentirsi padrona del proprio corpo, rinunciando alle avance di un tipo conosciuto in un locale. Morale della favola: la donna aveva dovuto rivolgersi a lei per coprire la cicatrice all'addome che il tipo, sempre quello del locale, le aveva procurato in seguito al suo rifiuto. È stato in quel momento che è scattata la scintilla e Flavia ha deciso di regalare un po' di serenità a tutte le donne che avevano subìto abusi e che erano ossessionate dai terribili segni che rimandavano alla violenza.

"Si tratta di un granello di sabbia; il mondo è pieno di cose che devono essere affrontate. Abbiamo una lunga strada da percorrere per quanto riguarda la protezione delle donne dalla violenza", afferma la donna, ma noi non possiamo che essere felici che questo granello esista e che vada ad aggiungersi ad altri granelli altrettanto importanti per la salute e la felicità delle donne.

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Sono tanti gli specialisti che hanno scelto di aiutare le donne a reagire e rinascere in seguito ad una mastectomia, coprendo le cicatrici delle operazioni con appositi tatuaggi. Partendo dal tatuatore David Allen che realizza dei motivi, soprattutto floreali, sul corpo delle donne, facendole riacquistare sensualità in seguito alla rimozione parziale, o totale, del seno, fino ad arrivare al pubblicitario Noel Franus che, consigliato dalla sorella, sopravvissuta ad un cancro al seno, ha realizzato un'app, la P.Ink (personal Ink-inchiostro personale), che permette ad ogni donna di scegliere il tatoo che fa per sé e la propria cicatrice. Ciò che ha realizzato l'uomo è stato un archivio intensissimo di bozzetti, da cui le donne possono scegliere il loro disegno preferito per poi richiederlo ad uno dei tanti artisti che ha deciso di partecipare gratuitamente al progetto. 

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Sono queste altre iniziative che ci fanno vedere il bello e il buono che ancora esistono nel mondo. Uomini che ricordano il valore puro della donna e che si impegnano affinché questa possa recuperare la gioia di vivere e, soprattutto, di lottare. Uomini che ricordano di amare.

Altri granelli, dunque, che fanno la differenza.

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Alessandra Montuori

Laureata in Lettere Monderne e specializzata in Filologia Moderna. Adora scrivere e seguire le partite di calcio; raccontare ciò che succede sul terreno di gioco è la sua passione. Ama leggere, disegnare e viaggiare. Estroversa e solare, preferisce la natura, pura e silenziosa, piuttosto che il caos ciitadino. Ha un debole per gli animali, primo tra tutti Marek, il suo piccolo Jack Russel.

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