"True Detective 2"

Venerdì, 26 Giugno 2015 00:00
  

Lo scorso anno la serie televisiva True Detective con Matthew McConaughey e Woody Harrelson ha provocato un vero terremoto artistico e culturale come avviene in un programma televisivo che diviene "cult".

 

"Cult" per via di magistrali e intense interpretazioni, di una regia creativa e innovativa e soprattutto grazie a una sceneggiatura perfetta, nuova, ricca di elementi e spunti tali da creare un nuovo genere narrativo "meta filosofico" facendo si che lo sceneggiatore Nick Pizzolato diventasse il nuovo Re Mida della scrittura televisiva.


Basterebbero questi dati per far tremare le vene ai polsi di qualsiasi produttori nel rilanciare la sfida e produrre una seconda serie con nuovi personaggi, diversa ambientazione e soprattutto con una differente storia, ma siamo in America e niente è impossibile.


Sarebbe però un errore fare dei confronti tra le due serie e stabilire il vincitore.


True Detective è una serie antologica e come tale risorge come un araba fenice in ogni stagione sperando di mantenere lo spirito e la sua mission. Nei mesi scorsi in rete si è molto discusso della scelta della nuova coppia formata da Colin Farrell e Vince Vaughn giudicata sulla carta meno magnetica e funzionale al progetto rispetto al duo McConaughey-Harrelson. Dopo aver visto ieri sera la prima puntata probabilmente è cosi, ma va anche detto per onestà intellettuale che l'impianto narrativo di questa seconda serie è diverso dalla prima e anche le scelte registiche sono improntante più all'azione vera e propria che a un simposio della parola che tanto il pubblico ha amato nella prima serie.


L'elemento filosofico e l'atmosfera mistica della prima serie trovavano una perfetta simbiosi nella bellezza metafisica della Louisiana regalando allo spettatore la sensazione di essere in un mondo a metà strada tra onirico e reale. In True Detective 2 invece si respira fin dalle prime immagini una netta prevalenza di brutale realtà e di verace umanità mostrata nei sui beceri difetti ben rappresentata dalla viscida, famelica e corrotta Los Angeles.


Se nella prime serie il senso di colpa e il dolore erano i principali sentimenti che animavano e spingevano i personaggi, nella seconda serie agiscono invece la rabbia e il senso di vendetta rappresentati da Ray Velcoro (Farrell), poliziotto ambiguo e brutale probabilmente condizionato da un figlio nato otto anni prima da una violenza sessuale subita dalla moglie e con un conseguente matrimonio fallito. Velcoro per vendicare lo stupro della moglie accetta di "collaborare" con l'avido e corrotto boss locale Frank Semyon (Vaughn), che ricorda in qualche modo il Robert De Niro del film Casinò di Martin Scorsese, determinato a lucrare nel business degli immobili a qualsiasi costo.


Se Velcoro e Seymon rappresentano il grigio e il losco del mondo della legalità e dell'impresa, lo spettatore trova invece nella figura di Ani Bezzerides (Rachel McAdams) non solo una parvenza di onestà e purezza nelle forze dell'ordine, ma soprattutto il ruolo della donna che in questa seconda stagione prende quota guadagnandosi il centro della scena a differenza della prima serie dove era solo comprimaria se non vittima.


Abituati a vedere Rachel "Faccia d'Angelo" McAdams, al cinema, in ruoli romantici e delicati, è sicuramente una scommessa interessante vederla nei panni di una donna seria e problematica e contemporaneamente personaggio da giubbotto anti proiettile e pistola, costretta a subire una famiglia divisa tra un padre santone e una sorella attrice porno. Dopo la prima puntata possiamo dire che ha convinto di più della coppia Farrell-Vaungh. Da seguire sempre con attenzione è il personaggio di Paul Woodrugh (Taylor Kitsch), poliziotto motociclista, turbato da un misterioso passato, per il suo volto e sguardi carichi di silenzi urlati.


True Detective 2 appare più un noir segnato da continui e cupi scambi di scena con i diversi personaggi che seguono il proprio destino. Ma come nel finale di puntata si sfiorano e si incontrano di fronte alla scena di un efferato omicidio, facendo intuire allo spettatore che anche in questa stagione assisteremo all'incontro-scontro delle diverse sfumature della nostra anima.

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